Nonna Angela e il sogno americano

Quando le donne non potevano decidere

Nelle scorse settimane ho parlato e anche ironizzato molto sulle nuove tendenze femminili. Se da una parte guardo con ammirazione queste giovani donne caparbie e aggressive, dall’altra, mi ripeto, sembra si stiano perdendo di vista il giusto cammino e le giuste proporzioni.

Com’era diversa la vita delle donne degli inizi 900…

Nonna Angela nacque ad Asti nel 1904, l’anno in cui, lei ci teneva si sapesse, nacque anche l’ultimo re d’Italia, Umberto II.

In quell’anno nacque anche il figlio del Console di Montevideo, che purtroppo era affetto da epilessia. Per strani giri di cui non conosciamo i fatti, poco più che bambina, fu mandata a Roma per fare da dama di compagnia a questo bambino.

Angela era molto fiera di questo suo passato. Vivere in una famiglia agiata le garantiva privilegi impensabili: aveva addirittura potuto baciare l’anello al papa!! A quell’epoca il papa non lo si poteva vedere di persona, ma attraverso una paratia, la “sua” mano si palesava ed era appunto possibile baciarne l’anello (sperando fosse proprio lui).

Sembra che in questa famiglia Angela avesse trovato affetto e comprensione, veniva chiamata “l’orfanella” e ad un certo punto, quando il console dovette tornare a Montevideo, le venne proposto di partire con loro.

Il padre di Angela morì in in campo di concentramento in Polonia durante la Prima Guerra Mondiale. Era stato chiamato al fronte pochi mesi prima che il conflitto terminasse, insieme ad un carissimo amico: mio nonno Francesco.

Finita la guerra, per accordi presi con il mio bisnonno, la famiglia decise che Angela non solo non poteva andare a Montevideo, ma doveva sposare questo Francesco di cui non sapeva nulla, aveva diciotto anni più di lei ed era poverissimo.

Fu così che l’8 marzo 1924, all’età di vent’anni, convolò a nozze con Francesco che di anni ne aveva trentotto… e non glielo perdonò mai!

Mio nonno era un uomo buono e dolce, ma sicuramente non poté mai regalarle la vita dorata che lei immaginava sarebbe stata oltre oceano. Quante volte l’abbiamo sentita recriminare: “io a quest’ora potevo essere in America!”.

Nonna Angela e il sogno americano

Sicuramente la sua fu una vita dura, nascere e crescere attraverso due guerre, tanto lavoro, quattro figli e la recriminazione di una futuro negato. Chissà se sarebbe stata più felice a Montevideo? Nonna Angela era un po’ acida… ma forse glielo possiamo perdonare!

Nonostante tutto si occupò di mio nonno fin quando lui morì a quasi 101 anni, poi, alcuni anni dopo anche lei lo seguì… o andò in America!

Credo che le lotte che tante donne del nostro passato hanno dovuto combattere, abbiano regalato a noi un presente decisamente più vivibile. Di strada ce n’è ancora tanta da fare, ma concentriamoci meglio sugli obiettivi che contano!

5 pensieri riguardo “Nonna Angela e il sogno americano

  1. erano altri tempi allora. Migliori o peggiore? Dipende da caso a caso. Per nonna Angela da un lato il sogno americano infranto e una vita dura come compenso. Beh! diciamo che il destino ha voluto così, perché con saresti nata 😀

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