Buon Ferragosto a tutti

Sull’onda dei ricordi rieccomi a casa della nonna

Per la nostra famiglia il 15 d’agosto non segnava l’apice dell’estate o l’apoteosi di vacanze da sogno, ma “la festa d’la Madona” (la festa della Madonna).

Mia nonna si alzava presto per preparare il pranzo nella convinzione, non sempre indovinata, che tutti i figli si sarebbero presentati per la grande festa.

Menu

Antipasti
Salame cotto, peperoni grigliati e pelati conditi con alici, uova sode, pomodori
(e negli ultimi anni anche tonno sotto’olio)

Primo
Pasta condita con il meraviglioso ragù che faceva cuocere per ore.

Secondo
Coniglio arrosto al marsala
Fagiolini verdi saltati in padella.

Dolce
Il “famoso” budino al cioccolato che altro non era che il preparato della Elah o, se era in vena, un dolce simil-tiramisu fatto con l’uovo sbattuto al caffè anziché con il mascarpone.

Ben inteso: mia nonna non era una grande cuoca, ma tutti noi nipoti abbiamo ancora ben impressi i sapori di alcuni suoi piatti.

Dopo il pranzo pantagruelico, tutti insieme, attraverso i campi, ci dirigevamo alla chiesetta nei prati, che tutti gli anni a ferragosto si apriva per celebrare la festa.

Lì la grande statua della Madonna veniva trasportata da uomini forti che la portavano fuori e le facevano fare il giro del grande prato antistante la scalinata. Noi tutti in fila accompagnavamo la processione, cantando le canzoni a Lei dedicate e recitando le preghiere.

Ciò che mi rendeva fiera e felice era però un’altra cosa: il poter mettere sul capo il mio velo bianco che la nonna mi aveva comprato (lei ce l’aveva nero) per quando andavamo a Messa insieme. Non che mi facesse sentire più devota e timorata di Dio, però tanto carina… sì!

Fatto il giro, dette le orazioni, cantate le canzoni, la Madonna veniva riportata all’interno e iniziava la messa.

Il pomeriggio volgeva al termine tra preghiere e risate. Qualche bibita fresca e magari due avanzi per cena e poi si saliva in macchina per fare ritorno a casa. Io e mia sorella ci coricavamo vicine sul sedile posteriore (non era ancora tempo di seggiolini) e cullate dalla voce di mamma e papà ci addormentavamo stanche e felici.

Il nostro non era un ferragosto di cui parlano i giornali, ma sono gli unici che ricordo con tanta nostalgia.

 

18 pensieri riguardo “Buon Ferragosto a tutti

  1. Le cose semplici sono sempre le più belle, e i profumi che le accompagnano restano tracce indelebili nella mente.
    Basta un particolare profumo improvviso e magicamente ti ritrovi bambina, magari a casa dei nonni intenta a mangiare pasta e patate.
    Quei sapori e aromi mai dimenticati!

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  2. Molto vagamente, ma con molta tenerezza, mi ricordo, come in sogno , una processione dell’Assunta: ero così piccola che me ne stavo cavalluccio, sul collo di mio padre e nel buio della notte, da quella posizione assai privilegiata, vedevo le luci della processione, quelle delle giostre e ascoltavo le litanie e le canzoni di chiesa, una fra tutte mi risuona nella mente: mira il tuo popolo o bella signora… Felicità, sicurezza, meraviglia, completezza… e chi se lo dimentica?
    Erano gli anni di Albenga, un’infanzia felice.

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  3. Buon Ferragosto ormai passato ma che i tuoi ricordi hanno reso assai tenero.
    Un momento di convivialità che ha virato malamente diventando un’altra occasione di consumismo.
    Grazie di essere passata a trovarmi.
    Shera 🤽‍♀️🤽‍♂️🏊‍♀️🏊‍♂️🏄‍♀️🏄‍♂️🍉🍺🍸🍹

    Piace a 1 persona

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