Niente da nascondere

Se lo dite voi!

Ha ragione mia sorella: sono bacchettona! Proprio non ce la faccio a non storcere il naso di fronte a certe immagini che vogliono essere provocatorie ma che io considero, nella migliore delle ipotesi, di cattivo gusto.

Anche Marinella mi prende in giro per questo mio “perbenismo”, ma so che in certi casi mi dà ragione.

Oltre al blog abbiamo un profilo Instagram e seguiamo e siamo seguite da donne molto intressanti, alcune più giovani altre, come noi, meno. Sono profili di persone che si impegnano molto a dare un contributo intelligente a questo social. Ovviamente non sempre siamo d’accordo su tutto.

Ad esempio, nei gruppi di stampo più femminista, sembra che ci sia un’attenzione, un po’ maniacale al discorso MESTRUAZIONI.

Tutte a rivendicare il diritto ad avere il ciclo e a non nasconderlo… Parliamone!

Ieri in un post ho visto la foto di una bella ragazza fotografata di schiena, con addosso una maglietta, un paio di mutandine trasparenti dalle quali appariva chiaramente un assorbente extra lungo. La didascalia recitava: “niente da nascondere”.

A me sorge spontanea la domanda: “perché?”. Perché nel 2019 siamo qui a disquisire sul diritto di avere le mestruazioni, di poterle chiamare mestruazioni, di uscire con l’assorbente bene in vista o addirittura senza!

E si perché l’ultima tendenza è di rivendicare il diritto di NON usare assorbenti, siano essi interni od esterni, coppette e quant’altro, ma di lasciare che il flusso se ne esca liberamente!

Ehi bella!?! Protesta pure, ma fallo lontana dal mio sofà o dal mio pavimento e prendi pure il bus che in macchina con me non ti ci porto!

Nel post di ieri, una ragazza commentava scherzosamente chiedendo se la tipa avesse intenzione di uscire svestita così. Se qualcuno lo sconsigliava viste le temperature attuali, un’altra si arrabbiava, sentenziando che era un suo diritto. Qualcuno le faceva notare che è ancora reato uscire in mutande per la strada, ma lei niente, bacchettava tutte senza pietà.

Sempre nei commenti all’immagine, una ragazza dichiarava che, vista la portata del suo ciclo, preferiva mutande ascellari e pancerina contenitiva, un’altra, con tono sprezzante, le rispondeva che LEI, in quei giorni, continuava a mettere il tanga perchè ci teneva alla sua femminilità!

Ora, a parte il cattivo gusto dell’immagine, ma queste ragazze si sono chieste se c’è qualcuno che si pone il problema del ciclo qui nel mondo occidentale? Perché capisco che in certe culture la strada da percorrere sia difficile (e io non consiglierei alla modella di uscire, per le strade di Teheran in questa tenuta), ma nel nostro emisfero, le donne non sono particolarmente interessate alle mestruazioni delle altre e gli uomini lo sono quel tanto che basta per calcolare quanti giorni resteranno senza fare sesso!

È un diritto chiamarle col suo nome? Ci mancherebbe!

A me la parole MESTRUAZIONE fa pensare a una malattia, invece, dire: “ho le mie cose”, mi piace di più… d’altronde sono cose mie! Certe volte le ho amate, ad esempio quando da ragazza, dopo un paio d’ore di ritardo prevedevo scene apocalittiche a casa mia e poi scoprivo lo scampato pericolo e correvo a dire alla mia amica Marinella: “mi sono arrivateeee!!!”. Certe volte le ho odiate, quando mi costringevano ad interminabili flebo di ferro perché mi riducevano ad una larva e ad usare assorbenti così lunghi e spessi che mi viene da dire alla ragazza del post: “Fatti furba!!!”

Ragazze! Essere femministe non vuol dire ribadire diritti che diritti non sono ma situazioni fisiologiche che nessuno, purtroppo, ci toglie! Essere femministe significa lottare per essere rispettate, giudicate non per la taglia del reggiseno ma per la nostra intelligenza che sa essere notevole.

Smettetela di lottare per la salvaguardia del proprio essere donna, continuando a puntare sul corpo e non sul cervello. Piuttosto di rivendicare il diritto di andare senza assorbente, che è assurdo, antiigenico e scomodo, battetevi perchè quell’assorbente non sia considerato un bene di lusso e che un maschio misogeno non vi dica come fare in quei giorni, nascondendo la propria ignoranza dietro una campagna ecologista!

25 pensieri riguardo “Niente da nascondere

  1. Giustissimo. Io ho trovato la pubblicità di cattivo gusto, anche perché il rosso del sangue evoca altre cose più drammatiche che non le mestruazioni. Io ne parlo a ragion veduta, dato che ho un diploma in fertilità, le nomimo sempre, ma nei contesti adeguati e non sproloquio.
    Ho fatto un post sulla storia “ecologica” suggerita da certi politici. Gli farei lavare i panni, come facevamo da ragazze. In casa quattro donne e immaginate… Gli assorbenti costano troppo. Non ne ho più bisogno, ma quando li compravo ne avevo di tutte le taglie e la scorta in ufficio.

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    1. Grazie per l’appoggio!! Fortunatamente qui nel blog ci seguono donne intelligenti (o solo più navigate?)! Personalmente non ho mai dovuto lavare i miei assorbenti, ma ricordo lo sconforto di mia madre quando doveva lavare quelli di mia sorella neonata, più “ciripà” e triangoli e traverse e…. provassero tutti quanti!!!

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  2. Leggendo questo:
    “Ragazze! Essere femministe non vuol dire ribadire diritti che diritti non sono ma situazioni fisiologiche che nessuno, purtroppo, ci toglie! Essere femministe significa lottare per essere rispettate, giudicate non per la taglia del reggiseno ma per la nostra intelligenza che sa essere notevole.”
    mi è scattato l’applauso… giuro!

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  3. Condivido pienamente il tuo pensiero. Ormai si sono davvero persi di vista i veri motivi per cui le donne dovrebbero esser rispettate come persone e non come cose. La tua frase sovrebbe essere stampata a lettere cubitali.
    “Ragazze! Essere femministe non vuol dire ribadire diritti che diritti non sono ma situazioni fisiologiche che nessuno, purtroppo, ci toglie! Essere femministe significa lottare per essere rispettate, giudicate non per la taglia del reggiseno ma per la nostra intelligenza che sa essere notevole.”

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  4. leggo in un contesto di donne. Essere donna non è mostrare il proprio corpo, dicendo che è mio e lo tratto come voglio, ma pretendere dagli altri, maschi in primis ma anche donne, rispetto per le proprie opinioni, per quello che si è e non per quello che si mostra.

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    1. In certi gruppi direbbero che sei un maschio supponente!!!
      Scherzo… certe cose dovrebbero essere al di sopra di genere e specie, eppure ricadiamo sempre nei soliti cliché.
      Forse è ciclico e generazionale e forse ha ragione il detto: “Se i giovani sapessero e i vecchi potessero”!

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  5. Mi avvilisce vedere come la battaglia per i diritti femminili, anzichè continuare su argomenti di spessore, si perda su questi aspetti per i quali nemmeno capisco bene il senso. Ci sono, ce le teniamo, che lottiamo a fare? Semmai pretendiamo un po’ più di attenzione quando si sta poco bene (e non le battute sugli sbalzi di umore)

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