Buon Natale!

Cassandra e Sibilla augurano a tutti coloro che ci seguono e soprattutto a quel gruppo di sostenitori che ci incoraggia con commenti, battute e consigli a non smettere di crederci, serene feste, ricche di risate, affetto e buona compagnia.

Schermata 2018-12-24 alle 17.31.07

Due risate in compagnia

Questo è il periodo dei pranzi BARRA cene BARRA apericene BARRA aperipranzi BARRA merende per augurare Buon Natale agli amici della palestra, del lavoro, della scuola ecc… ecc… ecc…

Anche io non mi sono sottratta a questa piacevole  consuetudine (quando c’è da mangiare non mi tiro mai indietro… già mi vedo Cassandra scuotere la testolina) e quindi più di una volta mi sono trovata attorno a qualche tavolo a ridere e scherzare con altre persone in vena di far festa.

Quest’anno è però successa una cosa che mi ha fatto riflettere, soprattutto perchè si è ripetuta in due ritrovi diversi con persone diverse.

La settimana scorsa io e Cassandra ci siamo ritrovate con amiche comuni, più o meno nostre coetanee, a passare una giornata di chiacchiere, compere e ovviamente di degustazione. Più di una volta ci siamo autoinvitate ad abbassare il tono della voce e soprattutto delle risate a cui proprio non potevamo sottrarci, per non disturbare i vicini di tavolo al ristorante piuttosto che al bar di lusso a cui abbiamo dovuto lasciare un cospicuo obolo. Invece la gentile ragazza che pranzava da sola e che ci ha salvati da un selfie improponibile, scattandoci lei una bella foto ricordo, prima di andare via ci ha salutate ridente e per nulla infastidita. Ma molto più gentile è stato il signore elegante e un po’ attempato che dopo aver sorseggiato il suo caffè si è alzato per lasciare il locale, fermandosi al nostro tavolo e facendoci i complimenti per l’allegria che condividevamo con tutti gli avventori e che ci ha fatto notare che ormai è sempre più raro ritrovare un gruppo di persone che si divertono così tanto stando insieme. Ammetto che io e le altre abbiamo pensato che il nostro fascino avesse contribuito a rendere così galante il nostro sostenitore…

Oggi però è successo di nuovo. Ero in un locale del centro per un aperipranzo con un gruppo di signore più grandi di me e solitamente più seriose. Sarà stato l’effetto dell’Aperol Spritz o dello Chardonnay o semplicemente che siamo donne a qualunque età, ma si faceva un discreto baccano. Anche questo era un locale  di un certo livello e gli avventori erano tutti un po’ “tirati”. Al tavolino a fianco al nostro c’era una coppia: tutte noi abbiamo notato come lui guardava il nostro scambio di regali natalizi come se vedesse Babbo Natale in persona che ce li porgeva, quasi con sorpresa, forse perchè erano piccoli pensieri, alcuni fatti in casa e il piacere di riceverli era autentico.

Dopo poco la coppia si è alzata e lui sorridendo ci ha salutate augurandoci Buon Natale.

E’ un po’ triste pensare che per qualcuno, queste dimostrazioni di piacere del condividere, dello stare insieme che devo dire, per me, non sono occasioni così rare, siano motivo di stupore. Mi mette un po’ di malessere pensare che per qualcuno sia una situazione insolita se non ormai dimenticata. Sarà che ho la fortuna di conoscere tante persone che per amicizia e lavoro hanno piacere di passare del tempo in mia compagnia, ma vivo queste occasioni come ancora un fatto normale e quando qualcosa o qualcuno me lo impedisce ne soffro e ne sento la mancanza, però un certo impegno lo metto anche io e non è sempre facile. Inutile dire che le possibili cause sono quelle di cui ormai siamo anche stufi di parlare: la mancanza di comunicazione, l’uso della tecnologia al posto della parola, l’egoismo e la misantropia dilagante, personalmente credo sia più una mancanza di volontà. Quando si dice “non ho tempo”, non è sempre vero, sarebbe più onesto dire: “non mi interessa”, senza però poi stupirsi se per strada si perde qualcosa.

Incubi

La notte porta consiglio?

È notte, ho freddo e comincio ad aver sonno, ma per natura non mi piace cedere facilmente alle braccia di Morfeo, per me è ancora presto…

Invece di far zapping tra un canale televisivo e l’altro, passo tra un commento e l’altro di Facebook e di WordPress.

Non c’è niente da fare, non riesco a non rimanere ogni volta basita di fronte a certe espressioni, alcune decisamente deliranti. Abbondano i toni aggressivi mentre la punteggiatura è in vacanza e dell’educazione si è perso l’indirizzo.

