Dateci la notte!

Cassandra – Sto ascoltando George Benson “Give me the night”. Mitici anni ’80! O Mitici anni ’80? È veramente bello il passato ormai lontano…o lo è perché eravamo ragazze? L’altro giorno che le nonne di casa ricordavano sognanti come tutto fosse più bello quando loro erano delle belle giovinette, ho pensato che quando si è giovani tutto ha un altro sapore, che fosse tutto meglio di oggi…non so. Oggi vorrei essere una studentessa dell’Erasmus, quanto ci divertiremmo? Altro che gite ad Asti (seppur divertenti) o a Parma, ricordi?

Ops non era Parma, erano Pavia…e Mantova?

Sibilla – Certo che guardando le uscite che fa mia nipote a scuola e a danza…Pavia, Mantova…Asti!!! Che gite. Vero che a casa mia certe spese non si sarebbero potute fare. Vero che uno dei miei figli è andato in gita in un parco vicino casa – sarà per questo che è strano? – Comunque è anche da questo tipo di riflessioni che ti accorgi di invecchiare: quando sei giovane ascolti parlare gli “anziani” di ricordi di gioventù e ti sembrano cose vecchie, superate, e ti chiedi come mai questa gente si emozioni ancora! Oggi ascolti questi di ricordi, li condividi e quasi quasi ti commuovi anche tu…sembra ieri.

Cassandra – Che ci diano la notte che noi balliamo ancora cara amica…

AcidaMenti – La storia si ripete

Imbonitori con il dono dell’ubiquità televisiva, sciorinano statistiche di vattelapesca e previsioni di ponti d’oro, gridano al lupo al lupo, inneggiano ad un passato scellerato senza mai aver preso una sufficienza in storia. Hanno sguardi vuoti e dirigono eserciti di automi che ripetono un mantra senza comprenderne il reale significato.
La storia si ripete.

 

La mia amica voleva fare la Madonna

Io ero meno ambiziosa.

I bambini osservano, registrano, custodiscono e diventati ormai adulti, ritornano a sentirsi bambini quando ricordano emozioni e desideri ormai lontani.

Ero nel gruppetto di amiche che ha riso, ma anche provato tenerezza, nell’immaginare l’amica Sibilla, allora piccola futura amica Sibilla, che sedeva leggiadra su di una pietra intenta a “fare” la Madonna e ad osservare un piccolo mondo agreste

Invece io, quando ero ancora piccina, a seconda dei momenti ho desiderato essere: una maestra, una parrucchiera, una dottoressa, una mamma!

Ero un tantino meno ambiziosa di Sibilla!

Ricordo in modo particolare che la fantasia accorreva in mio aiuto quando venivo costretta a fare il cosiddetto riposino pomeridiano, avevo così tante cose da fare…ed ero poi così giovane, per cosa mi sarei mai dovuta riposare!

Così il letto diventava un palcoscenico. Sì perché volevo anche ballare e cantare come Raffaella Carrà, quindi rimanevo supina sul letto, la coperta con il risvolto del lenzuolo – allora non c’erano i sacchi lenzuolo di Ikea – diventava il mio lungo vestito e il materasso era il piano scenico.

Qualche tempo fa ho visto delle suggestive performance artistiche nelle quali dei bravissimi ballerini sembravano librarsi in volo, mentre in realtà erano distesi su di un telone e con particolari tecniche mettevano in scena delle immagini molto suggestive …ecco, io sono stata un’antesignana!

Fossi stata più giovane avrei potuto provare a fare un’audizione in questa compagnia, mi sarei data all’arte, come mi sono ripromessa di fare nel caso mi sia data l’opportunità di un’altra vita, non si sa mai…non so cosa vorrà fare Sibilla, spero qualcosa di più terreno!

In realtà ballo ancora, ma con i piedi ben piantati per terra…

A quanto pare anche i miei sogni si sono infranti contro la dura realtà, se il desiderio di Sibilla/Madonna era quello di essere amata, credo sia riuscita a realizzarlo e poi un altro importante desiderio è stato appagato, quello di essere diventate madri, abbiamo ricevuto quindi tanto tanto tanto……

Da grande voglio fare la Madonna!

Che bello essere bambini! Provo sempre una certa inquietudine quando penso alla teoria che identifica questa fase della vita come un vaso vuoto da riempire, perché io credo che quel vaso sia in realtà pieno di cose belle e grandiose che purtroppo noi adulti, anziché approfittarne, cerchiamo di manipolare, ripulire e catalogare.
I bambini amano e non se ne vergognano, hanno paura e non se ne vergognano, sognano e ci credono.

