Solo come un cane

Questa sera constatavo come su Fb siano tutti pronti ad urlare allo scandalo (giustamente ben inteso) se qualcuno abbandona un cane sulla strada… ma nessuno o quasi abbia speso una parola per un cucciolo umano che ha subito la stessa sorte… siamo uno strano popolo…

O per lo meno lo è il popolo dei Social Network. Ormai, quando sento un “vieni dalla mamma” sono pronta a vedere la signora di turno rivolgersi ad un improbabile figlio peloso e sempre più spesso nel passeggino viene portato il cagnetto che si pensa non sia in grado di trotterellare al proprio fianco. Ieri al supermercato osservavo un giovane uomo con cane in braccio parlargli con lo stesso tono che usavo io con i miei bambini: come lui mi illudevo che capissero il mio spiegargli come funzionava la vita, la differenza è forse che già all’inizio di questo lungo percorso ho gettato le basi che hanno fatto di loro due uomini che non dicono “se io sarei”…

Ormai bazzico il mondo dei social da molti anni, è anche il mio lavoro, eppure fatico a capirne il senso o meglio la logica. Tutti a mettere Like sulle pagine dedicate o create da chi proviene da realtà disagiate e poi se nel piccolo villaggio arrivano due immigrati tutti pronti ad alzare barricate. Tutti a condividere storie di chi ogni giorno combatte contro la malattia, di chi è diverso, ma con una leggerezza scandalosa, senza distinguere se il messaggio condiviso proviene da chi veramente vuole farsi conoscere o semplicemente assecondando bufale o brutti personaggi che utilizzano il disagio altrui per aumentare la propria visibilità. Tutti a sprigionare amore: verso l’altro sesso, verso il proprio sesso, verso cani, gatti, maialini, agnellini, trote e salmoni… ma in tutta la giornata, sulla mia bacheca, non è comparsa una parola per quel piccolo fagottino abbandonato sul ciglio della strada.

Eppure, oggi, guardavo i due “operatori ecologici” che hanno trovato quel povero essere lasciato a morire solo come un cane e non ho potuto non commuovermi davanti allo smarrimento di chi non si capacita che ciò possa avvenire. Perchè è difficile capire come una donna possa partorire un bambino e non dargli almeno la possibilità di trovare un futuro migliore del suo presente, una donna che non si innamori immediatamente del profumo dolce e acido che solo i neonati hanno, che ti rimane nelle narici anche a distanza di vent’anni. Capisco quei due uomini che, una volta preso in braccio e sentito il profumo l’avrebbero portato a casa con loro, perchè i bambini sono parte di noi anche se non li abbiamo partoriti personalmente e gli credo quando dicono che mai potranno dimenticare ciò che hanno visto.

Un sogno straordinario

Pomeriggio in famiglia, caldo, nessun programma particolare per il pomeriggio, le figlie studiano…sbuffano…studiano.

Mi piace il caldo, ma se non sono obbligata ad uscire nelle ore di canicola, sto bene a casa mia…ma oggi è domenica e se ho mia madre in casa, non si scappa dagli argomenti sportivi, è proprio vero che le persone non si possono mai conoscere del tutto! E sì io ho una mamma super sportiva, se ci sono i campionati mondiali di calcio, si organizza il balcone con i fiori rigorosamente in tre colori: verde bianco e rosso! Così mi tocca ascoltare se non parlare di calcio. Scopro, facendo zapping, che trasmettono la partita di campionato della Roma e i festeggiamenti per Totti che veste per l’ultima volta i colori della squadra. Sono fritta, caldo o non caldo, mi tocca guardare.

Io tifosa di una squadra che ha una grande storia terminata tragicamente – chissà quanto a lungo dovrò aspettare per fare festeggiamenti vari – ho seguito poi tutto il resto: commozione, pianti, abbracci, musica (il tema del film “Il Gladiatore”, le canzoni di Venditti), la moglie, i figli…e mi è piaciuto!

Ricordo Totti giovanotto con la fascetta in testa e ho ben presente il Totti che oggi come oggi potrebbe essere un’ottima spalla per Fiorello, ha tempi comici pazzeschi!

Mentre guardavo le immagini che scorrevano sullo schermo, pensavo che a qualsiasi età si cerca l’eroe bello, buono, forte.

Abbiamo bisogno di vedere che ci sono persone per bene, che non saranno geni della politica o della finanza, – bastano già quelli in circolazione 😦  – ma che hanno quella semplicità che li fa arrivare direttamente al cuore delle persone. Certamente il Totti calciatore ha guadagnato molto denaro più che premi veri e propri, ma soprattutto ha guadagnato il premio che assegna l’uomo che riconosce in un altro uomo la capacità di essere se stesso, sempre, con pregi e difetti e con una grande dose di ironia. Un Totti non potrà cambiare il mondo, ma potrà comunque essere un esempio positivo per i ragazzi. Il cosiddetto campione lo è veramente se è in grado di esserlo sì nel proprio campo, ma anche nella vita. Al di là dei colori di una squadra, al di là del genere di sport, al di là del talento che la natura regala, c’è sempre l’uomo (o la donna ovviamente) che crede in se stesso e insegue un sogno, a volte un sogno straordinario, e ci riesce!

