La mattanza

Non è possibile!

Oggi sono proprio incazzata!

Anche il vocabolario Treccani lo spiega: incazzarsi v. intr. pron. [der. di cazzo], volg. – Arrabbiarsi, irritarsi fortemente. ◆ Part. pass. incazzato, frequente anche come agg., arrabbiato, irritato; rafforzato: è sempre lì a guardarti, sempre uguale, come fossero le sei di pomeriggio a vita, da quando ti svegli a quando vai a letto i. nero (Enrico Brizzi). Frequente anche il superl.: era incazzatissimo.

Bisogna esprimersi in modo adeguato, corretto, evitare parole volgari e offensive…ma come è possibile esprimere la profonda indignazione per quanto, ogni giorno, davvero ogni giorno, arriva dalla cronaca. In queste ultime ore qui in Italia sono state uccise quattro donne. Ammazzate, assassinate, eliminate, soppresse, fatte fuori. Quanti sinonimi dobbiamo utilizzare per rafforzare ed evidenziare questa mattanza?

Alle donne si dedicano poesie, canzoni, quote rosa…

Chissenefrega! Cosa dobbiamo insegnare alle nostre figlie? A questi figli che credono di poter disporre della vita di una donna? Quanto dobbiamo aspettare affinché una donna sia tutelata dalla Legge, senza se e senza ma come spesso accade?

La risposta è: sempre! Dovremo aspettare sempre, augurarci che nessuna figlia, nessuna donna, conosciuta o sconosciuta, incontri chi falsamente fa proprio il proverbio “le donne non si toccano neanche con un fiore”…perché potrebbe nascondere spine e sangue.

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9 pensieri riguardo “La mattanza

  1. Purtroppo e in maniera tragica la rosa continuerà a essere insanguinata, mortalmente. Da un lato credo che la questione sia economica-culturale e dall’altro l’assenza dello Stato. Quando le donne hanno il coraggio di denunciare dopo e durante la loro vita è in pericolo, costantemente. Lo Stato dovrebbe destinare in tutte le città e nei paesi limitrofi una sorta di coordinamento che si occupi solo del cosiddetto femminicidio molto prima che molte donne vengano ammazzate. Nonostante esista le legge per divorziare penso che la radice dei comportanti di noi maschi è nell’educazione che riceviamo fin da bambini, dell’emotività sentimentale che non sappiamo gestire e anche una questione religiosa. Penso che la religione con i suoi insegnamenti trasmette e inculca la sottomissione e l’inferiorità della donna. Ecco che quando il maschio in un rapporto si sente in pericolo, l’incapacità di gestire e vivere i sentimenti anche quando essi sfuggono di mano e dal cuore, spunta fuori la tragica violenza mortale. E da ragazzo sentivo dire nelle storie “d’amore” quando il maschio rischiava di essere lasciato: – Niente per me niente per te.- E giù botte, nella migliore delle ipotesi, o coltellate e fendenti in tutto il corpo della malcapitata. Da allora a oggi cosa è cambiato?

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    1. Apprezzo quanto hai scritto. Credo che ci portiamo dietro le cause dalla notte dei tempi. Come potremo mai cancellare ciò che sembra quasi scritto nel DNA dell’uomo? Naturalmente bisogna fare le opportune distinzioni, non parliamo della maggior parte degli uomini. Penso che in tutto questo, anche noi donne siamo in parte “responsabili”, nel modo in cui come madri, ci poniamo nei confronti dei maschi, educando in modo differente le bambine e i bambini. Non mi piace poi come alcuni giornalisti trattano l’argomento, parlano di uomini che si sono sentiti traditi, delusi, attenzione, appare come una giustificazione. Tutti, indifferentemente, dobbiamo imparare a gestire le emozioni, le frustrazioni, e non possiamo pensare di farlo con la violenza.

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  2. “Penso che in tutto questo, anche noi donne siamo in parte “responsabili”, nel modo in cui come madri, ci poniamo nei confronti dei maschi, educando in modo differente le bambine e i bambini.” Hai individuato uno dei punti importanti insieme all”educazione” religiosa. In entrambi i casi si fa netta e molto contraddittoria, melliflua e feroce il comportamento la donna madre che difende un figlio accusato di femminicidio ma anche di copertura degli atteggiamenti violenti dei propri figli, rispetto alla donna considerata fidanzata, mogli o amante, scissione che fa pensare a Lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hide. E non dimentichiamo il senso familistico della donna come proprietà privata. Intanto penso che la schiavitù economica sia fortemente in aumento e di conseguenza sono in aumento le donne che vengono uccise.Se viene a mancare la donna amata perché innamorata di un altro, all’uomo manca la terra sotto i piedi e quando avviene ciò è come se venisse a mancare la figura principale del bambino, ossia la mamma, per cui lì ci si convince che la mamma può scomparire perché sopraggiunge l’età e la vecchiaia, ma veder “scomparire la propria donna, donna oggetto e donna madre, allora convincersi è estremamente difficile se non impossibile. A quel punto ci si arma di coltelli … cercando di riparare col sangue alla rottura del presunto corpo e della presunta anima, ammesso che esistano entrambi, dell’uomo in quanto maschio.

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