Dire NO alla violenza sulle donne

Ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa.

L’altro giorno abbiamo seguito un dibattito alla radio, davano questa informazione e discutevano su proposte e soluzioni. Ci ha colpito una telefonata di un ascoltatore che però si preoccupava che non passasse il messaggio che gli uomini italiani fossero cattivi perchè in realtà, nelle classifiche europee, risultano tra i meno violenti. Ci consola?

Tutti concordi nel dire che, se nelle generazioni di adulti attuali purtroppo non si può più porre rimedio ad una distorta concezione della donna, è necessario lavorare bene e in fretta su tutta quella popolazione di giovani che si affacciano al mondo complesso di relazioni di genere.

Inutile dire che questa educazione “sociale” va indirizzata sia agli uomini che alle donne. Se da un lato è necessario che il maschio ridimensioni il suo ruolo e le sue aspettative rispetto alla femmina, altrettanto importante è inculcare la consapevolezza nella donna che il maschio deve percorrere questa nuova strada (non dimentichiamo che è pur sempre figlio di una madre) e che una donna deve imporre rispetto, ma soprattutto vivere nel rispetto di se stessa.

Oggi si celebra l’ennesima giornata Contro la violenza sulle Donne, si diranno tante parole e poi si continuerà a leggere di femminicidi. Se lo scetticismo in noi Menti Vagabonde è lampante, ci interessano comunque le iniziative portate avanti da associazioni e scuole di vario genere che lavorano con i giovanissimi.

Ad esempio, a Druento in provincia di Torino, vi è l’ASD – Accademia di Danza e Spettacolo frequentata da bambine, bambini e giovani ragazze che, grazie all’impegno di tutto lo staff della scuola, mercoledì 27 novembre terrà uno spettacolo in collaborazione con il Comune, la cui entrata è ad offerta e il cui ricavato sarà devoluto all’Associazione antiviolenza di Casa Benefica di Pianezza, per dire “noi ci siamo”. Ad esibirsi sul palco saranno giovanissime donne che, non a caso, vengono soprannominate “le guerriere”.

Permetteteci questa “spudorata pubblicità campanilista”, ma crediamo che siano proprio questo genere di impegni che gli adulti preparano con le nuove generazioni, che possono aiutarle a crescere con più responsabilità. Siamo convinte che la sinergia tra l’utilizzo dei propri mezzi e il duro lavoro siano un ottimo esempio, un punto dal quale partire.

Per tutti noi, indistintamente.

9 pensieri riguardo “Dire NO alla violenza sulle donne

  1. ma come hai scritto l’uomo è figlio di una donna. Quindi se la madre non insegna al figlio di rispettare le donne, difficilmente ilmessaggio piò passare.
    Qualcuno potrà obiettare che la famglia è composta da padre e madre e se il padre è violento è complicato vedere un’opera di correzione dei pensieri maschili instillati come elemento dominante.
    Diciamo che è tutto difficile e ricette non ce ne sono, a parte la volontà di modificare questa mentalità. Aggiungo ancora che talvolta, non conosco dati statistici al riguardo, il comportamento della donna di fronte all’uomo violento non mi sembra adatto. Quando in nome di un presunto amore – ?? – si accetta per anni o mesi le violenze, non è pensabile che il compagno/marito possa cambiare atteggiamento.

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  2. Insegnare ai piccolissimi il rispetto e l’amore per le donne, come per tutte le altre creature. Contemporaneamente fare penetrare il messaggio anche nelle famiglie e sensibilizzare le donne sul significato dell’amore e della stima di sé. Infatti, se i genitori non offrono modelli di comportamento adeguati, il solo messaggio educativo proveniente dall’esterno, raramente è sufficiente.

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    1. È così. Purtroppo le famiglie spesso non riescono ad essere modelli positivi, luoghi di rifugio. Occorre che si lavori molto con la scuola, servono mezzi e persone. È necessario rivedere anche il modo in cui vengono diffuse le notizie, il linguaggio di un certo tipo di stampa è inammissibile.

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