Musicoterapia

Nella mia vita la musica è stata una presenza costante e insostituibile. Ha rappresentato momenti di gioia, disperazione e di crescita in generale.

Negli anni le varie tracce hanno dato vita ad un concerto che risveglia in me ricordi insostituibili.

La prima è stata una canzone di Mina del 1967: ho il flash di una biondina che cantava a squarciagola “quando la banda passoooo!!”, anche se il mio primo grande amore nacque nel 1969 quando Massimo Ranieri cantava “Se bruciasse la città”. Ammetto che ancora oggi ho un’ammirazione infinita per questo bravissimo e poliedrico artista (ed è sempre un bell’ometto).

Il mio amore per la musica classica nacque in seconda elementare, quando un bravissimo insegnante ci portò in palestra e ci fece ascoltare Bedrich Smetana:Vltava. Un concerto dedicato al fiume Moldava, dai primi zampilli all’entrata trionfante a Praga e alla sua fine nell’Elba, il nostro maestro riuscì a farci immaginare la musica e a farci capire che nulla è come sembra.

Ebbi anche io il mio momento di trasgressione con la versione italiana (cantata da Ombretta Colli) di “Je t’aime moi non plus”: per quanto mio padre sgridasse mia madre che l’aveva comprata e me la nascondessero, io la trovavo e l’ascoltavo.

(ma quanto è brutta la versione italiana!!!)

Così di canzone in canzone son passati gli anni e mi rivedo giovane mamma cantare sottovoce ai miei bambini neonati “On my own” di Nicca Costa. Certo il testo non è propriamente di una ninna nanna, ma loro non vivevano ancora a Londra e non capivano l’inglese, quindi si addormentavano al suono dolce della mamma.

Ma colui che conobbi all’inizio della mia adolescenza e che ancora oggi ha una canzone per ogni mio stato d’animo è Renato Zero. L’altro giorno ho visto uno speciale sulla sua carriera e vederlo ed ascoltarlo ha risvegliato in me un’ammirazione profonda. Quasi con stupore mi sono accorta di quanto i suoi temi, cantati alla fine degli anni 70, siano oggi tristemente attuali: parlano di una società che purtroppo ancora oggi non è cambiata e danno soluzioni che a nessuno interessano.

Per me Renato è un compagno che piange quando sono triste e ride quando sono allegra, che mi consola quando la vita è dura e mi sprona quando vorrei tirare i remi in barca.

In generale ho bisogno di musica per vivere, soprattutto quando il cuore e lo stomaco fanno male… niente di meglio di Rewind di Vasco Rossi per farmi ballare e rimettere in pista.

AcidaMenti indiretti

Abbiamo poca voglia di condividere il nostro tempo

il nostro spazio,

il nostro denaro.

Su facebook però condividiamo poesie, aforismi, frasi di nostra creazione… 😦

spesso per farli arrivare indirettamente a qualcuno che dovrebbe indovinare che Sì stiamo parlando proprio a lui, proprio a lei!!!

Ehi proprio tu hai capito che te la stai tirando troppo?!?

Ehi proprio tu hai capito che mi stai sull’anima, che non dovevi fare questo, che non dovevi dire quello?!?

 

MANO-SEÑALANDOEhi tu non potevi dirlo direttamente all’interessato?

 

 

Napoli e le declinazioni della gentilezza

“Attonita, affascinata, saltava con gli occhi da una scena all’altra. La strada, senza marciapiedi, era, ai bordi, una serie ininterrotta di banchetti, illuminati da torce e lanterne colorate. Vi si vendeva di tutto a una folla rissosa e ingorda […] Sullo sfondo, nero immenso vicinissimo, il Vesuvio intento ai suoi infocati gorgògli [… ] La scosse la vocetta del vetturino, recitante con frenesia – Lo San Carlo. Lo palazzo reale. Santa Lucia. Lo Gigante. Lo San Carlo […] Ma qui non era come a Roma. Non aveva paura. La gente non mostrava aria cattiva; nonostante la povertà dell’esistenza, sembrava soddisfatta di stare al mondo. Le pareva, inoltre. di leggere negli occhi, nei gesti, semplice, superiore sapienza […] (Enzo Striano, Il resto di niente)