 

Parliamo di amicizia tra donne…

thumb_bundle-40-amicizia.650x250_q95_box-0,0,647,247.jpgSpesso si parla di amicizia e ho sentito e letto di tante delusioni. In questi giorni, dopo molti mesi, ho rivisto una cara amica, quando siamo insieme ci commuoviamo sempre! Oggi ho fatto gli auguri a Sibilla per il suo compleanno, sono stata terribilmente mielosa…gli anni si fanno sentire e a quanto pare sono diventata dalla lacrima facile. Povere noi! Così mi sono ritornati in mente alcuni pensieri scritti un po’ di tempo fa, è il mio ringraziamento per chi mi dona amicizia e forse, tra le righe, qualcuno troverà anche un consiglio…

Menti Vagabonde

Mi ritengo fortunata…non sono nata ricca eheheh! E non ho neanche mai vinto nulla al gioco, i cosiddetti gratta e vinci sono per me qualcosa di misterioso. Non sono una donna in carriera, neanche particolarmente fi…..ma ho buone amiche. Non so se è stato il caso a regalarmele. Ci sono stati tempi, luoghi e oggetti che hanno creato l’incontro: la scuola, il lavoro, una spiaggia, un tavolo in una sala d’albergo, un corteo. Ci sono miriadi di possibilità, di inizi, e in questo calcolo delle probabilità è il tempo che ci dà poi la risposta certa…e noi. Noi che dobbiamo curare chi conosciamo, ascoltare, scoprirne le affinità. L’amicizia può essere come l’amore, c’è un’attrazione iniziale, qualcosa di chimico, una cellula vitale che può dare vita a qualcosa di speciale, poi ci siamo noi. Noi che tessiamo un legame lungo una vita, a volte più duraturo di un amore. Il tempo credo mi abbia regalato qualche ruga…

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Cuore di mamma…(il mondo dovrebbe essere dei bambini e dei giovani)

 

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Il mondo dovrebbe essere dei bambini e dei giovani.

Non dovrebbero morire di fame e di sete, morire

sotto le bombe nelle loro case,

sopra le bombe mentre giocano,

sotto le bombe in una strada,

sotto le bombe in un mercato,

sotto le bombe in un ospedale,

sotto le bombe in una metropolitana,

sotto le bombe durante un concerto.

I bambini e i giovani dovrebbero sopravvivere ai vecchi,

dovrebbero essere nutriti, protetti, amati,

non dovrebbero imparare ad avere paura, ad odiare e a uccidere.

 

Questo non dovrebbe essere un mondo per i vecchi, ma un mondo per i giovani, per dar loro il tempo di essere innocenti e poi di crescere affinché possano nutrire, amare, gioire, curare.

Devono avere il tempo di invecchiare.

Ovunque!

La discarica più grande è in Ghana e mette in pericolo migliaia di persone

Anche noi ripubblichiamo questo interessante articolo di 5Minuti per l’ambiente, di cui siamo venute a conoscenza tramite il reblog di Vincenza63. Crediamo nell’effetto domino

5 MINUTI PER L'AMBIENTE

discarica-Ghana-AgbogbloshieI rifiuti elettronici che produciamo in Occidente finiscono in Ghana. Mettendo in pericolo migliaia di persone.

Ad Agbogbloshie in Ghana si trova la discarica più grande al mondo di rifiuti elettronici, provenienti dall’Europa e dagli Usa. Qui migliaia di persone lavorano senza tutele in un ambiente altamente tossico.

I rifiuti elettronici che produciamo finiscono nella discarica più grande al mondo. Si trova, nella periferia di Accrà in Ghana. Qui oltre 70mila persone (la metà delle quali minori) lavorano senza tutele in un ambiente tossico. E l’Occidente? Tace di fronte a questa catastrofe umanitaria e ambientale.

La discarica di e-waste più grande d’Africa     

Negli ultimi dieci anni, la capitale del Ghana, si è trasformata nella più grande discarica al mondo. Un vero e proprio cimitero elettronico, grande quanto un campo di calcio, dove finiscono monitor, computer, tastiere, videoregistratori, tubi catodici. I rottami provengono dall’Europa e dagli Stati Uniti. A…

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Per te mamma

Guardo le mie scarpe eleganti che accompagneranno uno dei più importanti giorni nella mia vita… mi piacciono, eppure non sono il genere che pensavo avrei comprato. Mi piacciono eppure sento una fitta al cuore… caspita anche le scarpe hanno il potere di emozionarmi? Qualche giorno fa, guardando la foto che Cassandra mi ha scattato durante le prove del vestito nel negozio, ho provato la stessa sensazione e la voglia di accorciare un po’ quell’orlo… curati che sei stressata! Poi si è chiarito tutto, guardando una foto di un matrimonio di tanti anni fa: io e la mia mamma. Le scarpe sono simili alle mie, l’orlo del vestito pure… ci assomigliamo un po’ soprattutto in quello sguardo carico d’amore verso i nostri figli ed emozionate per ciò che sta per accadere.

