Ciclo femminile

Qualcosa mi sfugge?

Sui social si parla continuamente di ciclo mestruale, in particolare del “free blending”, che tradotto in italiano significa: sanguinamento libero. Pratica che venne promossa dall’atleta Kiran Gandhi durante la maratona di Londra del 2015. Intendeva lanciare un messaggio contro i pregiudizi e le discriminazioni.

Probabilmente chi è anta anta si interessa di argomenti che riguardano invece la menopausa, le vampate di caldo ecc. ecc.

Tutti aspetti, fasi, periodi, momenti, che sono assolutamente naturali e vanno vissuti come passaggi che una donna attraversa durante la propria vita. Di questi argomenti parlo con tranquillità, ho due figlie e quindi l’argomento è naturale, attuale. Anche la mia famiglia contribuisce alle vendite delle aziende di assorbenti e affini e di conseguenza a pagare allo Stato il 22% di IVA!

Su questo bisognerebbe ragionarci, condivido le proteste sul fatto che questi articoli non vengano considerati un bene primario tanto quanto i tartufi, d’altronde quale donna non acquista ogni giorno un tartufo! Fossi più giovane proverei la coppetta mestruale visto il minore impatto ambientale… per il resto…

Mi pare ci si stia fissando troppo! Certo in passato il ciclo è stato considerato come qualcosa da nascondere e di cui vergognarsi, mia madre mi consigliava di non toccare la carne. Ancora oggi poi gli uomini tentano ogni tanto l’infelice battuta di dire ad una donna arrabbiata che lo è perché mestruata! Che ci provino, non siamo in grado di rispondere per le rime? Io, nonostante questo, ho vissuto senza alcun disagio avendo la fortuna di non soffrire di particolari disturbi, ho fatto sempre di tutto: lavoro, ginnastica, ballo. Non mi ha influenzato la diceria sul cosa toccare o non toccare durante il ciclo. Mi rendo conto che chi invece soffre di alcuni problemi, ha bisogno di pause, riposo, e qui nel mondo del lavoro si dovrebbe considerare che donne e uomini fisicamente, per natura, sono diversi e hanno esigenze diverse.

Per tutto il resto, ma davvero la libertà, la maggiore considerazione, affermazione, tutto ciò che si ritiene utile e necessario per il rispetto delle istanze di una donna, passa dallo stare senza assorbente e/o tampone interno e/o coppetta? Macchie in ogni dove? Ma perché? Provate a smacchiare un tessuto! Io lo considererei una iattura sobbarcarmi di un lavoro simile! E l’igiene? E la libertà di movimento? Ho letto testimonianze di chi lo pratica, per gestire bisogna bere molto (male non fa, anzi), tamponare con asciugamani e far pipì ogni trenta minuti. Cioè, dovrei cercare un bagno ogni mezz’ora, mi dovrei sedere dove possibilmente ci sia un tessuto tipo ecopelle o dovrei poi sedermi io dove ci sono già delle macchie? Dovrei esibire con orgoglio le mie perdite? Cosa mi dovrebbe raccontare e far comprendere. Davvero uno stato diminuirebbe così una tassa?

Mi sembra un po’ come la questione del nudismo. È bello sentirsi liberi, in armonia con la natura. Ho visto campeggi, spiagge, villaggi organizzati dove tutti vanno dal parrucchiere e al ristorante come mamma li ha fatti. È vero, siamo nati così. Ai tempi che furono, quando l’uomo ha iniziato a muoversi su questa terra, certamente stava ignudo, mica si sedeva sul dondolo del bar a bere uno spritz! Però da un bel po’ il mondo è diverso, è sporco, promiscuo, che ci piaccia o non ci piaccia ci sono i cuscini che assorbono, i mezzi pubblici, la poltrona del dentista, la sedia nell’aula universitaria, la panchina nel parco, vogliamo sederci lì con tutto all’aria e magari con le perdite?

Forse scatenerò le ire di qualche femminista, non me ne voglia. Ho ben chiaro cosa sia necessario e importante affinché come donna mi senta rispettata. Forse la mia è una lotta piccola, che porto avanti quotidianamente, e proprio per questo, per gli anni che mi porto sulle spalle, credo che si debba parlare senza mezzi termini di tutti gli argomenti, soprattutto di quelli che ci riguardano da vicino, anche quando noi donne non siamo completamente in accordo. Temo però che certi proclami sì colpiscano, ma che alla fine non apportino cambiamenti sensibili alla vita di ogni giorno, si rischia di non centrare un problema e di disperdere tempo ed energie.

19 pensieri riguardo “Ciclo femminile

  1. Potremmo fare anche la cacca e la pipì dove capita ed usare delle foglie al posto della carta igienica. Si risparmierebbe ed inoltre le deiezioni sarebbo utili come concime 😁 perché no? Ormai al primo/a pirla che spara una cazzata tutti i pirlomani gli vanno appresso 🤪

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    1. Grazie! Forse è una specie di moda, però molte donne sono fermamente convinte che il ciclo vada “sdoganato”…è che a me pare sia il modo sbagliato, mah!

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  2. Fra tante persone sane, ci sono anche quelle malate, purtroppo, che con questo insensato comportamento potrebbero diffondere il contagio. Lungi da me voler legare l’immagine della donna fertile all’AIDS, quindi esorto tutti, uomini e donne, a un comportamento socialmente responsabile, sempre, quando pensano di condividere, in qualsiasi modo, i loro fluidi corporei.

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  3. pensiweri sensati e da condividere. Il mondo cambia e vogliamo mettere un freno ai cambiamenti – ai cambiamenti climatici ci vorrebbe una bell sterzata -.
    Circa l’igiene del flusso libero avrei qualche dubbio. Ma il mondo sembra impazzito

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  4. Sono d’accordo e lo ero anche prima di leggerti. Mi dispiace sempre un po’ quando vedo che le battaglie femminili si frantumano, si frastagliano in rivoli abbastanza inutili, o con poco significato. Non commento la sfida all’uso degli assorbenti lavabili in casa (va bene l’ambiente, ma troviamo una via di mezzo, su!), però passare dalle mestruazioni vissute come una vergogna a esibite mi pare davvero uno sforzo inutile, Come dice Giuliana, allora sdoganiamo tutto, andiamo al mattino tutti nei prati e sai che bellezza. Anche basta, vediamo di difendere altre posizioni ben più importanti e con risvolti ben più preziosi sulla vita

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    1. Infatti! L’altro giorno mi sono ritrovata a commentare un post sul liberarsi dal reggiseno. Va benissimo per carità, non sono u a persona moralista, mi chiedo però: è questa la libertà, comparare il fatto che un uomo mostra i capezzoli liberamente. Ma prendiamo atto che il corpo femminile è diverso da quello maschile. Se ho un seno piccolo magari non ne ho bisogno, che meraviglia! Ma se ho una certa taglia, avere un sostegno mi aiuta per muovermi liberamente, aiuta la schiena, è un fatto di salute. Con il tempo, la gravità fa brutti scherzi!

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