La consapevolezza

La felicità degli altri può ricadere su di noi, anche solo per pochi attimi.

Se si compie un gesto positivo, una buona azione, questa potrà essere replicata da qualcun altro e poi ancora e ancora come sognava il piccolo idealista Trevor nel romanzo “Un sogno per domani”.

La realtà invece ci mette di fronte anche alle decisioni sbagliate e alle conseguenze, le conseguenze negative.

Ognuno di noi vive con la “presunzione” di essere libero e di poter decidere come meglio crede della propria vita. Quante volte ci ripetiamo che siamo liberi fintanto che la nostra libertà non va a ledere quella di qualcun altro: “la vita è miafaccio ciò che voglio tanto sono io che ne pago le conseguenze.”

Invece non è quasi mai così!

Sembrerò categorica nella mia affermazione, ma ora che non sono più una giovinetta, che sono in grado di fare un bilancio delle mie esperienze, ne sono convinta.

Le nostre decisioni, le piccole e grandi scelte quotidiane, ricadono irrimediabilmente su chi è accanto a noi. Naturalmente non penso che dobbiamo ritrovarci a vivere con l’angoscia di dire o non dire, di fare o non fare per il timore di sbagliare, ma è necessario, è importante, essere consapevoli che possiamo nuocere non soltanto a noi stessi.

A volte agiamo semplicemente pensando che “sgarrare” una volta non sia poi così grave, lo fanno tutti! Invece l’impatto ci sarà e si innescherà un meccanismo che sarà poi difficile arrestare. Si compiono gesti avventati e poi ci si aspetta che gli altri vi pongano rimedio, ma non sempre è sufficiente ammettere i propri errori e chiedere aiuto.

Spesso è troppo tardi!

La generosità è un valore importante e io come donna e madre ci credo, lo insegno alle mie figlie. Bisogna però imparare – a proprie spese purtroppo – che ogni tanto occorre proteggersi, perché può succedere che chi affoga si aggrappi e ci trascini giù con sé, perché per dare, si perde un po’ se stessi, un po’ della propria serenità e tempo per la propria vita, e quel tempo nessuno potrà restituirlo.

20 pensieri riguardo “La consapevolezza

  1. Secondo me è importante sapersi distaccare dall’altro e dal “tossico” che a volte l’altra persona si porta dietro. Dobbiamo esserne consapevoli e cercare di prendere le giuste distanze.

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  2. Ciao condivido in pieno, spesso per fare perdiamo noi stessi senza aver è in cambio nulla di positivo,in senso astratto ma questo dipende da chi abbiamo di fronte e da cosa ci aspettiamo eventualmente​, diciamo che dobbiamo accettare il rischio

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  3. Ognuno di noi vive con la “presunzione” di essere libero e di poter decidere come meglio crede della propria vita. Quante volte ci ripetiamo che siamo liberi fintanto che la nostra libertà non va a ledere quella di qualcun altro: “la vita è mia, faccio ciò che voglio tanto sono io che ne pago le conseguenze.”

    Affermazione errata. Noi non siamo quasi mai liberi, anzi i nostri gradi di libertà sono limitati da quelli che stanno intorno a noi e per effetto domino questo vale anche per gli altri.
    Qualsiasi azione deve tener conto che andiamo a invadere il perimetro altrui e facciamo scelte che ricadono sugli altri, anche se queste ci sembrano del tutto personali.
    Esempio? Decidiamo di cambiare lavoro e città. Questo impatta sulla propria famiglia. Ma io sono single! dice una voce. Quindi posso decidere come voglio. Sicuro che la tua scelta non possa creare problemi a qualcuno? Io dubito che non li crei. Altro esempio. Sono su una strada. Una mia scelta irrazionale o quella di un altro utente può essere disastrosa per me e per altri.

    Il guaio è che spesso, troppo spesso, ce ne infischiamo delle conseguenza che nostre scelte hanno sugli altri come gli altri non tengono conto dell’impatto delle loro scelte su di noi.

