Grace Murray Hopper

Il capitano di Marina esperto di linguaggio informatico

Parliamo di una donna piccola e minuta (non superava i 45 chilogrammi di peso) che ha saputo influenzare in maniera determinante la storia della programmazione, grazie alla sua curiosità e alle innate capacità di analisi e deduzione.

Nasce a New York il 9 dicembre 1906 ed è passata alla storia per aver realizzato un linguaggio di programmazione indipendente dalla macchina che lo ospitava: il Cobol. Inoltre ha gettato le basi per l’eliminazione dei bug informatici (errori di funzionamento) attraverso analisi periodiche e continue.

Già da bambina dimostrò una particolare curiosità, infatti a sette anni decise di smontare sette sveglie per capire  come funzionassero e a che cosa servissero tutti quegli ingranaggi.

Nel 1943 chiede di entrare in Marina e dopo aver ottenuto punteggi altissimi nei test preparatori, per arruolarla, crearono una deroga su misura per lei visto che non raggiungeva i requisiti fisici minimi necessari. Venne integrata nel team che lavorava allo sviluppo dei software per il Mark I, uno dei primi calcolatori elettromeccanici della storia. Con il contributo della Murray, la Marina potè elaborare un programma per decifrare parte dei codici di criptazione usati durante la guerra dalle forze nemiche.

Dopo una sfavillante carriera, nel 1966, va ufficialmente in pensione… ma non smette di lavorare: viene richiamata nel 1967 e va nuovamente in pensione nel 1971… per essere richiamata l’anno successivo. Va definitivamente in pensione nel 1986.

Conosciuta come “Amazing Grace”, un altro soprannome  era “Nonna COBOL”

Durante gli anni ’70 si è impegnata molto sostenendo il processo di standardizzazione nel mondo dell’informatica e sulla necessità che i produttori di computer dovessero rendere la vita più semplice ai loro utenti. Diventa una sorta di ambasciatrice, tiene discorsi e lezioni sulle origini dell’informatica, racconta la sua straordinaria carriera.

Muore il 1 gennaio 1992

Storie come queste fanno riflettere, perchè, nonostante la presenza di scienziate e studiose brillanti, il rapporto tra donne e informatica non è mai stato facile: ancora oggi  persiste il pregiudizio che scienza e tecnologia siano “cose da uomini”. Eppure, basta guardare la storia dell’informatica per scoprire che non solo le donne sono brave in questo ambito, ma spesso hanno anche battuto sul tempo i colleghi uomini.

Forse siamo noi che dovremmo crederci di più e non lasciare che qualcuno decida al posto nostro.

 

 

 

7 pensieri riguardo “Grace Murray Hopper

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