Ricatti online

Deformazione professionale

Spesso quando parlo con le mie amiche, si finisce col parlare di tecnologia, internet e, visto che è il mio lavoro, mi trovo a dispensare consigli e opinioni. La sicurezza è un argomento molto comune e sentito e non solo dalle mie amiche, per questo vi giro un articolo, di alcuni mesi fa che è tornato molto attuale.

“Purtroppo da qualche mese ha ripreso vigore questa pratica illecita: invio di mail con richiesta di denaro.

Negli ultimi due mesi ne ho ricevute ben tre e tutte molto simili. Sono mail che saltano subito all’occhio perchè nell’oggetto è indicata una propria password (anche vecchia) e noi sappiamo che le password “dovrebbero” essere segrete.

Una volta aperta la mail compare un testo interamente in inglese che, riassumendo, dice di essere in possesso di un video in cui siamo ripresi mentre, a nostra volta, guardiamo un video pornografico. Ci comunica inoltre che, grazie ad un programma spia installato nel nostro computer, sono in possesso dell’indirizzo di tutti i nostri contatti di posta, facebook ed altro. A questo punto scatta la richiesta di denaro da versare in Bitcoin (moneta virtuale, difficilmente tracciabile): non una grande cifra, ma pur sempre un’estorsione. Ovviamente  ci spiega che sa che abbiamo letto la mail e che è inutile contattare la polizia postale perchè irragiungibile. Se desiderassimo una prova, il delinquente è disponibile ad inviare il nostro video ad una selezione de nostri contatti.

Ovviamente per chi non frequenta siti pornografici risulta subito chiaro che non può esserci nessun video, ma, visto che ognuno in casa propria fa quel che vuole, chi si sente in difetto proverà un brivido di paura al pensiero che tutti vengano a conoscenza di questo lato intimo… soprattutto i propri compagni.

Bene: non esiste nessun video, non siete stati infettati da alcun virus e soprattutto non dovete mai pagare! Questi cyberdelinquenti lanciano di queste bombe nel gruppo e qualcuno che ci casca c’è: essendo la cifra mai troppo esosa, c’è chi pensa che in fondo la propria privacy valga un piccolo sacrificio. Se anche fosse vero, pensate che una volta pagato veramente il video verrebbe cancellato? O piuttosto prontamente verrabbe richiesto altro denaro? C’è chi, rispondendo a queste mail si è rovinato perdendo ben più della reputazione!

Cosa fare allora? Prima di tutto, per sicurezza, cambiate la password incriminata da tutte le vostre registrazioni, tenendo ben in mente che ogni sito deve avere una sua propria password: qui sotto vi allego un piccolo schema per la scelta di una password sicura. Quando possibile, non aprire queste mail e in ogni caso non rispondete ma inviatele nella cartella SPAM.

Altra cosa molto importante è collegarsi al sito della polizia postale per segnalare l’accaduto: www.commissariatodips.it

(Articolo tratto dal blog: https://lezionidicomputer.com/)

7 pensieri riguardo “Ricatti online

  1. Da qualche tempo arrivano anche mail in cui il presunto mittente pare sia Poste Italiane, Pay Pal, Unicredit o BNL in cui il destinatario viene informato della chiusura o del blocco immediato del proprio conto corrente a seguito di movimenti bancari che lo hanno mandato in rosso. Anche qui chi non è intestatario di un conto con le suddette Società (a meno che non lo sia stato in passato) non prende in considerazione il messaggio; a me è capitato con Banco Posta, anni fa avevo aperto un conto chiuso pochi mesi dopo e la cosa mi ha insospettito, ma invece di cliccare nel link che mi avevano inviato ho chiamato il Servizio Clienti di Poste Italiane e ho spiegato la situazione, e l’operatore mi ha detto che Poste Italiane non invia MAI comunicazioni con informazioni così personali via mail. Di solito Società così importanti e conosciute si mettono in contatto coi loro clienti a mezzo raccomandata. Quando arriva un messaggio in cui il mittente compare ad esempio come POSTE ITALIANE, basta selezionarlo, andare in alto a dx su ‘ALTRO’ e poi su ‘BLOCCA MITTENTE’ per vedere comparire la vera casella di posta elettronica da cui è stato inviato che non corrisponde mai al nominativo del mittente. Loro vogliono fare i furbi, ma noi lo siamo molto di più. E come si dice a Roma, “Chi va pe’ frega’ rimane fregato” 😉

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