Perché questa riflessione? Ieri passeggiavo con le mie amiche, si rideva e per qualche motivo che non ricordo mi sono ritrovare a raccontare un aneddoto della mia infanzia che ha suscitato l’ilarità generale, anche mia ma che mi ha anche fatto riflettere.

Patrimonio boschivo dell'Astigiano e specie arboree ed arbustive di pregio in ambito locale. Boschi e vigneti nel territorio comunale di Mombercelli.

Da bambina trascorrevo i mesi estivi dalla nonna in campagna, ero molto piccola e questo lo deduco dal fatto che mia nonna era alta un metro e cinquanta e io ero più bassa di lei e perché amavo indossare una sua camicia da notte di raso turchese che mi arrivava ai piedi. Poi drappeggiavo una tendina bianca di stoffa trasparente sui miei lunghi capelli e mi sedevo su un’alta pietra posta all’angolo di un porticato che fungeva da entrata al nostro cortile. Stavo lì tranquilla a guardare lo scarso passaggio dei contadini che si inerpicavano tra le vigne che circondavano la casa. Tutti passando mi dicevano qualcosa e ricordo perfettamente un anziano signore, con la zappa in spalla e il cappello di paglia che procedendo lentamente mi chiese in dialetto cosa stessi facendo e io con naturalezza gli risposi: “la Madonna”, lui sorrise e proseguì. Non mi era ben chiaro chi fosse e che cosa facesse questa Madonna se non che era la madre di quel simpatico Gesù Bambino che a Natale, non si sa perché dispensava regali a tutti i bambini del mondo e si mangiava il pezzo di pane con un bicchiere di latte che mia madre lasciava puntualmente sul tavolo (ma come faceva dico io ad uscire di notte da solo quel bravo bambino?). Io sapevo che se da grande avessi fatto la Madonna, sarei stata bellissima, avrei indossato magnifici abiti blu, colore che adoravo, e tutti mi avrebbero voluto bene, che cosa desiderare di più?

I miei sogni da lì a pochi anni si sarebbero infranti con la dura realtà. Non amavo andare al catechismo però, insieme al mio papà, sognavo il giorno della Prima Comunione quando anche io, come le bambine che vedevo in un vicino parco a maggio, avrei potuto indossare e farmi fotografare con un bellissimo vestito da sposina (che in quanto Madonna io avrei avuto più bello delle altre), con velo e strascico… lo diceva anche papà! Invece l’anno della mia Comunione la parrocchia decise che questa ostentazione di eleganza era peccato e ci costrinse a comprare un bellissimo abito… da suora.

Mio padre ed io non lo perdonammo mai e io smisi di sognare di diventare una Madonna.

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Aria di cambia…Menti

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Cassandra

Domenica pomeriggio, dopo una serata danzante con l’amica Sibilla e compagnia bella, mi godo il dolce far niente – anche perché ho pure una certa età – ascolto il dopo del dopo Sanremo, sonnecchio e intanto cerco di dare istruzioni sensate ad una figlia che vuole fare una torta e…mi arriva un messaggio di Sibilla che, da buon anima tecnica del blog, è all’opera per fare qualche modifica.

Da giorni desideriamo cambiare l’immagine di copertina e quella del profilo – è troppo stile Hollie hobbies -. Cerchiamo qualcosa che comunque rappresenti Menti, il nostro desiderio di vagabondare in pensieri, parole e luoghi. A me piacciono il cielo e il mare, sempre così diversi, Sibilla trova la scelta troppo scontata e preferisce la montagna per il senso di infinito che le trasmette…a me invece opprime! Il nostro dna risveglia le differenze! Decidiamo per una strada che porta al mare…ma anche questa alla fine viene scartata.

Poi arriva la foto di un fiore di alta montagna, è lì, delicato e forte, che nasce e vive in un luogo che potrebbe essere quasi ostile e si gode una vista magnifica. Siamo anche noi come quel fiore? Non so quanto delicate! Di animo direi proprio di sì, affrontiamo come tutti le difficoltà di ogni giorno, ma resistiamo e poi, quando le occasioni ce lo consentono, possiamo anche noi godere di una vista mozzafiato, la vita non è anche questo?

Sibilla

… e poi c’è quel petalo che vola via come i pensieri (e le menti) vagabondi.

