Ricordi d’estate – I giochi

Giochi senza frontiere

Guardo i bambini, composti con zaini e grembiulini nuovi e mi fanno un po’ tenerezza. Chissà se come me, quando il primo di ottobre si riaprivano le scuole, provano nostalgia per i giochi dell’estate ormai in chiusura?

Io e mia sorella, finite le scuole, lasciavamo la città ed una volta arrivati a casa della nonna indossavamo la nostra divisa delle vacanze: pantaloncini corti, canottierina possibilmente a righe e sandali blu (quelli con gli occhi). Avevamo anche uno scamiciato per andare al mercato e un vestitino per andare a messa la domenica.

I giochi di gruppo erano sempre molto rumorosi e a volte vagamente pericolosi. Una volta, giocando a nascondino, il fratello più grande di un’amica, per non farsi prendere, scavalcò la finestrella del bagno in cui si era nascosto e finì in mezzo ad ortiche altissime… peccato che indossasse solo dei pantaloncini cortissimi. Mi rivedo insieme agli altri bambini guardarlo steso sul sofà di casa mentre la mamma lo curava… e ci sgridava! Poverina! La loro era una famiglia con tanti bambini: tra figli e cuginetti erano sette a cui in estate si aggiungevano altri cinque o sei bambini dalle famiglie vicine… c’era da diventare matta!

Un’altra volta a farne le spese fui proprio io! Ci piaceva inforcare la bicicletta e scendere a rotta di collo giù dai sentieri che si inerpicavano tra le vigne ma un giorno persi il controllo della bici… e i denti!! La domenica quando i miei genitori arrivarono… mi spiegarono perchè bisogna sempre obbedire alla nonna quando dice di non andare in bici in certi posti!

A volte facevamo giochi più tranquilli, soprattutto noi bambine. La terra dei cortili e degli orti intorno a casa era bianca e molto farinosa, assomigliava all’argilla, noi la raccoglievamo nei secchielli, aggiungevamo acqua, la impastavamo e, immaginando di cucinare torte e biscotti, ne facevamo palline e forme varie che mettavamo ad asciugare al sole. Ricordo che il nonno delle amiche che abitavano dietro casa mia aveva fatto un specie di capannina con i tronchi appoggiati tra loro (come quelle indiane), dove ci riparavamo dal caldo e ci dedicavamo alle nostre creazioni.

I giochi cambiavano con il passare degli anni e man mano diventavano più articolati: un estate organizzammo i Giochi senza Frontiere! Ci furono molte discussioni nel fare le squadre e decidere i giochi, non so come finì, ma quella prima parte la ricordo vividamente.

Non mancavano litigi memorabili in cui vinceva chi piangeva più forte e intense partite a “palla avvelenata”che spesso si concludevano con un  vetro rotto. Quando capitava a casa mia, nonna “Cochise” la risolveva con una bella pugnalata al pallone… per poi andare a comprarne uno nuovo!

Come non rimpiangere vacanze così il primo giorno di un lungo anno scolastico!

 

 

10 pensieri riguardo “Ricordi d’estate – I giochi

  1. quanti bei ricordi! E sì, ci si divertiva d’estate. Giochi poveri ma con un pizzico d’imprevisto.
    D’estate nel cortile di casa mia si praticava un gioco pericoloso per i vetri delle finestre. Bac e pandon – noto anche come lippa – Certo non era un gioco da praticare lì.

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