Cuore di mamma…e il mare…

Pranzo di famiglia, il mio piccolo nipote fa lo sciocchino, gli piace assaggiare il sale che si è fatto versare nel palmo della mano, ovviamente gli viene sete, beve dell’acqua ed esclama sorridendo felice: “ora sono il mare!”

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Io amo il mare, il suo sorriso birichino mi ha fatto pensare alla vita, in quel momento era felice e si sentiva il mare, immenso, vivo, libero.

Oggi il piccolo Charlie Gard non c’è più e non potrà mai, un giorno, sentirsi il mare.

Questa storia, la storia dei suoi giovani genitori, ha fatto il giro del mondo, quindi non voglio essere quella voce in più che commenta la decisione dei medici o del giudice o di tutti coloro che in qualche modo hanno avuto un ruolo in questa vicenda. Penso però che tutto questo abbia risvegliato in noi il desiderio di “speranza”,  il desiderio di lottare per essa, indipendentemente dagli ostacoli e dalle probabilità di successo. Ogni giorno utilizziamo questo termine verbalmente, nei pensieri e in ogni cosa che facciamo. Perché vivere è provare e sperare, sperare che ciò che desideriamo fare sia infine la scelta giusta.

Tutti i giorni un genitore sceglie e spera di essere e di fare del proprio meglio per il proprio figlio; ma solo il tempo, come sempre d’altronde, darà poi le sue risposte. Probabilmente per molti è meglio che ci sia stato un epilogo, questa piccola creatura non soffrirà più e non soffriranno ulteriormente i suoi genitori.

Non so.

Le persone, i nostri affetti non possono essere sostituiti, ci si sforza di accettare, si impara a convivere con un dolore, con la morte, ma il cuore di una mamma e…di un papà, non potrà mai rimpiazzare chi amerà per sempre.

L’amore di un genitore è l’unico e vero per sempre.

 

Dedicato a…

Questa sera mi è venuta in mente questa canzone, ho pensato a noi che allora eravamo adolescenti.

Poi abbiamo iniziato a fare e a correre e soprattutto a rincorrere, ma nonostante tutto, come in una battaglia navale, disponiamo le nostre pedine, ci organizziamo, prendiamo nota dei colpi andati a vuoto e alla fine individuiamo e centriamo l’obiettivo. Questa notte siamo stanche, un po’ appannate, forse una di noi si sta chiedendo: e adesso? Siamo sempre in cerca di stimoli, di nuovi obiettivi, ma è necessario trovare anche riposo e

calma.

Come diceva Rossella O’ hara…

Notte e calma e vacanza anche a chi è qui in questo momento a leggere, scrivere, sognare…a cercare nuovi obiettivi…

Passaggio all’inferno

Scorrendo gli articoli di questo ultimo periodo, ho notato che “La consapevolezza” è stato quello che maggiormente ha stimolato uno scambio di opinioni. In poche righe avevo cercato di spiegare una mia riflessione. Credo che quasi sempre si esprima il proprio pensiero in base alle esperienze personali; l’esperienza è quella che ci forma, ci spinge al cambiamento o ci salda ancora di più a quello che siamo.

Tempo fa mi sono ritrovata in quella che spesso si definisce una storia più grande di noi, alla quale non ero preparata, mi sono quindi improvvisata “grillo parlante”. Non parlo di una storia d’amore, ma di una persona che facendo scelte avventate ha complicato la propria vita…e la mia. Sin da ragazzina le amiche che avevano una vita familiare più complessa si confidavano con me (non rendendosi conto che forse la mia non era meno complicata della loro). Ero un “maschiaccio”, una ragazzina senza fronzoli, ligia alle regole – troppo, lo dico sempre – e probabilmente ispiravo sicurezza. Poi ho incontrato Sibilla, credo anche lei abbia visto in me la ragazzina seria, ma anche quella con l’occhio birichino che aveva voglia di fare battutine e di guardare alla vita con ironia, così il nostro rapporto di amicizia è cresciuto in modo equilibrato.