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Cassandra

Non racconterò dell’immagine del profilo, Sibilla mi ha bocciato di tutto e sento che ancora borbotta per tutte le prove che ha dovuto fare dietro mia richiesta eheheh!

Sibilla

No, no, parliamone!!! Così sarei io che boccio tutte le idee tue??? La montagna no, la strada non so, quell’immagine di profilo è inquietante…. Che pazienzaaaa!!!!

Con i dovuti compromessi, siamo arrivate ad una scelta. Ci piace cambiare non perchè volubili, semplicemente perchè stiamo “crescendo” con la nostra creatura e le nostre esigenze e le nostre vedute cambiano. Come hai detto Cassandra? “Voglia di svelarci”.

 

 

Cuore di mamma e…stiamo tutti bene

Continuo con la mia promozione dei giovani. A dir la verità ho seguito veramente poco questo Festival, altre cose da fare, altre persone da vedere. Non mi soffermerò quindi a fare i miei commenti e le mie critiche, a chi mai potrebbero interessare! Visto che sono un cuore di mamma, sono sempre pro giovani perché spesso si danno giudizi frettolosi e superficiali, facendo, come da proverbio, di tutta un’erba un fascio. Io trovo che invece molti di questa generazione siano curiosi e attivi e soprattutto sensibili. Insomma non ci sono soltanto i ragazzi che passano il tempo con lo smartphone!

Troppo spesso noi adulti crediamo che tutto ciò che fa parte del nostro passato sia migliore di quanto accade nel presente e ci ricordiamo di noi, come giovani migliori. Io continuo a pensare che non siamo stati capaci di imporre poche e semplici e chiare regole, non siamo neanche noi stati così ligi se ci lamentiamo di questo, quello e quell’altro…

Pubblico questa canzone, mi piace questo ragazzo, mi piace quello che dice e come lo dice. Io non ne sarei stata capace. Chapeau! (A me sono venuti i brividi, chissà alla sua mamma)

…vedo sempre e solo onde
dopo onde, ancora onde
allora onde evitare di addormentarmi come gli altri
ed esser buttato in mare
mi unisco al coro della barca
e inizio a piangere e gridare
non ho forza, chiudo gli occhi
e non so neanche nuotare

Stiamo tutti bene…

Va come va!

A me questi giovani piacciono…

…Va-come va, va-come va
va bene anche se male
va-come va, va-come va
il trucco è farla andare…

Quando mi chiedono come va? Rispondo sempre abbastanza bene, c’è sempre margine di miglioramento e poi…se tutto è normale e siamo qui a dircelo, vuol dire che va ancora bene!

AcidaMenti – Guardando e ascoltando Sanremo…che poesia! (e dormendo eheheh!)

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Un giorno capiremo chi siamo

possibilità e utopie

Fino a che gli occhi riusciranno a guardare

l’universo che opprimeva le ragazze demenziali

Scrivo la mia vita

la gente si diverte

Sento che in questo momento

sono sveglio e mi vesto nel posto

Perché lo fai?

Passame armeno i momenti che ho vissuto co’ te

Resta se puoi ma non fingiamo sia per sempre

tu che ora non temi

schegge di felicità

Penso sempre a quello che è stato

giorno per giorno

Ne ho percorsi di chilometri

come abbiamo fatto ad essere qui

perché è possibile allontanarsi senza lasciarsi mai

Almeno pensami

nessun amore è per sempre mai

(le canzoni di Sanremo…ciò che mi è rimasto in mente ascoltando qua e là, mamma mia che novità!)

 

 

 

 

 

 

 

 

Momenti magici

Ci sono momenti magici che si vivono con intensità e si imprimono nella mente e nel cuore, a me capitano spesso durante i viaggi e le vacanze in genere.

Sono tornata da pochi giorni da una bellissima esperienza a Cuba: desideravo visitare questo paese da molto tempo e non ne sono stata delusa.

Eravamo a Trinidad, una piccola città patrimonio UNESCO che ti catapulta sul set di un film di Zorro, tra case coloniali, strade acciotolate, carrozzelle che accompagnato i turisti da un luogo all’altro.

 

Decidiamo di salire sulla terrazza di un piccolo locale, per bere qualcosa di fresco. Un bel ragazzo, accompagnato dalla chitarra di un amico, comincia a cantare una canzone malinconica…

 

Eccolo servito su un piatto d’argento il mio momento magico:  lo sguardo si perde sui tetti di Trinidad e il cuore sembra battere un po’ più forte… “sono a Cuba” e quasi quasi stento a crederci.

 

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