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    1. Il passaggio che citi, è secondo te un’affermazione errata, infatti è quello che ho voluto evidenziare. Certamente dobbiamo considerare che vivendo in una famiglia, vivendo in un contesto sociale più o meno allargato, le nostre scelte hanno un impatto sugli altri, così come le nostre in qualche modo vengono a contatto con le vite degli altri. Non possiamo non prendere decisioni, a volte gli altri devono anche adeguarsi ai nostri cambiamenti. Il punto che desideravo maggiormente evidenziare, riguardava le decisioni avventate. dannose, pericolose, insomma quando proprio nascono guai e gli altri devono correre a porvi rimedio e devono consolare, supportare, ascoltare ecc. ecc.

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      1. forse mi sono spiegato male. Certo che la presunzione di essere libero e di decidere come meglio crede è una ‘presunzione’ errata. E mi pare che siamo d’accordo. A sostegno ho citato due ‘presunzioni’., che dimostrano come sia falso pensare come la frase citata.

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  4. il concetto plot da te espresso è nobile negli intenti ma negativo, per ovvia coerenza, nella sua applicazione, quelli che si alzano al mattino presto e si coricano la sera tardi, tanto per capirci, dall’alba al tramonto prendono centinaia di piccole e grandi decisioni, dovessero farsi ogni volta una “para” rischierebbero il TSO. La natura ci ha dotati di una efficace arma: l’egoismo, l’egoismo non ha solo accezioni negative e biasimevoli, è uno strumento che livella e mette tutti sullo stesso piano, almeno in teoria. Se ogni essere umano pensasse in primis a se stesso il mondo girerebbe meglio. Chi dà agli altri ciò che avanza dopo aver dato a se stesso vive in pace, chi dà a se stesso ciò che avanza dopo aver dato agli altri vive nel tormento.

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    1. Naturalmente non è applicabile, la vita è scelta e movimento, ma la scelta dovrebbe essere consapevole. Non mi riferivo a decisioni che possono cambiare il destino del pianeta – anche se indirettamente già scegliere di effettuare la raccolta differenziata dell’immondizia avrebbe un effetto positivo – ma a decisioni che sin dall’inizio avranno conseguenze negative…anzi veri e propri guai. Penso a chi si lascia coinvolgere in situazioni violente, penso a problemi di dipendenza da alcol, droga ecc. Le circostanze sono diverse e occorrerebbe aprire una parentesi enorme, intanto però deve, giustamente, scattare il meccanismo di aiuto che richiede impegno, sacrificio e la capacità di non lasciarsi sopraffare. Tutto questo costa fatica, ha un prezzo, non scivola addosso

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  5. …”E’ vero che la generosità è un valore importante e io come donna e madre ci credo, lo insegno alle mie figlie. Bisogna però imparare – a proprie spese purtroppo – che ogni tanto occorre proteggersi, perché può succedere che chi affoga si aggrappi e ci trascini giù con sé, perché per dare, si perde un po’ se stessi, un po’ della propria serenità e tempo per la propria vita, e quel tempo nessuno potrà restituirlo.”… PERFETTO

    Qui non si parla di differenziata, droga, alcol e/o cattive compagnie, può darsi io abbia capito male, anche se ne dubito, una donna adulta e madre ha il dovere di insegnare alle figlie i valori cardini del comune vivere, valori che vanno dal rispetto nei confronti delle persone a quello nei confronti degli animali, della natura e delle cose altrui. Tutto questo dovrebbe venire dopo il rispetto nei confronti di se stessi, le due cose non sono incompatibili se nel quotidiano ci si mette in pole position nella scala dei valori e delle priorità.

    La libertà di decidere come meglio aggrada, sempre nel rispetto delle leggi e delle regole, NON è PRESUNZIONE, E’ un DIRITTO inalienabile. Il concetto di libertà è aleatorio, astruso, la mia finisce dove inizia la tua e viceversa, difficile, se non impossibile, tracciare la linea di confine, questo lo si metabolizza con un minimo di tolleranza reciproca tutt’altro che condizionante. E’ qui che la scelta diventa CONSAPEVOLE e APPLICABILE.