IMG_2392Negli anni ho continuato la mia carriera di ditta “appoggi” – chi da bambinetto non ha fatto la battuta “la ditta appoggi è fallita! – Va bene ispirare serietà, ma mi ha sempre stupido la gente che confida velocemente e a chiunque aspetti della vita molto personali.

Oggi scrivo in un blog e forse questa è un’altra forma della “ditta appoggi”.

Questa persona (non è Sibilla) aveva pensato a me visto il nostro legame affettivo e al fatto che io esprimo sempre la mia vera e sincera opinione. Mi incazzo, non uso altri sinonimi, perché io mi incazzo proprio, anche quando sono di buon umore parlo a voce alta e decisa, quindi diciamo che confidarsi con me richiede anche una certa dose di coraggio. Non giudico, perché tutti sbagliamo. Ho fatto il grillo parlante perché vedevo gli errori, spesso anche quelli di coloro che volevano essere di aiuto o fingevano di esserlo, perché ci sono persone che approfittano di chi è in difficoltà. Ecco perché a volte mi inc… arrabbio quando superficialmente sento parlare di quanto è bello donarsi di qui e di là. Sì è bello, aiuta a crescere, ma costa una dannata fatica, perché si diventa il contenitore delle frustrazioni altrui, ci si preoccupa, si perde il sonno, si toglie del tempo a se stessi, si ha paura di dire la cosa sbagliata nel momento sbagliato. Consigliare è rischioso. Spesso mi sono sentita la psicologa della mutua, la motivatrice da quattro soldi. L’altro giorno, finalmente, questa persona ha accettato di fare quel percorso che io avevo consigliato da subito, perché possiamo affrontare le nostre paure, le nostre debolezze se siamo consapevoli che le nostre scelte ricadono anche sugli altri. Occorre rendersi conto che non è possibile far fronte a tutto da soli. Da soli non è possibile salvarsi né salvare nessuno, ci vuole sinergia.

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Questa storia ha cambiato irrimediabilmente la vita chi l’ha dovuta affrontare, perché gli errori si pagano sempre, amaramente, ma ha cambiato anche me. E’ valsa la pena aspettare, se tutto andrà bene avrò la conferma di aver avuto ragione, per arrivare a certe decisioni a volte bisogna passare dall’inferno. Perché su questa terra esiste!

Donne e vestiti

Il matrimonio ormai è acqua passata, ma una considerazione ancora permettetela. Noi donne siamo diverse l’una dall’altra; infatti ho amiche “per tutte le occasioni”: chi ama la vita all’aria aperta, chi adora lo shopping, chi fa la nonna con grande soddisfazione, chi ha dedicato la vita alla carriera e chi non perde occasione per arricchire il proprio bagaglio culturale, eppure… in occasione di questo evento tutte sono state assolutamente d’accordo: il look personale era fondamentale. Per mesi abbiamo atteso il momento della scelta degli abiti, i nostri abiti e non intendo quelli degli sposi e, senza volerne sminuire l’importanza, del marito, intendo il NOSTRO e non sempre la scelta è stata facile, ma è stato bello condividere il nostro modo diverso di essere donne e sentirci accomunate da uno stesso obbiettivo, senza per questo sentirci sminuite dalla voglia di essere “frivole per un giorno”.

Inutile dire che per la scelta del mio abito Cassandra sia stata in prima linea insieme alla sposa e ad un’altra cara amica: le idee erano discretamente confuse sul modello, non certo sul colore. Il mio vestito ideale avrebbe dovuto essere di classe, sexy, non convenzionale ma in linea con ruolo… dopo la sposa dovevo esserci IO. Le mie accompagnatrici sono state splendide, non sempre d’aiuto: a loro discolpa devo ammettere che non è facile dare consigli a chi sta bene tutto! (n.d.a. amo fare autoironia). Cassandra poi, conoscendo i suoi gusti minimalisti, si è immedesimata nel mio modo di pensare e così, dopo un paio di giorni di ricerca infruttuosi, finalmente ho portato a casa l’abito giusto, scendendo a compromessi su un paio di punti, ma mettendo d’accordo tutti.

