Fuori

Quando visito una città, mi piace molto camminare e osservare le persone che vi abitano.

Oltre ai turisti, allegri, rumorosi, colorati, oltre alla gente che cerca di condurre la propria vita nonostante l’invasione estiva, ci sono loro…i dimenticati. Uomini e donne, giovani e meno giovani che conservano il loro mondo dentro sacchetti di plastica e dormono su panchine o ripari improvvisati davanti a chiese e negozi.

L’estate scorsa ne avevo notati tanti a Budapest, soprattutto nelle stazioni della metropolitana. Non disturbano nessuno, stanno lì.

Noi turisti non li vediamo, facciamo finta di non accorgerci di loro, nulla deve rovinare i nostri giorni “felici”.

Poi incontriamo lui, lo notiamo in piedi, silenzioso accanto alla porta del supermercato nel quale facciamo la spesa in questi giorni di vacanza a Porto. La mia amica gli offre una pietanza e lui timidamente ringrazia. Così ormai ogni giorno ci salutiamo, gli offriamo un pasto e delle scatolette per i cani che presumiamo siano suoi compagni. È giovane, ha i capelli e gli occhi chiari, nonostante ormai abbia pochi denti, conserva ancora la sua bellezza. È gentile con tutti: con la signora in difficoltà con le borse della spesa, con il fattorino che deve scaricare la merce, con noi traducendo una frase in portoghese alla commessa che non ci comprende e rispondendoci in inglese.

Oggi gli ho detto che fra un paio di giorni partiremo, che deve darsi da fare, che arriverà l’inverno; mi ha sorriso e ha appoggiato una mano sulla mia spalla.

Non gli chiederemo perché è lì, così, non vogliamo giudicare, non siamo neanche in grado di offrirgli soluzioni.

Ci pensavo questa sera, forse ancora di più perché lo vedo giovane e credo che la vita non dovrebbe essere questa: sopravvivenza vicino ad una porta. Dovrebbe volere di più.

Qualcuno forse penserà che avrà problemi di droga, che sarà uno scansa fatiche. Potrebbe essere così. C’è allora un punto di non ritorno? Non è più possibile porre rimedio agli errori? Quando si esce  dalle regole della nostra società e soprattutto non si ha più un lavoro o qualcuno che può sostenerci economicamente, siamo fuori da tutto irrimediabilmente?

5 pensieri riguardo “Fuori

  1. Io penso che abbia scelto di vivere così, lo dimostra il suo sorriso, la sua gentilezza. Non è “incattivito ” con la vita o con le persone..e io spero che ne trovi tante come voi che gli avete dato un grande aiuto!! Soprattutto dal punto di vista umano!! Buon ferragosto 😘

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