Trilogia del tempo – Futuro

È già qui

Per seguire le mie elucubrazioni mentali sul tempo e sui buoni propositi, mentre sono affaccendata nelle mie faccende domestiche, con cellulare e auricolari ascolto interviste e seminari di filosofi, psicologi, psichiatri….YoutTube è una miniera dalla quale è possibile attingere di tutto.

Di questo se ne sono accorte anche le mie amiche, in particolare Gabriella, continuo ad inoltrarle quello che mi colpisce… non credo sia così contenta di questa mia nuova iniziativa.

È stato per me motivo di riflessione, un passaggio del filosofo Umberto Galimberti sulla concezione del tempo. Secondo il suo pensiero, siamo influenzati dalla nostra impostazione giudaico cristiana: il passato è peccato, in quanto ci sono i nostri errori, il presente è espiazione, è il tempo infatti per riparare e per sacrificarsi, il futuro è redenzione, è salvezza dell’anima.

Ho pensato a quanto effettivamente, senza entrare in merito a discorsi sulle religioni, siamo condizionati da questa concezione del tempo così lineare. La linearità appare un percorso logico da seguire, dà un senso al nostro vivere perché dobbiamo riparare, migliorare, per ambire ad un futuro che ci renda felici, per fa tacere le nostre paure su quello che potrebbe esserci e non esserci al termine di questa vita.

Sibilla mi ha fatto notare che il passato è sempre più presente nei nostri pensieri invece del futuro. Forse perché questo passato ci manca – sono i nostri ricordi ed eravamo giovani, aspetto da non sottovalutare – , e perché ci rammenta gli errori sui quali dovremmo lavorare oggi.

Il futuro si desidera e si teme.

Per il giovane rappresenta la meta da raggiungere, ma anche la frustrazione in caso di fallimento.

Per chi più tanto giovane non è, il futuro è il limite dei sogni e delle aspirazioni, è l’assenza, il salto nel buio che potrebbe essere un nuovo inizio o irrimediabilmente la fine che la natura richiede ad ogni essere vivente.

Ieri, oggi, domani, ma dove inizia l’uno e termina l’altro.

 

In maniera differita, in un’ora del mio mattino, James Hillman, allievo di Carl Gustav Jung, mi ha offerto uno spunto sul quale meditare con queste parole: è difficile vivere il presente guardando avanti e indietro poiché non è un istante di orologio, è una confusione di molti, è accogliere l’abbraccio della moltitudine, l’alveo di confluenza di più fiumi. Conta la percezione di vivere dentro il proprio tempo, la sfida etica dell’essere umano è vivere dentro il proprio tempo.

8 pensieri riguardo “Trilogia del tempo – Futuro

  1. il futuro? Non timore o speranze ma il buio oltre la siepe. Cosa ci sarà dopo di noi? Un enigma che ha affascinato tutti nel cercare una risposta che convincente non è. Guardiamo con insistenza al passato? Per forza è l’unico punto fermo della nostra esistenza. Per di più immutabile nel tempo.

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  2. Bellissima dissertazione, se chiedi ad un fisico si mette a ridere per loro il tempo non esiste. Ma io non sono un fisico e mi sei piaciuta. L’ho citato perché mio marito è fisico e un giorno con un altro collega c’è stata proprio una discussione in merito. Ma io non li capisco, sono letterata. ❤️❤️❤️ Contenta di far parte del tuo blog😘😘😘

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