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    1. “Le nostre decisioni, le piccole e grandi scelte quotidiane, ricadono irrimediabilmente su chi è accanto a noi. Naturalmente non penso che dobbiamo ritrovarci a vivere con l’angoscia di dire o non dire, di fare o non fare per il timore di sbagliare, ma è necessario, è importante, essere consapevoli che possiamo nuocere non soltanto a noi stessi. A volte agiamo semplicemente pensando che “sgarrare” una volta non sia poi così grave, lo fanno tutti! Invece l’impatto ci sarà e si innescherà un meccanismo che sarà poi difficile arrestare. Si compiono gesti avventati e poi ci si aspetta che gli altri vi pongano rimedio, ma non sempre è sufficiente ammettere i propri errori e chiedere aiuto. A volte è troppo tardi!” Certamente la libertà è un diritto inalienabile, ma la scelta di vivere al di fuori delle regole, la scelta di vivere una vita spericolata come cantava Vasco Rossi coinvolge anche chi non voleva proprio fare una scelta del genere. Mi rendo conto che l’argomento andrebbe approfondito e io probabilmente non ne ho gli strumenti…né ho la presunzione di esserne in grado, le mie sono solo considerazioni dettate anche dalle esperienze personali

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      1. In linea di massima non sono poi così distante dalle tue opinioni, non condivido alcuni passaggi. Io decido per me cercando di non danneggiare gli altri, questo l’ho già scritto, nessuno potrà mai impedirmelo né opinare. Sinceramente non comprendo, a livello psicologico e sociologico, quali possano essere le decisioni quotidiane capaci di danneggiare terzi… passare col rosso? lasciare libero il pit bull ai giardinetti? cucinare la trippa odiata dalle tue figlie? fare le scarpe a una collega? vorrei capire quali danni si possano fare rispettando le regole. La democrazia e la libertà non potranno mai essere considerate un limite, nemmeno a livello massivo e massificante.

        Non ho MAI parlato di vivere al di fuori delle regole, tutt’altro, mi pare Lapalissiano che avventurarsi in certe lande significhi danneggiare terzi

        lasciami chiudere con una riflessione, quando si affrontano tematiche sociali è sempre un errore prendere come riferimento le proprie esperienze, è una pietra di paragone falsata, sia emotivamente che statisticamente.

        è un piacere dialogare con te

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      2. Grazie, il piacere è stato mio. Io e la mia compagna di blog abbiamo pensato a Menti Vagabonde come ad canale di conoscenza e di comunicazione diverso da social come FB. Troppi toni forti ed aggressivi. Poiché entrambe non abbiamo ambizioni varie quali essere considerate scrittrici, poetesse o quant’altro, ci limitiamo a fermare nel tempo i nostri pensieri che, naturalmente, scaturiscono da fatti quotidiani che ci riguardano o che ci colpiscono. Non credo di non poter rischiare nuovamente di affrontare una tematica sociale senza alcun riferimento personale. Esprimo partendo dal mio quotidiano, Comunque fammi dire che passare col rosso conseguenze ne ha, non parlo di una multa, si paga, ma qualcuno potrebbe finire all’ospedale e se lascio libero un pit bull ai giardinetti, qualcuno potrebbe essere morsicato. La cronaca è ricca di persone che “combinano guai”. Non ho poi mai detto che tu abbia parlato di vivere al di fuori delle regole, semmai sono io che ne ho fatto riferimento, Buona giornata e…alla prossima

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    1. E sì ed è anche una grande fatica, ma in tutto ciò sta il bello. Il punto che volevo evidenziare è che occorrerebbe da parte di tutti più consapevolezza perché spesso le conseguenze da affrontare sono grandi e ricadono su coloro che ci stanno intorno

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  6. Anche la migliore intenzione non ha nessun potere di cambiare un pessimo risultato. Le persone che giustificano alcuni effetti asserendo che non avevano l’intenzione mostrano ingenuità, illusione, scarsa capacità predittiva, assenza di assunzione di responsabilità. O mala fede. La concentrazione sulle intenzioni ha impedito loro di pensare alla responsabilità delle conseguenze riflettendo prima su quello che sarebbe potuto succedere.
    E non si può tornare indietro.
    Niente può essere come prima, non si può disfare ciò che è già accaduto, si può solo andare avanti, oltre e altrove, evadere e imparare da quanto ormai avvenuto. Chi chiede di riparare, di disfare o di tornare come prima, anela il pensiero magico della macchina del tempo con una retromarcia capace di cancellare il pezzo di strada ormai percorso…

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