Fuga da casa

Lo sguardo di una madre.

Quando ero ancora una bambina ero un po’ timida, immagino già il sorrisetto di Gabriella in questo momento, invece è vero, d’altronde occorre fare esperienza e crescere per definire il proprio carattere.

Desideravo che il nonno mi portasse allo zoo cittadino, era poco distante dalla portineria dei nonni, per cui era possibile arrivarci tranquillamente a piedi. Se ci ripenso, poveri animali, vivevano in un ambiente inadatto e in spazi angusti. Fortunatamente questo zoo è chiuso da tantissimi anni, ma allora era il luogo per poter vedere veramente da vicino gli animali che popolavano la mia fantasia.

Quel giorno non potevano accontentarmi, così mentre gli adulti erano distratti dal pranzo, ricordo di aver lasciato il mio gioco e di aver deciso di uscire, era facile, la portineria era ovviamente al piano terreno e la porta non era chiusa per l’andirivieni di persone. Avevo circa quattro anni, camminavo speditamente, con un ombrellino chiuso anche se piovigginava, in men che non si dica raggiunsi un ponte molto trafficato. Fui notata da una signora che mi affidò ad un vigile che dirigeva il traffico e che mi accompagnò in caserma.

Intanto a casa tutti erano in allarme, la zia attaccata al telefono chiamava i vigili urbani e la polizia, la nonna marines (sì avrebbe potuto essere un generale di quel corpo) invece sveniva, il nonno intanto perlustrava il lungo fiume temendo ci fossi finita dentro.

Mi rintracciarono subito e fui accompagnata a casa tra il tripudio generale, con tanto di negozianti che mi aspettavano davanti al portone.

Ci sono ricordi che rimangono indelebili nella nostra memoria, anche se non perfettamente chiari ci offrono flash, immagini e sensazioni. Io ricordo benissimo l’istante prima di uscire di casa, la sensazione della camminata veloce e l’auto con la quale mi avevano riportato a casa, la sensazione di sentirsi piccola in un mondo di adulti.

Mi hanno raccontato che appena ero stata fermata, infastidita, avevo detto alla signora di lasciarmi stare.

Diciamo che tratti del mio caratterino indipendente stavano già affiorando.

Ancora oggi mia madre ricorda la paura che provò in quella situazione e che a lungo l’accompagnò. Ci ho pensato anche io nel corso degli anni, io che ho sempre cercato di tenere sotto il mio sguardo le mie figlie e che a volte sono stata rimproverata da chi mi vedeva troppo apprensiva. Non è possibile tenere sotto il proprio sguardo i figli ormai grandi che giustamente cercano il loro posto nel mondo, ma lo sguardo di una madre non può mai interrompersi, passare oltre, anche quando cerca di essere leggero.

Non cessa ora che mia figlia vive a migliaia di chilometri di distanza da me, non può cessare per la madre di Silvia Romano che dal 20 novembre 2018 è sotto sguardi che non la amano.

8 pensieri riguardo “Fuga da casa

  1. Mio figlio aveva meno di tre anni quando lo sorpresi alla porta di casa, con il suo piccolo zaino in spalla (dentro ci aveva messo un peluche). Aveva già abbassato la maniglia, pronto a uscire alla conquista del mondo. Evidentemente si sentiva pronto!

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