L’attesa

 

Dalla parrucchiera

Ieri ero dalla mia parrucchiera – non proprio e solo mia visto il numero delle signore nel negozio – mentre ero in attesa del mio turno, ho cominciato a sfogliare svogliatamente le solite riviste che tutti troviamo nelle varie sale d’attesa, di qualsiasi tipo sia l’attesa!

In genere sfoglio questi giornali molto velocemente, leggo i titoli e guardo qualche immagine.

Ormai tutti questi personaggi e le varie signorine in posa non li riconosco più, non perché sia stata colta da improvvisa cecità ma perché, a parte i soliti voti noti che hanno qualche anno e dovrebbero andare in pensione, si tratta di emeriti sconosciuti senza arte né parte che però si fidanzano e sfidanzano, riuscendo nel frattempo anche a mettere al mondo numerosi figli. Saranno tutti grandi amori?

Poi però mi soffermo su di una notizia di luglio, sulla morte dello scrittore dissidente e premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo. Leggo gli ultimi versi di una poesia che aveva dedicato alla moglie mentre era tenuto prigioniero. Decido quindi di cercare la poesia che pubblico qui di seguito:

Tu mi attendi insieme alla polvere

nulla rimane nel tuo nome, nulla

se non aspettarmi, insieme alla polvere della nostra casa

dove, strato su strato,

si accumula a dismisura, in ogni angolo,

tu rifiuti di aprire le tende

non vuoi che la polvere disturbi il loro silenzio

sulla libreria i manoscritti sono coperti di polvere

i disegni del tappeto respirano polvere,

quando mi scrivi una lettera

e sento l’amore che il pennino ha versato con la polvere,

i miei occhi si riempiono di dolore

tu siedi tutto il giorno

senza osare un movimento

per paura che i tuoi passi calpestino la polvere,

cerchi di controllare il respiro

usando il silenzio per scrivere una storia

In tempi come questi,

la polvere soffocante

è l’unico amico leale

la tua visione, respiro e tempo,

permeano la polvere

nella profondità della tua anima,

la tomba centimetro su centimetro,

è cresciuta dai piedi

al torace

fino alla gola

tu sai che la tomba è il miglior posto dove sostare

aspettandomi

senza un filo di paura o terrore,

per questo tu preferisci la polvere,

al buio, in quieta soffocazione,

aspettando, aspettandomi,

tu mi aspetti insieme alla polvere

rifiutando la luce del sole e il movimento dell’aria,

lascia semplicemente che la polvere ti seppellisca,

abbandonati al sonno nella polvere

fino al mio ritorno,

quando ti sveglierai,

quando scuoterai la polvere dalla pelle e dall’anima.

Che miracolo resuscitare dai morti.

9 aprile 1999

Mi hanno colpito molto questi versi, proprio in questi giorni in cui io e Gabriella ci siamo ritrovate a fare vari discorsi sull’amore, sull’impegno che ci vuole per far funzionare un rapporto e su come i giovani a volte abbiano quasi paura dell’impegno, perché non credono al “per sempre”…come non ci crediamo probabilmente neanche più noi.

L’amore ha varie sfaccettature, vi sono persone che vivono sentimenti così profondi che quasi ci sembrano impossibili, che vanno oltre a quello che noi possiamo immaginare e oltre le sofferenze e le difficoltà.

Quale uomo o quale donna non vorrebbe sentirsi dedicare queste parole:

“Anche se fossi ridotto in polvere, userei le mie ceneri per abbracciarti” (Liu Xiaobo)

22 pensieri riguardo “L’attesa

  1. Vero quello che dici e in parte penso di aver capito del perché i rapporti sono diventati così fugaci. L’ho capito sperimentando e arrivando a conoscere nuove parti di me. Molto spesso noi occidentali siamo vittime di noi stessi, dei nostri egoismi e spesso non siamo consapevoli e presenti veramente rispetto alle azioni che intraprendiamo. Purtroppo a volte si preferisce rimanere chiusi nel proprio guscio, perdendo quel cuore puro che tutti in realtà abbiamo. Preferiamo la futilità all’amore vero, quello che non conosce limiti.

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    1. Anche quello che hai scritto…ma è anche vero che non sempre si riesce ad incontrare la persona con la quale è possibile creare un sentimento così forte. Sarà come per l’amicizia? Un po’ di fortuna…e tanto impegno?

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  2. diciamo che il “per sempre” è poco veritiero, perché implica un tempo infinito mentre le nostre vite sono finite.Diciamo “finché morte non ci separi”. Lu Xiaobo con quella frase citata a alla fine vuole indicare che il suo amore è duraturo. Bella immagine di grande effetto.
    Torniamo coi piedi per terra. I giovani non credono all’amore che dura per il banale motivo che pensano all’effimero, alla prova, alla non rinuncia e perciò alla prima avvisaglia di difficoltà scappano. Per noi adulti invece scontiamo un peccato originale: quello di sposarsi per convenienza. Pare evidente che poi ognuno percorre strade diverse.