Altrettanto divertente è stata la scelta degli abiti delle amiche che, carinamente, mi hanno voluto rendere partecipe: allora c’è stata quella che uscendo per caso a passeggiare ne ha trovato uno, l’ha comprato e pur con qualche dubbio ne è stata soddisfatta, l’altra in cerca di pantaloni e casacca se n’è tornata a casa con un bell’abito frufru. Poi c’è l’indecisa perenne che dopo settimane a battere a tappeto tutti i negozi da cerimonia e dopo averne comprati un paio “casomai” ha finalmente trovato quello giusto…forse! Sta di fatto che il mio WhatsApp pullula di foto di abiti di tutte le fogge, misure e dimensioni e colori! Anche queste da mettere nel mio album di ricordi.

Non so se c’entra… ma mi è venuto in mente il ritornello di questa contestata canzone…

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Filastrocca vola e va di G. Rodari

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Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…

E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapide,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.

Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.

Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.

(Gianni Rodari)

La mattanza

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Non è possibile!

Oggi sono proprio incazzata!

Anche il vocabolario Treccani lo spiega: incazzarsi v. intr. pron. [der. di cazzo], volg. – Arrabbiarsi, irritarsi fortemente. ◆ Part. pass. incazzato, frequente anche come agg., arrabbiato, irritato; rafforzato: è sempre lì a guardarti, sempre uguale, come fossero le sei di pomeriggio a vita, da quando ti svegli a quando vai a letto i. nero (Enrico Brizzi). Frequente anche il superl.: era incazzatissimo.

Bisogna esprimersi in modo adeguato, corretto, evitare parole volgari e offensive…ma come è possibile esprimere la profonda indignazione per quanto, ogni giorno, davvero ogni giorno, arriva dalla cronaca. In queste ultime ore qui in Italia sono state uccise quattro donne. Ammazzate, assassinate, eliminate, soppresse, fatte fuori. Quanti sinonimi dobbiamo utilizzare per rafforzare ed evidenziare questa mattanza?

Alle donne si dedicano poesie, canzoni, quote rosa…

Chissenefrega! Cosa dobbiamo insegnare alle nostre figlie? A questi figli che credono di poter disporre della vita di una donna? Quanto dobbiamo aspettare affinché una donna sia tutelata dalla Legge, senza se e senza ma come spesso accade?

La risposta è: sempre! Dovremo aspettare sempre, augurarci che nessuna figlia, nessuna donna, conosciuta o sconosciuta, incontri chi falsamente fa proprio il proverbio “le donne non si toccano neanche con un fiore”…perché potrebbe nascondere spine e sangue.

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Grazie

Alla fine il grande giorno è arrivato e in un attimo passato. Ritorno con il pensiero indietro di pochi giorni e già tutto  si vela di quel sentimento di nostalgia e di voglia di rivivere istanti di felicità immensa, di quella che si prova poche volte nella vita, di quella che fa persino male e un po’ spaventa.

In un turbinio di preparativi, auguri e formalità mi ritrovo sotto braccio al mio ragazzo pronta ad affrontare i pochi passi che ci separano dall’altare e all’impovviso è tutto vero: si sposa. Panico: ho bisogno del sostegno di chi in ogni momento è dalla mia parte, che da una vita condivide con me gioie e dolori e, paradossalmente, mi rendo conto di non cercare l’uomo che più di trent’anni fa fece lo stesso percorso con me o il padre che da ancora prima mi conosce, ma è di te, amica che ho bisogno. Quasi mi rifiuto di proseguire se non ti vedo, mio figlio mi rassicura (lui a me…) che ti ha vista e allora già solo il sapere che ci sei da qualche parte a sostenermi, placa la mia paura e con ritrovata serenità e grande commozione, vivo la cerimonia che lega questi due giovani innamorati. Poi, finalmente, ci ritroviamo faccia a faccia e non dimenticherò mai la tua espressione commossa e l’abbraccio che ci siamo scambiate: tu sai che cosa ci sia dietro al coronamento di questo bel momento, di quanto mi sia costato arrivarci. Non so se sia stato giusto fare le scelte che ho fatto, probabilmente no, ma con oggi si è chiuso un cerchio. E anche se lui non è l’unico figlio che ho e l’altro ha ancora tanta strada da percorrere e non so se e quando anche lui mi ridarà questa grande gioia, io mi sento libera, forse questa sensazione non durerà per sempre, ma oggi mi sembra di poter pensare un po’ più a me. Tutte questi pensieri mi passano per la mente come fulmini, è un attimo, poi tutto va come deve, anzi meglio e poi, ci ritroviamo a “ritagliarsi un attimo, al tramonto, in un angolo di un bel giardino… e pensare agli anni che sono trascorsi senza cadere nel rimpianto”.

