Primo maggio

Ancora oggi la differenza di genere è molto alta.

Le lavoratrici sono svantaggiate per opportunità, retribuzione, carriera.

Secondo l’Unione Europea il tasso di occupazione femminile in Italia è superiore soltanto a quello della Grecia.

Le donne sono alla continua ricerca di un equilibrio tra famiglia, scelta di diventare madri e lavoro.

Lasciamo padelle e mestoli, buona festa donne, lavoratrici 24 ore su 24.

16 pensieri riguardo “Primo maggio

  1. Sono totalmente d’accordo: le donne vengono discriminate continuamente in ambito lavorativo, sia perché vengono pagate meno, sia perché vengono criminalizzate dai loro datori di lavoro ogni volta che decidono di lasciare temporaneamente il lavoro per costruirsi una famiglia. Ogni tanto però capita qualche bellissima eccezione, come questa: https://it.yahoo.com/notizie/sono-incinta-e-il-datore-073700647.html.
    P.S.: Anch’io ho pubblicato un nuovo post… spero che ti piaccia! 🙂

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  2. Il lavoro sembra un miraggio, e non sto parlando del lavoro dei sogni ma di un qualsiasi lavoro. Poi se sei donna sembra che le cose debbano essere per forza più difficili, forse perché abbiamo per costituzione la forza di reagire, di sopportare anche di più. Sarebbe bello un giorno nn dover più parlare di donne che devono scegliere tra lavoro e figli, di doversi riciclare, di sopportazione, sarebbe bello poter parlare di tempi dove si può essere più produttivi e felici, non togliendo nulla a figli, animali domestici, hobby, alla vita propriamente detta perché grazie a Dio non siamo solo il nostro lavoro.

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  3. Non in questa vita allora. Non è per pessimismo e non perché non si debba sognare. Occorre fare del proprio meglio perché il futuro sia migliore per noi e ancora di più per le giovani, ma il mondo ha meccanismi tali che una donna dovrà sempre fare l’equilibrista

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  4. è alquanto difficile ottenere la parità di genere. Conciliare tutto… la vede dura, anche se l’uomo aiuta. La retribuzione.. sarebbe più facile metterla in pari ma la carriera è più problematica, salvo rinunciare ai figli.
    Comunque buon primo maggio a tutte le donne.

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      1. non credo sia sufficiente. O meglio in certe condizioni sì. In altre no. Se sei una Marcegaglia sicuramente sì. Se sei una Signora sconosciuta no. Non voglio essere considerato un maschilista, ma quando c’è di mezzo una gravidanza. La carriera subisce uno stop. E qui il discorso si fa lungo e complicato

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      2. Non dirlo a me che ho scelto di occuparmi direttamente delle mie figlie. Non rinnego la mia scelta, che ritengo la più importante della mia vita, ma non vorrei che lo facessero un domani le mie ragazze. In ogni caso qualsiasi decisione ha pro e contro, non trovo giusto che ancora oggi una donna debba avere ulteriori ostacoli e discriminazioni nel mondo del lavoro… dovrei togliere mondo e dire vita in generale. Questo è un mondo pensato dagli uomini per gli uomini. Ultimamente si sta tornando a guardare un po’ troppo ai ruoli del passato

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      3. anche mia moglie ha rinunciato al lavoro per seguirmi nelle mie peripezie peripatetiche. Nonostante questo ci siamo sempre divisi i lavori e lo facciamo tuttora.
        Sono d’accordo sul fatto che esistono discriminazioni e tanti ostacoli per le donne e che ci sia una regressione in questo.
        Però c’è un aspetto su cui la donna non è paritaria; la gravidanza. E questa può essere un freno non piccolo nella vita professionale.
        Se nascono pochi figli, un motivo c’è ed è inutile nascondersi dietro un dito: la carriera professionale fa da blocco psicologico – è una delle cause ma non l’unica.
        Comunque se lo stato fosse meno assente, se l’uomo fosse meno egoista, se ci fossero meno discriminazioni, la situazione sarebbe migliore.

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      4. Eh sì. Non penso che il calo delle nascite sia da attribuire alla scelta della carriera. Il problema è che mancano: servizi e sgravi fiscali come ad es. In Francia, il lavoro non c’è o è precario, il costo della vita è quello che è. Insomma è tutto complicato! Nonostante questo non vorrei essere un uomo e la maternità è un grande privilegio

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