Alla Sacra di San Michele

Tra sacro e profano

Oggi è una bella giornata di sole e ho voglia di uscire dalla città, ma dove andare?

Il dubbio dura un attimo perché c’è solo un posto che mi regala emozioni e anche un pizzico di mistero: andrò alla Sacra di San Michele.

A circa quaranta chilometri da Torino arroccato su una montagna impervia sorge il santuario benedettino dedicato a San Michele. Esso fa parte di un percorso lineare che inizia a Skellig Michael in Irlanda, passa da St. Michael’s Mount in Cornovaglia, tocca il famoso Mont Saint Michel in Bretagna, arriva in Piemonte, più precisamente a Sant’Ambrogio per ripartire alla volta della Puglia a Monte Sant’Angelo, lascia l’Italia, arriva in Grecia al Monastero di San Michele e termina al Monastero di Monte Carmelo in Israele.

Ho sempre subito il fascino della grande costruzione in pietra che dall’alto sorveglia l’entrata nella Val di Susa. Quando ero piccola e nei fine settimana, con la famiglia, mi recavo in montagna a sciare, passavo con la macchina ai suoi piedi  e la domenica sera, di ritorno stanca e assonnata la osservavo tutta illuminata e mi sembrava di vedere una figura misteriosa che nel buio con un mantello mosso dal forte vento, mi osservava passare.

Non avevo paura, anzi, avevo la sensazione di essere protetta da quell’uomo che, nella mia immaginazione di bambina, altri non era che il Mago Merlino.

Diventata ragazza adoravo affrontare le curve ripide che portano in vetta, a cavallo della motocicletta abbracciata a quel ragazzo che è diventato mio marito e più di una volta, anni dopo, ha portato i miei figli in visita al monastero e goduto dall’alto dello splendido panorama.

Adesso ci vengo anche da sola, quando ho bisogno di raccogliere i pensieri rilassandomi e lo faccio risalendo a piedi la mulattiera che parte dal paese a valle e l’arrivo in vetta è una doppia conquista!

Ancora oggi che qualche capello bianco fa capolino, quando nessuno mi osserva, sporgendomi un poco dal parapetto, allargo le braccia, mi immagino vestita di nero e, come fata Morgana, dispenso un po’ di magia a chi passa di sotto.

14 pensieri riguardo “Alla Sacra di San Michele

  1. Ci sono stato più volte, l’ultima ad assistere a un concerto di musica celtica, proprio nella chiesa, successivamente un tour con la guida, lì ho scoperto la leggenda della “bella Alda”, è un luogo che affascina moltissimo.

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      1. sai, pare che sotto quella sfiancante scalinata ci siano cadaveri, ormai ossa, nella Sacra in questione ci sono stati un po’ tutti, pure i francesi, per non parlare del dopo, una roccaforte ambita e strategica. Comunque la leggenda della “bella Alda” è da romanzo.

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  2. volentieri…
    allora, leggenda narra che una certa Alda, bellissima ragazza, inseguita dai soldati che volevano violentarla, pur di salvare la propria virtù si lanciò dalla rocca della Sacra, miracolosamente rimase illesa, pare per mano divina, vantandosene raccontò la cosa a tutti i paesani increduli che l’accusarono di essere bugiarda. Lei, per dimostrare di essere sincera, si buttò di nuovo giù davanti a tutti e morì. Non è una storia allegra ma questo è quello che ha narrato la guida.
    La morale è che Dio ti aiuta nei momenti di reale bisogno e non in quelli di vanità. Sono ateo ma questa è sicuramente una lezioncina di vita, diciamo una metafora quasi sofista.

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