Il Computer è donna

Ada Lovelace Byron, la lady del computer

Il computer è uno strumento che genera due tipi di sentimenti: amore od odio. Fortunatamente per Marinella, io faccio parte della prima categoria, così posso compensare quella sua mancata predisposizione allo strumento. Per fortuna mia lei è però dotata di un’inestinguibile fantasia che va a riempire i miei buchi creativi!!

Approfitterò di Menti Vagabonde per parlare di altre donne che in tempi non comuni, hanno aperto la porta all’informatica e al Web.

Inizierò parlando di Ada Byron e già questo cognome a qualcuno ricorderà qualcosa, infatti questa donna, nata nel 1815, era figlia del noto poeta George Byron. Per quanto sua unica figlia, fu allontanata dal padre quando aveva solo un anno, da sua madre. Appassionata di scienze, logica e matematica le studiò utilizzanto una fantasia che forse le derivava dal DNA artistico del padre.

A 17 anni conobbe un uomo molto più vecchio di lei: Charles Babbage. Egli stava lavorando ad un marchingenio meccanico che assomigliava ad un orologio in grado di fare calcoli matematici. Ada, studiando l’idea di Babbage, ne capì le potenzialità: non si trattava di una specie di calcolatrice, ma l’antesignana di qualcosa di più complesso dalle immense potenzialità ed applicazioni. Tra i suoi appunti sulla Macchina Analitica vi è anche un algoritmo studiato per essere utilizzato da una macchina.

Ada Byron, non a torto, viene considerata la prima sviluppatrice di programmi per computer al mondo, infatti il Dipartimento della Difesa americana nel 1979, ha dato il nome ADA ad un linguaggio di programmazione.

Ada Bayron purtroppo morì giovane, a soli 37 anni… se avesse avuto tempo chissà cos’altro avrebbe scoperto o inventato.

 

9 pensieri riguardo “Il Computer è donna

  1. due menti visionarie: Babbage e Ada.
    Quel loinguaggio di programmazione non ebbe molto successo perché ostico e rigido pur avendo avuto delle caratteristiche notevoli in anticipo sui tempi. Erano gli anni dove proliferavano linguaggi di programmazione di cui molti non lasciarono il segno.

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  2. Ovviamente nulla a che vedere con ciò che utilizziamo oggi. Ma trovo affascinante come una donna, con i limiti imposti in quel periodo, abbia potuto e voluto interessarsi ad una materia solitamente ad appannaggio dell’universo maschile.

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