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Negli ultimi anni ho visitato diverse città, ho incontrato persone, ricevuto cortesie, ma a Napoli ho ritrovato l’autentico senso dell’ospitalità, dell’amore verso la propria città. Ho visto la disponibilità del passante che se si accorgeva che un turista aveva un dubbio sulla direzione da prendere, prontamente indicava il percorso migliore e consigliava la visita della chiesa vicina elencandone le sue bellezze; del negoziante che regalava, con la mozzarella acquistata, un chilo di ricotta o di quello che faceva assaggiare tutti i suoi Limoncelli mettendo a rischio la sobrietà dei clienti.

Napoli è uno scrigno che ha tante ricchezze: arte, storia, cultura, tradizioni, spesso dimenticate perché fagocitate dalla cronaca nera. Eppure io ho trovato la gentilezza, così preziosa e rara di questi tempi. Ho soggiornato nel quartiere Sanità, ho percorso i suoi vicoli con gli stendibiancheria davanti ai bassi, con i suoi locali, i suoi palazzi storici

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per arrivare ad un cimitero antico: il cimitero delle Fontanelle

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dove non si paga un biglietto per entrare e, soltanto se si vuole, si può lasciare un’offerta di denaro a chi, come guida, racconta la storia del culto dei defunti, delle donne che scendevano in quelle grotte di tufo giallo per prendersi cura delle ossa alle quali chiedevano una grazia.

Ho percorso Spaccanapoli,

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tra la gente, tra le chiese e gli altarini votivi negli androni dei palazzi e nelle strade. Ho ammirato tra commozione e stupore la statua del Cristo Velato, ho visto un po’ di Natale già ad agosto, tra le botteghe artigiane che realizzano articoli per i presepi e, tra sacro e profano, ho incontrato Ronaldo, Trump, il Papa in un tripudio di cornetti portafortuna.

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Ho evitato gli scooter che scorazzavano veloci, ho viaggiato in una metropolitana, sicuramente non efficiente come quelle di Parigi e Londra, ma le sue stazioni raccontano nuove storie.

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Ho visitato il Teatro lirico San Carlo, il più antico del mondo e mentre i turisti attendevano il turno per entrare, un poeta con anima gentile recitava i suoi versi.

Mi sono fermata sotto al balcone del cantante che sbarca il lunario regalando le sue canzoni ai passanti, ho trovato la street art di Bansky e il custode dell’opera che raccontava una barzelletta a due giovanotti con zaini enormi.

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Ho pensato anche di acquistare una laurea eheheh!

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Ho mangiato pizza, cuoppi di pesce fritto e il babà sotto la Galleria Umberto I

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Ho rivisto il golfo e il Vesuvio alle luci del tramonto.

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Napoli non è la città della pizza e del mandolino, è la città delle contraddizioni, dei sentimenti forti e contrastanti nella quale probabilmente è più facile essere un turista che un abitante. Può essere violenta, caotica, rumorosa, sporca, ma anche allegra, accogliente, artistica, stupefacente. È un altro mondo, ma ancora alla portata di tutti. La pizza più buona che ricordo è quella a portafoglio,

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con 2 euro vi mangiate un po’ di Napoli e quel qualcosa che altrove cercherete ma difficilmente troverete.

Nuovi inizi e buoni propositi

Vacanze fuori tempo, le mie. Dopo un agosto casalingo ci concediamo alcuni giorni sul lago Maggiore, bei paesi affacciati sulle splendide sponde e tedeschi come se piovesse.

I giorni passano veloci, tra poco si torna… ed è nuovamente tempo di buoni propositi per i prossimi mesi.

Ahhh questa volta è diverso, sono veramente motivata e non fallirò!

