Il buongiorno si vede dal mattino

A volte semplici gesti quotidiani acquistano un valore improvviso.

Questa mattina mi sono alzata, un po’ infreddolita ho appoggiato i piedi per terra e, per qualche strano motivo, ho ricordato un momento simile di un paio d’anni fa: il giorno in cui, facendo questo consueto gesto, mi sono soffermata, felice ed emozionata e ho realizzato che quel giorno mio figlio si sposava.

Pensandoci oggi ho iniziato uno strano gioco: quante volte nella mia vita, con quel gesto mi sono resa conto che davo inizio ad un giorno speciale?

Era il giorno del mio quindicesimo compleanno, era domenica e avevo appena messo giù i piedi dal letto e guardando fuori dalla finestra mi ero sentita felice, ma così felice che lo ricordo ancora oggi che ho quarant’anni di più. Avrei festeggiato quel giorno con gli amici e il primo amore che sicuramente mi avrebbe fatto uno splendido regalo, avrei indossato il mio bel vestito con le scarpe con un po’ di tacco e mia madre mi aveva anche dato il permesso di mettere i miei primi collant velati… sì sarebbe stata una bellissima giornata!

Il tempo non era bello come il giorno prima, la mattina che mi svegliai e scostando le coperte, mi sedetti al bordo del letto e rimasi a guardare l’abito da sposa che da lì a qualche ora avrei indossato e sperai non piovesse e lo rovinasse.

Mi sedetti spaventata, tirandomi su all’improvviso e mettendo i piedi in terra un dolore terribile mi fece pensare che avevo fatto una grande cavolata a volere un bambino… si prospettava una giornata faticosa!!

L’aereo partiva alle 10,30 ed era l’alba quando infilando le ciabatte, senza imprecare vista l’ora, mi sono detta: “ciao, ciao letto, l’America mi aspetta e mi hanno detto che lì i materassi sono davvero comodi!”.

Che bel gioco mi sono inventata!

Ci sono stati anche tanti momenti che con quel gesto ho dato inizio ad una giornata difficile e triste, ma questa è una storia che oggi non ho voglia di raccontare.

10 pensieri riguardo “Il buongiorno si vede dal mattino

  1. Bello questo post! Anch’io ricordo di una notte in cui posai i piedi a terra e pensai che era il momento di andare all’ospedale. Era il mio quarto parto (l’ultimo) e pensai per consolarmi: tra un paio d’ore sarà tutto finito. Invece quel parto si rivelò più lungo e faticoso del previsto…
    Un’altra volta posai un piede scendendo dal letto… e me lo ruppi!

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