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    1. E’ vero, per le nostre vite è un finché morte non ci separi. Credo però che la frase voglia esprimere che è un amore non solo duraturo, ma forte, in grado di superare qualsiasi difficoltà e qualsiasi tipo di lontananza. Per quanto riguarda i giovani, ovviamente non dobbiamo generalizzare, in parte scappano perché noi genitori non li abbiamo “allenati” alle difficoltà e perché non sempre hanno buoni e felici esempi. Non credo che le generazioni passate, e mi ci metto pure io, si siano sposate solo per convenienza, diversa è stata l’educazione e il ruolo della figura maschile e di quella femminile. Ora i ruoli solo saltati e da donna credo che sia anche giusto che alle giovani donne stiano stretti i panni che la nostra cultura ha voluto far indossare

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      1. condivido tutto quello che hai scritto. Ovviamente per i giovani si dovrebbero fare molti distinguo. io ho generalizzato un po’ troppo lo ammetto, ma loro partono dal principio ‘proviamo e se va male ognuno per la propria strada’ talvolta ignorando che ci sono figli o altro di mezzo. Non tutti è ovvio ma molti sì.
        per i vecchi, io lo sono e gli anni sono un bel po’ 😦 , è vero quello che dici ma se il rapporto non tiene anche in età avanzata, oltre i sessanta ad esempio, è legato al fatto che non si riesce più a sopportare l’altro. Poi di cause ce ne sono altre e qui il discorso diventa scivoloso e complicato.

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  3. È bellissima la poesia, molto profonda però, per sdrammatizzare, non ho potuto fare a meno di pensare a mia madre. Leggendola, lei, non avrebbe potuto tollerare tutta quella polvere e non si sarebbe potuta concentrare sul senso della poesia. Ne sono sicurissima! Laura

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  4. credo che le nuove generazioni sguazzino nelle paludi delle incertezze e delle insicurezze ma godono, seppur inconsapevolmente, di una grande fortuna, quella di vivere il famigerato “amore” con disincanto, direi anche con manifesto disinteresse. Forse il mondo sta uscendo da quell’irrazionale torpore sentimental/romantico che induceva i cavalieri a duellare per ottenere i favori di una donna??? Speriamo. I “MAI” e i “PER SEMPRE” non sono presenti nel mio vocabolario.

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    1. Forse…i cavalieri erano poi veri cavalieri? Duellavano per le nobildonne…ma stupravano le contadine! Oggi ci si accosta all’amore con disincanto? Probabilmente sì, ma è pur vero che dietro si cela il timore di rivelare i propri sentimenti

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      1. direi giustamente, coi tempi che corrono potrebbe essere un grave errore aprirsi e rendersi vulnerabile per rincorrere l’amore o, molto più probabilmente, per poter dire di vivere una storia d’amore.

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      2. In amore vince chi fugge? Qualsia tipo di rapporto umano richiede una certa dose di rischio, è nella natura umana cercare l’amore; non credo a chi pensa di poterne fare a meno per non soffrire, perché anche la rinuncia è sofferenza

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      3. non ho mai detto una simile stupidaggine, mi riferisco al “vince chi fugge”, non l’ho nemmeno mai pensata. Io non credo nell’amore, cioè, non credo sia l’asse portante del mondo, non credo sia indispensabile, necessario, utile. Tecnicamente l’amore è una alterazione, non è nemmeno un sentimento, è uno stato d’animo che rende irrazionali e vulnerabili, distorce la realtà e crea, spesso, devastazioni irreparabili. Lo dico e lo scrivo più o meno da 40anni, l’amore è il vero oppio dei popoli, altro religione, uno stupefacente di massa che non fa discriminazioni tra strati sociali.

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      4. La mia era una domanda, non un’affermazione, né un pensiero attribuito a te. Se l’amore è un’alterazione, le persone vivono creando un’ampia gamma di alterazioni che sono molto più pericolose e dannose. Comunque credo che il mondo potrebbe diventare un posto migliore con l’amore come asse portante. In ogni caso è stato interessante questo scambio di pensieri.

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      5. questo è un punto di vista che rispetto ma non condivido, il mondo sarebbe migliore se tutti gli esseri umani si occupassero di cose serie anziché correre dietro all’amore. L’amore è una alterazione, non l’ho detto io, lo dice la scienza, lo dice la filosofia e lo dice la logica applicata. Capisco che quando si conduce una vita poco soddisfacente, non mi riferisco a te bensì alla stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta, si ha bisogno di appigli a cui aggrapparsi. Soprattutto si ha bisogno di sognare, di sperare, di illudersi, di distrarsi dalla grigia realtà. Si possono vivere bellissime relazioni in modo adulto, maturo, responsabile, consapevole, senza incasinare la propria vita e nemmeno quella di altri, ovviamente senza pagare pegno sul fronte dell’appagamento psicofisico, sia chiaro senza amore. Quasi tutte le donne in analisi hanno problemi legati a storie d’amore mal vissute o male interpretate, l’amore rende anche orbi e boccaloni. Io non voglio annoiarti ma credo che molte persone farebbero bene a leggersi alcune relazioni delle associazioni di analisti, l’amore è veramente devastante, più di quanto si immagini. è stato un piacere incontrarti sulla blogsfera

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