Non sarei realmente basita, ho ben voglia di replicare, dosando parole e toni, talvolta l’ho fatto, ma non credo valga ormai la pena di farsi coinvolgere. A che pro parlare ad un muro.. forse proprio solo il muro risponderebbe di aver capito.

Non rimane che utilizzare la lettura come mezzo di conoscenza, tempo fa un tormentone pubblicitario non martellava con il suo: se lo conosci lo eviti?

Leggendo si realizza ciò che non si vuol diventare e chi non si vuol considerare. Scopro infatti che qualcuno che più o meno conosco passa dal commento volemose tutti bene, è Natale, pace de qui e de là, a espressioni di ammirazione per chi appioppa epiteti, offende ed augura disgrazie varie.

Sono basita nuovamente!

A questo punto è meglio che vada a cercare oh Morfeo Morfeo perchè sei tu Morfeo?

Sto facendo un po’ di confusione, temo avrò degli incubi, già sento Sgarbi che urla: capre capre capre!

Come dargli torto? 😭

🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐

Quale sarà il senso di questo Natale?

Quale sarà il senso di questo Natale?

Ora che ci siamo scoperti così cattivi, così ignoranti, così aggressivi.

Ora che forse la nostra fede vacilla, che vogliamo il crocifisso nelle aule scolastiche ma non accompagniamo alla messa i nostri figli.

Ora che non abbiamo tempo per nessuno, tantomeno per i nonni e quella zia rimasta zitella e senza figli.

Ora che il mutuo da pagare, il contratto di lavoro non rinnovato e l’auto vecchia con la quale non si può più circolare non ci fanno più dormire.

Ora che bisognerebbe protestare civilmente per i propri diritti, ma proprio non ci va più l’ennesimo sciopero dei mezzi pubblici.

Ora che sappiamo nuovamente il significato della parola terrorismo. Ora che proviamo pietà a guardare i bambini affamati dell’altra parte di questo mondo, ma ingozziamo di patatine e merendine i nostri figli.

Ora che vogliamo la pace, ma che affondino barche, che chiudano porti, che costruiscano muri, che brucino le catapecchie, noi è mai colpa nostra. Che li aiutino a casa loro! Poi auguriamo le peggiori cose a una ragazza, una nostra figlia, che ha messo in pratica la parola aiuto.

Ora che siamo preoccupati della plastica che sta soffocando i nostri mari, però che noia raccoglierla e portarla nel giorno giusto negli appositi contenitori.

Ora che siamo delusi da questi politici così gretti e meschini, così spudoratamente bugiardi, dai quali però non riusciamo a prendere le distanze e ne abbracciamo il pensiero unico.

Non so rispondere a questa domanda, non so come sarà questo Natale, non riesco più a viverlo con leggerezza guardandolo solo attraverso gli occhi delle mie bimbe. Ora sono diventate giovani donne e sono proprio loro a ricordarmi tutto questo.

Avrò luci nella mia casa per illuminare questa mia famiglia alla quale dedicherò sempre la mia vita, avrò cibo da condividere con gli amici, con le amiche di una vita, con Sibilla. Correrò dietro alla figlia che da sempre si spende in volontariato e mi sta facendo comprare una quantità industriale di panettoni per una raccolta fondi. Non credo andrò a messa, ma guarderò ancora a quel bambinello nella capanna, spero nasca ancora, nonostante quello che siamo diventati, per ricordarci quello che invece potremo ancora essere.

Amiche per sempre

come-fare-amiciziaQualche giorno fa io e Cassandra abbiamo pranzato assieme a casa sua. E’ stata una giornata serena, calda e rilassante.

Per me questo non è stato un anno semplice e probabilmente ci vorrà ancora del tempo prima che possa dire: “anche questa è passata!”, ma nello stesso tempo ho la fortuna di avere molte amiche che mi sostengono e una in particolare che sa sempre dire le cose giuste e dare la giusta proporzione alle cose.

Ero rientrata da pochi minuti a casa quando il cellulare mi ha avvisato dell’arrivo di un nuovo messaggio: era di Cassandra.

“Mi spiace che la sfera privata non sia serena come meriteresti, ma come ci siamo dette, chi più chi meno si ritrova a dover gestire crisi e imprevisti. Questo è comunque vivere. Non dare spazio alla malinconia, mai andrà completamente come vorremo. Vivono male coloro che cercano quello che pensano potrebbe dar loro nuovi stimoli. Vivono meglio coloro che trovano in ogni giorno, sempre uguale, la bellezza che può dare una cosa “normale” come prendere un caffè con un’amica. Potrei farlo ancora 1000 volte, ma non sarà mai uguale e mi farà piacere sempre, perché è proprio quel ripetersi che è una piccola felicità.”

Sono parole che mi hanno toccato nel profondo e non serve aggiungere nulla se non… “grazie di esistere”.

 

Blog su WordPress.com.

Su ↑