Le persone che ami mancano particolarmente nei momenti difficili, ma non smettono di mancane in quelli felici: immagino continuamente il momento che a braccetto di mio figlio lo accompagnerò al suo posto, immagino gli sguardi ammirati e sorridenti che ci accarezzano… ma tu dove sei?

Mentre le lacrime scorrono, mi rivedo adolescente guardarti con un misto di incredulità e anche fastidio mentre, raccontando un’aneddoto su tua madre, lacrime di tristezza scendevano sulle tue guance… adesso è tutto chiaro.

Mi mancherai sempre ma non verrà mai a mancarmi la sensazione del tuo amore che avvolge il mio cuore.

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Cuore di mamma…ha a cuore la vita

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Oggi sono andata in uno di quei grandi negozi di fiori e piante. Invidio chi ha il pollice verde, non ho ancora capito come riescano a sopravvivere sul mio balcone il basilico e una piantina di fiori dal nome impronunciabile. Mistero della vita!

Guardando tutto quel verde, quella terra, ho pensato al ruolo importante di una madre, della mia, di tutte le madri.

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La natura ha dato alla donna il privilegio di dare la vita. Ogni madre è il simbolo della fertilità, come la terra, custodisce e cresce in sé il seme della vita.

Una madre è in grado di curare, proteggere, nutrire. E’ un compito enorme. Ho una grande considerazione per le madri che vengono dette non biologiche, perché hanno la grande capacità di accogliere in sé e amare senza riserve.

In questo giorno spero che ogni figlio si ricordi di quanto ha fatto la propria madre, non solo di quanto non ha fatto.

Auguro alle mamme dimenticate nelle case di riposo, di ricevere almeno un sorriso da chi andrà a visitare l’ospite del letto accanto.

Auguro alle mamme in ansia in una corsia di ospedale, davanti ad un telefono, su di un barcone in mezzo al mare, di ricevere la notizia che aspettavano.

Auguro a chi è in mezzo ad una qualsiasi strada di un qualsiasi paese di questo mondo, di avere ancora una speranza.

Il rischio di essere ripetitivi

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Ho pensieri vari e sparsi nella testa, che nascono dopo un avvenimento o un’emozione provocata da un incontro, dalla scena di un film, dal ritornello di una canzone trasmessa alla radio. Sicuramente non formulo pensieri originali, innovativi, che nessuno ha mai condiviso.

Penso che a seconda delle stagioni, del periodo della nostra vita, delle difficoltà di questa vita, persone diverse in luoghi diversi si ritrovino ad affrontare le stesse problematiche e poi a fare le stesse riflessioni, contemporaneamente. Anche qui, sulla piattaforma WordPress.

A volte si scrive con il dubbio di sbagliare, di elaborare ciò che qualcuno ha già scritto, anche se con parole diverse e sottolineando differenti aspetti. Qualcuno lo fa istintivamente, di getto, qualcun altro invece soppesando ogni verbo.

Coloro che ci hanno preceduto in questo mondo hanno lasciato in noi ricordi, sensazioni, comportamenti che a volte non siamo in grado di intuire ma che invece influiscono sulle nostre scelte, su quello che siamo noi oggi, tutti, nel bene e nel male.

La sofferenza, l’inquietudine, percorrono tutto il pianeta e, a meno che non ci si nasconda nell’illusorio benessere materiale, non possiamo sottrarci a questi sentimenti che attraversano in longitudine e in latitudine le nostre vite, l’intera umanità.

Anche rischiando di essere ripetitivi.

Modo di vivere

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Non so vivere senza malinconia e rimpianti, perché vuol dire che vivo veramente, incontro persone: le accolgo, le amo, le detesto.

La malinconia è aspra e dolce; aspra perché mi fa perdere tempo e dolce perché questo tempo deve essere perduto.

Non so vivere senza rimpianti, perché vuol dire che serbo i miei ricordi, che sbaglio sempre qualcosa o che non sono in grado di realizzarla.

Non posso neanche credere che in questa vita io non abbia mai perduto qualcuno o che un domani qualcuno non mi lascerà, altrimenti vorrebbe dire che sono sempre stata sola.

Aspiro alla serenità e talvolta la trovo inaspettatamente, quando credo di aver fatto ciò che in quel momento è giusto per me e per chi mi sta vicino.

Non desidero una serenità perenne, perché vorrebbe dire che ho assunto una posizione neutra, senza rischi e senza ansie, mentre se partecipo…sbaglio, mi rammarico e posso ancora provare ad impegnarmi.

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