La moda nella terra di mezzo

È stata la settimana della moda, anzi della fashion week a Milano. Ho visto qualche servizio e diverse immagini pubblicate nei vari social.

La moda è espressione, comunicazione, arte, visione sul futuro e sguardo sul passato. Nella moda si sperimenta, si ricerca, si reinventa con lo studio di materiali, linee, tradizioni culturali.

A qualcuno starà venendo l’orticaria, perché mai una donna che non si occupa di moda…ne parla? Diciamo che io sono una che guarda e un capo Armani, da sempre il mio preferito, oh se lo gradirei proprio!

La questione è un’altra, è che trovo vi sia sempre una certa distanza tra i capi alla moda che possiamo trovare nel web – anche quelli per noi donne “anta” – e appunto noi donne anta… della porta accanto. Questi coordinati proposti sono belli…ma cari, cari, cari! Se guardiamo poi a quanto viene proposto giornalmente da varie influencer, tra beauty routine viso, capelli e corpo, massaggi, palestra, manicure e facciamo due conti, il conto corrente non diventa rosso ma un buco nero che porterà in nuovi mondi…e non è detto che possano piacere!

Voi ce la fate a star dietro a tutto questo?

Ho l’impressione che questo mondo possa parlare o voglia parlare solo a una parte di donne, non a quelle che devono fare i conti con…i conti e la circonferenza della vita e del bacino, che non portano i tacchi tutto il giorno perché prendono l’autobus, che conducono una vita che potrebbe sembrare monotona perché anche un aperitivo con un’amica è un piccolo lusso. Forse hanno un genitore da accudire se non un nipote e probabilmente hanno un unico armadio per fare il cambio di stagione e non una cabina armadio nella quale è possibile andare in bicicletta. Nei social è tutto bello, luminoso, eccitante come la Milano da bere nelle pubblicità degli anni ’80.

È vero che tramite i social viene promossa anche un’altra realtà, quella di giovani donne che riprendono il lavoro in laboratori di sartoria, lavoro che richiede autonomia, concentrazione, sensibilità, destrezza. Così come si parla di moda circolare, che non riguarda solo lo scambio e la vendita di capi di seconda mano ma, da parte delle aziende, anche di riciclo di fibre o tessuti invenduti. Settori ai quali avvicinarsi per conoscerli, se non lo si è fatto finora, ci stiamo provando anche noi di menti vagabonde.

Lancio un messaggio alle influencer, che magari ogni tanto si dedichino a chi difficilmente avrà l’occasione di presenziare ad una sfilata, di visitare un atelier o di entrare in quei negozi dove le commesse squadrano dall’alto in basso come se fossero le titolari dell’attività e non le dipendenti. Purtroppo il mondo è diviso in chi ha più possibilità di spendere e chi meno, c’è quindi una sorta di terra di mezzo, e lì che si fa?

8 pensieri riguardo “La moda nella terra di mezzo

  1. la moda è gusto personale. Seguire le ‘cosiddette’ influencer dimostra di non aver gusto.
    Per chi vede il satellite – non necessariamente sky le trasmissioni free sono molteplici, può vedere le sfilate del passato, presente e futuro e farsi un’idea. Ovviamente Armani è un classico, costoso ma pur sempre normale, mentre altri stilisti propongono capi che nessuna donna porterà mai.

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