Un pulcino anche per voi

 

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Dall’uovo di Pasqua

Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra.
(Gianni Rodari)

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Sono stato frainteso

“Tra quello che pensiamo, quello che vogliamo dire, quello che crediamo di dire, quello che diciamo, quello che vogliamo sentire, quello che sentiamo, quello che crediamo di aver capito e quello che capiamo, esistono otto possibilità di non capirsi”.

Il motto che accompagna questi ultimi anni, soprattutto se si seguono certi programmi televisivi o si leggono i post di certi social, è “Dico sempre quello che penso, perchè IO sono vera/o!!”.

Solitamente, se mi viene detta questa frase, reagisco con un “… ma anche no!!” Per carità, in tempi in cui regna sovrana l’apparenza, un po’ di sana onestà di pensiero, non fa male, ma mi rendo conto che spesso a parlare sono coloro che hanno ben pochi argomenti, e forse perchè se ne rendono conto… li urlano più forte.

Così quelli che come me si pongono il problema di non offendere, di non ferire, di non essere invadente ecc. ecc., troppo spesso vengono considerati, nella migliore delle ipotesi stupidi, nella peggiore falsi. Io invece comincio a provare un forte senso di intolleranza verso: 1) gli anziani, che in quanto tali, “hanno il diritto” di dire sempre ciò che pensano; 2) i giovani, che in quanto tali  (e perchè sono veri), “credono di avere il diritto” di dire sempre ciò che pensano; 3) l’informazione tutta, nelle vesti di giornalisti, conduttori, vallette, svallettate e smandrappati, “ha il diritto” di  dire tutto ciò che pensa; 4) fruitori di Facebook, Twitter, Instagram,WhatsApp ecc. “credono” in ciò che dicono… anche se loro li metterei nella categoria successiva; 5) gli ignoranti in genere che in quanto persone che “ignorano”… 6) unica categoria intoccabile è quella dei bambini che per fortuna dicono sempre quello che pensano, perchè loro SI che sono veri!!!

 

Cuore di mamma…i bambini dimenticati

Credo di essere diventata troppo vecchia, sono da tanti anni una madre. Il mio cuore ha tanti anni, è forte, ma sono troppo vecchia per vedere certe immagini.

È domenica sera – dopo il sabato frenetico tra commissioni e cena con gli amici, il passaggio all’ora legale, il pranzo cucinato per le mamme di casa – prendo possesso esclusivo del divano per guardare indolentemente un programma televisivo.

Passano immagini di bambini sotto le bombe, sotto le macerie…sotto tutto quello che la guerra comporta, sotterrati dalla nostra lontananza.

Non sono preparata, mi è passato il sonno, mentre io facevo la spesa, cenavo con gli amici, cambiavo l’ora al mio orologio, preparavo il pranzo, mi sceglievo la posizione più comoda sul divano, mi allungavo una coperta, prendevo il telecomando, sceglievo il programma, cercavo il canale…

loro soffrivano, loro morivano, loro muoiono.

Sono troppo vecchia, il mio cuore è forte, ma stasera piango tutti questi bambini, erano anche i miei bambini, mi ero dimenticata di loro mentre facevo la spesa, cenavo con gli amici, cambiavo l’ora al mio orologio, preparavo il pranzo, mi sceglievo la posizione sul divano, mi allungavo una coperta, prend……………………………………………………………………………..

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AcidaMenti – primaverili

Finalmente è arrivata la primavera!

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Siamo pronte per:

cereali speciali, creme notturne snellenti, acqua che libera l’acqua, integratori brucia grassi.

Non ci sarà scampo per pancia e cellulite!

Che ansia!

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Quanti giorni mancano a Natale?

Cuore di mamma…ha bisogno di luce

BUM!

Si è spento tutto. È buio, non ho mai amato il buio, sono una creatura che ha bisogno di luce.

Non sento più alcun rumore, che silenzio, sì è un silenzio strano, profondo. Si può dire che un silenzio è profondo? Chissà!

Perché mi vengono in mente questi pensieri? Forse perché sono qui, ma qui dove? Buio, silenzio, assenza. Sono assente da cosa? Da dove?