Grazie.

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E’…

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Ci sono giornate speciali, durante le quali i pianeti sono allineati, nessuno si preoccupa della legge di Murphy – chi se la ricorda – , il bicchiere è sempre mezzo pieno, il ritardatario cronico è puntuale e anche il miope vede dieci decimi.

Una giornata così la abbiamo vissuta io e Sibilla. L’energia positiva si trasmette, si riceve e la si restituisce. E’ questa la felicità? Sì, è vederla negli altri e sentirla di riflesso anche dentro di sé. E’ commuoversi perché si è allegri, anche se pare un controsenso. E’ ritagliarsi un attimo, al tramonto, in un angolo di un bel giardino, al riparo delle luci che vengono accese e osservare la vita, ascoltarne il brusio e le risate. E’ godersi il momento, la soddisfazione. E pensare agli anni che sono trascorsi senza cadere nel rimpianto.

E’ aggiungere un bel ricordo al tempo condiviso.

E’ la vita che è stata e che ancora verrà.

Cuore di mamma…senza ombrello

Voi sapevate dell’esistenza delle Umbrella Girls?

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Navigando, curiosando, ho trovato un sito – credo che ce ne siano un po’ in tutta Europa – nel quale le modelle che vogliono partecipare ai casting relativi alle attività delle ragazze con l’ombrello, possono pubblicare le loro foto.

Probabilmente da anni e anni le ragazze presenziano agli eventi sportivi…con l’ombrello, ci pensavo in questi giorni, quando questa immagine ha iniziato a fare il giro del web.

Sulmona (L'Aquila), De Vincenti e Bonaccini a Fonderia Abruzzo

Non saranno umbrella girls in calzoncini o gonnelline corte, intanto è toccato un ombrello pure a loro!

Il binomio donne e motori, donne e campioni funziona sempre; qualche ragazza incontrerà l’amore, qualcuna l’agognato successo, qualcun’altra sarà inghiottita dal niente e dal nulla di certi personaggi o semplicemente verrà dimenticata.

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ciclismo donne

Non parlo per invidia nei confronti delle belle ragazze, che vivano con gioia la loro bellezza, ma veramente oggi come oggi, con la fatica che ancora si fa per portare avanti certe istanze, bisogna mostrare lo stacco di coscia vicino al pilota di turno o comportarsi da ancelle nei confronti dei cosiddetti leader politici maschili?

Ma uffa! Concedetemelo!

Ho sempre detto alle mie figlie che devono seguire i loro desideri ma che non dovranno mai accettare qualcuno o qualcosa che potrebbe arrecare danno alla loro vita..se poi vorranno fare le veline, le umbrella girls, partecipare a vari concorsi di bellezza…va bene, lo accetto…ma spezzerò loro le gambette!!!

“…quando c’è la luce del sole, brilleremo assieme
ti ho detto che sarò qui per sempre
ho detto che ti sarò per sempre amico
ho fatto un giuramento, lo manterrò fino alla fine
adesso che sta piovendo più che mai
so che continueremo ad averci
puoi stare sotto il mio ombrello
puoi stare sotto il mio ombrello
sotto il mio ombrello, sotto il mio ombrello…”

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