Prima di tutto, nuovi programmi per il lavoro. Un anno e mezzo fa decisi di lasciare il mio impegno a tempo pieno, per iniziare una nuova vita tipo pensionata. Il marito, dopo quarantadue anni di indefesso lavoro, giustamente, chiuse baracca e burattini per diventare dipendente INPS. Dopo un anno di suoi continui brontolamenti che mi rimproveravano di essere troppo presa dal lavoro per dedicarci a viaggi e hobby vari, mi sono convinta che era cosa buona e giusta dedicare a me, lui, noi tempo ed attenzioni; il mio motto era: “se non ora quando? Siamo relativamente giovani, in buona salute, economicamente tranquilli, senza alcun impegno famigliare, perché non dedicarci al nuovo Camper?”

Ma con l’inizio della nuova vita gli impegni hanno continuato ad essere tanti: prima di tutto il matrimonio del “delfino” di casa, poi le visite scaglionate tra l’Italia e l’Inghilterra, qualche piccolo problema famigliare e quel mio lavoro che, seppur in maniera nettamente ridotta, continuava a frapporsi tra noi e… e cosa? Siamo sempre stati una coppia molto indipendente, con gusti, interessi e compiti diversi, non ci siamo mai ostacolati perché non abbiamo mai pensato che il matrimonio debba essere una gabbia… però oggi non riusciamo più a pensare ad una quotidianità sempre condivisa. Così oggi mi sto organizzando per rinascere con un nuovo progetto, perché non ho ancora l’età per tirare i remi in barca e forse per mio marito sarà più semplice capire cosa fare da grande! Quindi un grande in bocca al lupo a me e a noi.

Anche Menti è nei miei, anzi nostri, pensieri: io e Cassandra amiamo la nostra creatura, ma è indubbio che non rispecchia ciò che ci siamo prefissate un po’ di tempo fa. Abbiamo conosciuto bloggers speciali con i quali condividiamo l’amore per la scrittura e amiamo condividere pensieri e riflessioni: vogliamo restiate con noi, ma vorremmo anche farvi conoscere altro… ed è su questo che speriamo di lavorare in un prossimo futuro.

Ultimo ma non ultimo, tra i miei progetti c’è ovviamente la forma fisica… e qui nascono le note dolenti: non sono una sportiva, sono una pigra (country a parte), so però che un po’ di attività gioverebbe ai primi acciacchi che anche io “relativamente giovane” comincio ad accusare. Poi una nostra amica in comune ci sta convincendo ad organizzare un mini Cammino di Santiago… io però sono titubante: camminare ore ed ore, giorni e giorni e già mi vedo le mie amiche cittadine sgambettare per bucoliche valli, tra grilli, cicale e insetti vari! 😂😂😂 Anche su questo progetto vi terremo informati.

Ci sono da inserire le uscite culturali che già sono in agenda e che noi Menti Vagabonde vogliamo “assolutamente” fare, poi cene a tema e nuovi locali da provare.

Mi sa che se io e mio marito abbiamo bisogno di star lontani un po’… ci ritroveremo ad avere il problema opposto!

AcidaMenti: Gettali a casa tua!

Fumatore che ti senti defraudato dal diritto di fumare dove ti pare e non vuoi sentir ragioni sul danno che il fuma fa…

fuma! (Chissenefrega!)

Getta però i mozziconi di sigarette nei contenitori dell’immondizia e non sul marciapiede, sulla spiaggia, nel prato, in tutti i mari , in tutti i luoghi, in tutti i laghi, in tutto il mondo…ops questa era una canzone

Per decomporsi ogni mozzicone ci impiega da uno a cinque anni.

Alternativa: gettali sul pavimento di casa tua!

 

 

Lavori in corso

Il mio cervellino in questo momento è in questa fase. Dopo un periodo di vacanza, devo fare i conti con ciò che ho fatto e soprattutto non fatto, studio iniziative e cerco di costruire progetti. Non è che poi vada molto lontano, è difficile tracciare nuovi percorsi quando si è adulti… adulti (in questa società ci vogliamo considerare sempre giovani! Non sempre la cosa è positiva eheheh!)

Di conseguenza sono meno presente nei commenti e stresso Sibilla che, puntualmente, mi sottopone l’aspetto pratico delle bislacche idee che le propino. L’amicizia è anche questo!

Dunque buon rientro a tutti e buone vacanze a coloro che sono in procinto di partire……………io arrivo, intanto scusate ho da fare 😉

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