Tempo di vendemmia

Io sono la cittadina di questo duo che è menti vagabonde, una parte dei miei ricordi bucolici risale ad alcuni momenti trascorsi nella casa dei nonni di Gabriella.

Entrambe abbiamo avuto un parente centenario, io una nonna e lei un nonno. Quando l’ho conosciuto era già molto in avanti con gli anni, ancora oggi non saprei descriverne le caratteristiche fisiche se non che non fosse molto alto e avesse una magra corporatura. La mia immaginazione lo aveva associato alla tipica figura del vecchietto di molti film western, quello che parlava con la pipa in bocca, fischiettando un po’ e sentendo poco. Ora non so se effettivamente suo nonno fischiettasse parlando, ma quasi sicuramente non sentiva più molto bene.

Per noi ragazze un fine settimana fuori città era anche l’occasione di poter finalmente andare a ballare in una discoteca piuttosto grande, di quelle che colpivano il nostro immaginario di fan del film “La febbre del sabato sera”.

Noi potevamo avere questa “febbre” soltanto il sabato o la domenica pomeriggio, i genitori di entrambe non erano come i genitori moderni (lo siamo diventate noi) che accordano rientri in orari notturni, che stazionano nelle auto fuori dai locali in attesa dei pargoli da riportare a casa. Noi eravamo quelle del turno 15. 30/18.30, dall’abbigliamento non firmato, jeans e via, magari con quello che ci occorreva ben pigiato nelle tasche per non avere borsette varie da lasciare in giro e poter ballare fino allo sfinimento. Poi ovviamente si aspettavano i balli “lenti”, quella era la prova del nove, se si veniva invitate dal ragazzino adocchiato, finalmente si aveva la conferma che l’interesse era reciproco.

Così quel sabato prima della domenica di vendemmia incontrai per la prima volta un amico di Gabriella, in quel periodo presente nelle nostre confidenze, e il suo amico boxeur, ancora oggi lo chiamiamo così quando torniamo indietro nei nostri ricordi, se avesse le “physique du role” onestamente non me lo ricordo neanche più.

Dopo il nostro pomeriggio ballerino e dopo le solite chiacchiere notturne, la mattina seguente partimmo per la vigna dei nonni. Era una bella giornata autunnale che conservava ancora i colori dell’estate e un sole luminoso e caldo. Prendemmo seriamente i nostri compiti e quindi raccogliemmo anche noi l’uva passando tra i filari. Credo fosse stato anche faticoso per me, era la prima volta, d’altronde ero una cittadina!

Non rammento più le ore trascorse, a che ora terminammo nel pomeriggio, ma ancora oggi rivedo la mamma della mia amica che stendeva una grande tovaglia di cotone, tutti i partecipanti e noi che mangiavamo seduti sul prato, senza tavolini, sediolini e ombrelloni come i super organizzati gitanti della domenica durante la bella stagione. Ricordo i sorrisi e le chiacchiere in piemontese, che anche una come me di origine meridionale comprendevo senza fatica, tranne che per i passaggi in astigiano. Rivedo anche una torta che a noi piacque tantissimo e che aveva improvvisato la mamma di Gabriella aggiungendo nell’impasto della sambuca. Ecco quella vendemmi mi ha lasciato tre regali diversi: il sottofondo della musica da discoteca dei primi anni ’80, la luminosità di un giorno di sole e il profumo e il sapore di anice stellato.

5 pensieri riguardo “Tempo di vendemmia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.