Dirty Dancing

Passioni proibite

Quando il film uscì nelle sale, Gabriella andò a vederlo con il marito. Nonostante mancasse poco più di un mese alla nascita del suo primo figlio, vedere Patrick Swayze ballare le fece venir voglia di salire sul palco e lanciarsi a volo d’angelo sulla platea… per fortuna non lo fece. Oggi, a distanza di trentun anni, leggere questo bel post dell’amica Ilaria Corona, la fa sorridere e non può che essere d’accordo con lei… anche se quella scena finale non si stanca mai di rivederla!

“Nel 1988, mentre guardavo ancora Pollon e gli dei dell’Olimpo, arrivò la videocassetta di Dirty Dancing.
La traduzione in lingua italiana era “balli proibiti” anche se “dirty” significa più zozzi che proibiti, ma mi rendo conto che con “zozzi” nel titolo, lo avrebbero guardato solo gli estimatori dei film con Carmen Russo e Lino Banfi.
Non c’erano bollini che sconsigliavano la visione ai minori, ma c’era comunque il sentore che i temi trattati non fossero adatti ad una ragazzina di 11 anni. In realtà dopo aver visto Georgie che corre felice sul prato e si corica nuda con il fratellastro, dopo le tette di Lady Oscar, dopo le mutande di Lamù e le sorelle Occhi di gatto, Dirty Dancing era acqua fresca.
Comunque l’unico ballo per me proibito era quello di Lorella Cuccarini “Vola” con quell’odioso gioco di mani e la spaccata, quella era vietata perché una volta ci provai e per poco non mi partirono i femori.
Ma il film è ambientato negli anni ’60 e tutto ciò che di normale c’è oggi nel ballo, all’epoca era scabroso.
La storia si svolge in un villaggio vacanze montano in cui Johnny lavora come maestro di ballo dei visitatori. Tra questi arriva la famiglia più noiosa del mondo: gli Houseman. La signora Houseman è la tipica madre di famiglia dai capelli perfetti, di quelle che stirano pure le mutande, di quelle che non hanno mai scorreggiato di fronte al marito. Lui è un medico, dovrebbe sapere quanto è importante scorreggiare, eppure preferisce dare priorità ad altro, come al perfetto abbinamento tra golfino e calzini. Hanno due figlie, Lisa con il QI di un’anatra e Baby una diciasettenne vestita da Candy Candy, con i capelli di Candy Candy e il naso come la collina della casa di Pony di Candy Candy. Baby si innamora di Johnny e fin qui non c’è nulla di strano. Quante volte da ragazzine ci siamo innamorate del figo del campeggio? Del professore più giovane? Del fratello di un’amica? Rientra tutto nella normalità di un film romantico. La fantascienza inizia quando lui ricambia. Sì avete capito bene, Patrick Swayze con le spalle muscolose, il movimento di bacino assassino, la coscia affusolata, si innamora di quella sottospecie di pianta della macchia mediterranea. Quel cespuglio senza tette. E il guaio è che io ci avevo creduto! Ci avevo creduto che anche le cesse possono realizzare i loro sogni. E ci avevo creduto che si può imparare a ballare in una settimana, che se fai il volo dell’angelo in acqua non ti fai i lavaggi nasali fino al cervello e che chiunque può camminare su un tronco.
Che anche se dici un’assurdità come “Ho portato un cocomero” Non ti sei bruciata l’appuntamento.
Comunque non è filato tutto liscio. La prima ballerina di Johnny resta incinta, dopo un aborto è proprio il padre di Baby che la salva dalla morte. Ma preoccupato che possa esserci un’epidemia di pancioni, proibisce alla figlia di frequentare l’ambiente del ballo. È convinto che a mettere incinta la ballerina fosse proprio Johnny. “Stai lontano da quello” intima alla figlia. “Ha il pitone velenosissimo!” Peccato che Baby per quel pitone sarebbe andata anche incontro alla morte, come darle torto.
Disubbidisce al padre e sostituisce la ballerina nello spettacolo finale. In poco tempo da imbranata portatrice di cocomeri, si rivela una ballerina bravissima dotata di grande talento. Un po’ come la vita di Gianni Sperti ma al contrario.
I casini però non sono finiti. Johnny viene accusato di aver rubato un portafoglio e rischia il licenziamento. A quel punto interviene Baby per salvarlo che rassicura tutti: “non è stato lui! Era con me in camera, gli stavo addomesticando il pitone!” E lo licenziano perché non può avere relazioni con le clienti.
Alla fine l’amore trionfa, lui si avvicina al padre conservato nella naftalina e gli dice una frase che riecheggerà per sempre tra le mura dei cinema: “nessuno può mettere Baby in un angolo”. Eppure mi sa di cazzata. Io li ho visti quelli fighi come Patrick Swayze, quelle come Baby le mettono in un angolo, eeeeh se le mettono! E dicono “conta fino a 10 poi girati” e corrono, scappano come Forrest Gump.”

Ilaria Corona – https://www.facebook.com/Ilaria-Corona

11 pensieri riguardo “Dirty Dancing

  1. L’ho visto insieme a mia figlia quando era piccola, poteva avere 12 o 13 anni e lo trovai troppo spinto per la sua età… già me la figuravo che andava a ballare e si faceva palpeggiare in quel modo da un simil Swayze… comunque a lei piaccque moltissimo!

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