Ecco, ricordo, ero fuori, al sole, mi piace la sua luce e il suo calore, cammino sempre sul lato della strada illuminato dai raggi del sole.

Desidero la luce per me ed i miei figli, dopo il buio della mia scelta, dopo il buio di quell’uomo. Ognuno di noi ha la propria ombra, ma ho avuto paura di quella che nascondeva lui. Ho partorito i suoi figli, i nostri figli, ma la sua ombra si era allungata su di me, amo i nostri figli, non posso più amare lui.

Ho scelto di camminare con i miei bambini alla luce, di lasciarmi alle spalle liti, dolore, gelosia, rancore, botte. 

Questa mattina: sveglia, caffè, colazione, cartoni animati, confusione, con i bambini è sempre così…ma io sorridevo.

Li ho accompagnati a scuola, li ho visti entrare di corsa, siamo sempre in ritardo, mi hanno fatto un cenno veloce con la mano.

Però è successo qualcosa, è buio…ora ricordo, ho notato avvicinarsi l’uomo ombra, è tornato ad allungare la sua ombra su di me. 

Sono una creatura della luce e dovrò nuovamente cercarla, da sola,

volevo almeno salutare i miei bambini,

ora chi camminerà al sole con loro?

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Dedicato a tutte le donne che sono rimaste da sole a cercare la luce

Pensiero d’amore

Un ultimo sguardo all’acconciatura, peccato che tua madre non voglia lasciarti truccare e allora non resta che pizzicarsi le guance per prendere un po’ di colore. Il tuo sguardo è felice: tra poco incontrerai le tue amiche e andrai sul ballo al palchetto godendoti questo sabato d’estate al paesino sulle colline dove trascorri qualche giorno lontano dalla città. E poi, con loro, potrai finalmente parlare di quel bel ragazzo che ti aspetta a casa, col quale, da qualche mese, condividi i primi batticuori e le farfalle nello stomaco. Ti senti grande, una donna, senti di amare ed essere amata, anche se tutti ti ripetono che hai solo quindici anni.

Finalmente eccoti sulla pista e mentre ti guardi intorno curiosa, gli occhi incontrano lo sguardo di un bel ragazzo, accidenti assomiglia tanto a quel cantante americano… anche il taglio di capelli… come  si chiama? Ah siii: Elvis Presley. Ti sorride e si avvicina e tu sei confusa: le farfalle nello stomaco anche qui? Ma tu sei già innamorata! Però quant’è bello, infondo un ballo che sarà mai?

Si è fatto tardi, tu hai sempre ballato con lui e adesso siedi sul sellino della sua Lambretta e lasci che ti riporti a casa… lo sapesse la tua mamma!! Poi scendi, lui ti guarda imbarazzato mentre si dà dello stupido: non è mai capitato che accompagnasse a casa una bella ragazza senza prima fare una fermata strategica in un prato  tirando fuori da sotto il sellino la coperta che tiene lì apposta.

Sono passati quasi dieci anni da quella sera: l’altro l’hai lasciato e il bel giovane con la Lambretta è diventato tuo marito. A diciassette anni l’hai sposato e a diciannove eri già mamma. L’amore è messo a dura prova tutti i giorni: i soldi scarseggiano, il negozio che avete rilevato non va così bene e allevare una figlia quando sei tu stessa poco più di una bambina non è facile! Avresti voglia ancora di uscire, andare a ballare o anche solo a mangiare un gelato, ma non ve lo potete permettere, così a volte un po’ di sconforto ti prende.
Chissà cos’hai pensato quel giorno che si è aperta la porta del negozio ed è entrato lui: il tuo primo amore. Ti ha guardato e ti ha detto che non ti ha mai dimenticata e prima di andare via ti ha lasciato un regalo: il disco di Mal, Pensiero d’amore. Non ne hai mai parlato con tuo marito, anche se sapevi che lui, dal retrobottega, aveva visto e sentito tutto.

