Musicoterapia

La cura dell’anima

Nella mia vita la musica è stata una presenza costante e insostituibile. Ha rappresentato momenti di gioia, disperazione e di crescita in generale.

Negli anni le varie tracce hanno dato vita ad un concerto che risveglia in me ricordi insostituibili.

La prima è stata una canzone di Mina del 1967: ho il flash di una biondina che cantava a squarciagola “quando la banda passoooo!!”, anche se il mio primo grande amore nacque nel 1969 quando Massimo Ranieri cantava “Se bruciasse la città”. Ammetto che ancora oggi ho un’ammirazione infinita per questo bravissimo e poliedrico artista (ed è sempre un bell’ometto). Continua a leggere “Musicoterapia”

Dopo le vacanze

 

Ecco, lo sapevo, c’era la fregatura!

Si preparano i bagagli, può servire questo, quello, per la spiaggia, per la serata…

si va al mare, si fanno le gite, le passeggiate, le cene…

Poi si rientra a casa e l’unica onda che mi sommerge non è di acqua di mare ma di PANNI DA LAVARE DA STENDERE DA STIRARE DA RITIRARE.

Si fa il vuoto intorno, le figlie poi spariscono.

Occorre ritornare alla vita di tutti giorni, allora metto in moto la colonna sonora della mia estate che non è musica ma è composta da immagini e incontri.

“E il naufragar m’è dolce in questo mare.”

 

Altri-Menti!!

Io sono vero/a – Io sono fatto/a così

Quante volte l’ho sentita questa frase! A volte in un unico concetto, altre in due idee separate: l’una sottintendeva l’altra. Ma come dice Meryl Streep in un noto post di Facebook (certe volte lo dicono anche altri personaggi famosi “overanta” 😉 ), ho ormai un’età che proprio non ne ho più voglia di ascoltare certe castronerie!! E diciamocelo: “Sei fatto/a così? E un bel chi se ne frega?” oppure mi dici: “Se ti piace io sono così altrimenti…” –  “ecco… appunto… altrimenti”. Continua a leggere “Altri-Menti!!”

Dal mio balcone

 

Sera d’estate nel borgo antico di una località di mare del nostro sud.

Sono qui sul balcone di un appartamentino preso in affitto per qualche giorno, spettatrice privilegiata di un paesaggio da cartolina. La collina è punteggiata dalle luci delle case, così come le luci segnano i contorni del porticciolo. La notte è un tutt’uno con la linea dell’orizzonte, non distinguo più dove inizia e finisce il cielo e dove il mare.

La lunga scalinata che porta verso il castello aragonese è affollata di gente: chi scende, chi sale per passeggiare, chi attende il turno per sedersi nei locali sotto al mio balcone. È tardi, ma in vacanza tutti hanno sempre fame, si mischiano profumi di pietanze e di dolci, voci, pianti di bambini ormai stanchi, suoni di un tormentone estivo e di una canzone folkloristica. Continua a leggere “Dal mio balcone”