Ma quante volte hai ascoltato questo disco e quante volte mi hai raccontato questa bella favola? Quando ero piccola mi raccontavi solo la prima parte, poi, quando sono cresciuta, mi hai spiegato perchè quel disco era così importante per te, ma sei riuscita anche a farmi capire che conservare un sogno nel cuore rende sopportabili i momenti difficili senza togliere nulla alla persona che ti vive accanto.

Mi piacerebbe poterti dire che avevi ragione, ma non si può, però ho sognato con te… e chissà se è per questo che il tuo primo nipote si chiama come il tuo primo amore.

Dialoghi segreti

Spolverare i ripiani della libreria, sistemare i libri, rileggere – anzi provare a rileggere – vecchi appunti tracciati su biglietti ormai consunti o liste – dimenticate – della spesa, regala l’opportunità di scoprire parole che paiono lì in attesa di essere lette affinché qualcuno ne possa cogliere il recondito messaggio.

A me ogni tanto succede. Capita quindi che mentre raccolgo dei fogli che sbadatamente ho fatto volare e che mi si sono sparpagliati sul pavimento, venga attratta da questo foglio giallo.

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In un periodo in cui mi rendo conto di trascurare la lettura, forse perché saltello troppo tra un post e l’altro e perché il freddo dei giorni scorsi, anzi di tutto questo inverno, mi ha stancata e reso pigra, ricevo un messaggio che mi ricollega ai mie amati libri e alle storie nascoste in essi.

Dialoghi segreti che ognuno di noi può instaurare con lo scrittore e con i suoi personaggi. Personaggi che possono prendere vita sotto i nostri occhi e raccontarci la loro storia, che diventerà una parte della nostra.

Ora sono lì trepidanti, in attesa come gli attori nei loro camerini, attendono solo di essere chiamati dal direttore di scena…da me…busso velocemente…

La maestrina


Domenica, durante un bellissimo (e buonissimo) pranzo a casa di Cassandra, un’amica comune guardando la foto spiritosa di quattro simpatiche e improbabili vecchiette, di quelle che vengono ogni tanto pubblicate su Facebook, puntando il dito su quella che appariva più seriosa, mi ha guardato è ha detto: “questa sei tu, la maestrina!”. Ho incassato il colpo con diplomazia mentre Cassandra ribatteva, con sguardo sornione, che probabilmente non tutti mi conoscono bene (grazie Cassandra!).

Non è la prima volta che mi viene dato questo soprannome (in realtà ne ho anche un altro “bacchettona” ma questo richiede un discorso a parte) e francamente un po’ mi fa sorridere e un po’ mi infastidisce. Non credo di essere una maestrina, anzi l’esatto contrario: mi sento un’allieva del mondo. Sono consapevole di non sapere e anche di non poter sapere tutto e per me è una grande soddisfazione continuare ad imparare anche se il tempo della scuola è passato da un pezzo. Quando scopro qualcosa che non conoscevo, quando riesco a risolvere un problema ad esempio informatico, cercando e leggendo notizie e poi mettendo in pratica ciò che ho appreso, è per me fonte di grande soddisfazione. Quando discuto con i miei figli su argomenti che sono di loro pertinenza e li vedo contenti di non avere una madre solo dedita a sfornare manicaretti, mi sento orgogliosa e incentivata a fare meglio.

Ammetto che quando leggo o ascolto una notizia interessante mi piace condividerla anche con le amiche, per non limitarmi a parlare di shopping, cura della casa, figli, argomenti a cui non mi sottraggo ma che un po’ mi annoiano se diventano quotidiani. Ma probabilmente, oltre a non interessare, danno di me un’idea di una donna saccente che ama mettere in mostra le proprie conoscenze. Niente di più sbagliato, ma sinceramente non intendo conformarmi ad un’idea di donna dedita alla cura della famiglia e di se stessa (in senso estetico). Adoro le scarpe e i bei vestiti, ma se devo scegliere tra l’andare a vedere una bella opera lirica o un giro di boutique, scelgo la prima opzione. Adesso poi che l’età mette in discussione tutti quei canoni di bellezza, vita sociale che prima avevano altre priorità, intendo vivere la mia vita dando importanza a ciò che mi piace e tra le tante cose che voglio imparare ci metterò anche quella di mordermi la lingua…

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