Essere ma anche apparire

Sibilla Ieri passeggiando sotto il sole ligure, pregustavo il piacere di vedere un po’ di abbronzature sul mio, solitamente, pallido viso. Una mia amica mi metteva in guardia sul rischio invecchiamento della pelle causato dai raggi del sole e da lì è cominciata una piacevole discussione sull’età e la cura di sé.
Cara Cassandra non siamo più ragazzine (anche se per qualche giorno ancora mi godo la nostra differenza d’età😋) e spesso abbiamo affermato che il non essere più così giovani ci dà il vantaggio di non essere più in competizione con le altre per attirare l’attenzione di quei maschietti che, ad oggi, risentono del tempo come noi. Anzi, spesso ridiamo di quelle donne che pretendono di vestirsi come ventenni e si atteggiano come tali, diventando una patetica caricatura con dispendio inutile di energie e soldi. È una bella soddisfazione smarcarsi da certi stereotipi e dire liberamente di preferire un buon libro ad una serata erotica (posso pubblicarlo?)! Certo però che avere cura di se stessi, per la propria soddisfazione, è altrettanto piacevole. Credo che ognuno di noi abbia il dovere di non abbandonarsi alla sciatteria: anche quando sono a casa mi preparo come se dovesse venire qualcuno a farmi visita.

img_2176D’altronde anche solo il postino o il venditore della Folletto può suonare il campanello e “aborro” l’idea di aprire la porta con addosso una tuta consunta, una maglia sporca di sugo o i capelli in disordine. Ci vuole poco per stare comoda ma “in ordine”, aiuta nell’acquisire sicurezza: bisogna supplire ai danni del tempo… magari con un colpo di spazzola in più è un po’ di fard. O no?

Cassandra Cara amica, ti rispondo dalla città, per cui rimango bella pallida e mi evito le rughe e le macchie solari, visto che una già ce l’ho 😦  , ha ragione la tua amica nel dire che il sole invecchia, fai caso, le attrici e le presentatrici televisive hanno tutte la pelle bianchissima, dovremmo camminare anche noi con un bel faro sparato sul viso che spiana tutto! Ritorno al nostro discorso, ovvero che gli anni dovrebbero sollevare dalla competitività: come potremmo mai gareggiare con la bellezza della giovinezza? Mi piacciono il sole, un po’ di abbronzatura – pazienza per le macchie – avere i capelli e il trucco a posto…ma non necessariamente abbinati a stivaletti con tacchi a spillo, minigonna e soprattutto completi animalier che a quanto pare dai quaranta in su vanno tanto, mi vengono i brividi! Curarsi non credo voglia dire cercare ostinatamente di apparire come non si è più, ovvero ragazzine, tantomeno apparire come Milf. Con questo non voglio dire che io non condivida rapporti nei quali c’è una grande differenza di età, ognuno è libero di scegliere e di essere scelto, questo è un altro discorso. Il punto è, secondo me, cercare di valorizzare quello che si è in quel dato momento, in quel dato periodo. Non siamo solo quello che c’è dentro di noi, è vero, siamo anche quello che appare, e quindi va valorizzato e non mortificato. Ormai anche gli uomini si guardano allo specchio in modo diverso, è apprezzabile la cura del corpo da parte sia dei ragazzi sia degli uomini che hanno superato i quaranta, ma ogni tanto ho la sensazione che ci sia qualcosa di maniacale, che invece di aiutare ad acquisire sicurezza, sia invece qualcosa che evidenzia tutte le insicurezze. Ormai mancano pochi giorni e saremo sommerse da pubblicità su creme, gel, fanghi, pillole, cereali e yogurt per ventre piatto, glutei tonici e cosce snelle. Si salvi chi può!

00811203Confesso che in casa preferisco l’abbigliamento comodo, anche perché tanto il postino suona sempre due volte…in zona da me poi c’è la postina eheheh!

 

img_2174Sibilla Concordo con te che l’eccessiva attenzione all’estetica genera storture, però mi rendo conto che oggi, più che in passato, sento l’esigenza di curare il mio aspetto, mi rendo conto di non avere più l’età dalla mia parte 😏. Detto ciò credo che piacersi aiuti a stare meglio con se stessi e con gli altri. A questo punto mi sorge un dubbio: ma è giusto giudicare con durezza certe coetanee che si sentono bene con leggings leopardati e scollature ombelicali? Non è che siamo veramente un po’… bacchettone? 😉

Cassandra Forse lo siamo…ma non direi che giudichiamo con durezza, non mi sembra che nessuna delle due si sia mai azzardata a fare commenti offensivi, un parere non è una sentenza di condanna; se qualcuno mi chiede un’opinione, con la dovuta accortezza, rispondo sinceramente. Certamente occorre dedicare del tempo a se stesse, io lo faccio, a maggior ragione con il trascorrere degli anni, tempo per il benessere fisico e psichico, trasmettiamo ciò che pensiamo e sentiamo, nessun fondotinta potrebbe mai mascherare chi siamo veramente.

Intanto mettiamo in atto i nostri buoni propositi, perché questa mattina mi sono imbattuta in questo post…ma sia l’una che l’altra mi fanno un po’ paura!!!

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L’arte di tacere, di ascoltare, di scrivere poco…

Breve saggio, molte riflessioni

Mi piace sistemare i miei libri, dar loro una collocazione sui ripiani, ovviamente una collocazione che molto democraticamente a casa mia, decido io, così in famiglia debbono consultare me per cercare un libro per autore o per argomento

Ogni tanto ne lascio qualcuno in “vetrina”, con il titolo ben in vista, uno di questi è un piccolo libro che mi è stato regalato da una coppia di amici storici: “L’arte di tacere seguita dall’arte dello scriver poco” dell’abate Dinouart.

Il dono è stato scelto perché sono una chiacchierona? Non mi sono offesa, gli amici sono collaudati e condividiamo da anni molte idee e molti pensieri e una buona dose di ironia. Continua a leggere “L’arte di tacere, di ascoltare, di scrivere poco…”

Noi blogger: considerazioni sulle considerazioni


Cassandra è la PR del nostro blog, chi ci segue con un po’ di attenzione se ne sarà già reso conto. Lo dimostra anche il fatto che i suoi articoli hanno più seguito dei miei, sia in termini di like che di commenti: mai e poi mai ammetterò che lei è più brava.

Già immagino Cassandra ridere come una pazza, perchè la nostro amicizia è tale che mai e poi mai lei crederà che la mia ultima affermazione sia vera.

Leggo spesso i commenti che scambia con alcuni dei nostri followers e, in questi giorni, mi sono soffermata in particolare a leggere un articolo molto interessante di un blogger scrittore che mi ha fatto riflettere.

Io e Cassandra abbiamo deciso di aprire questo blog per una serie di motivi. Prima di tutto il desiderio di fare qualche cosa insieme: in gioventù abbiamo spesso considerato la possibilità di avviare un’attività lavorativa nostra, ma i rispettivi impegni famigliari e forse una “leggera” mancanza di coraggio ci hanno fatto accantonare questo progetto. Abbiamo voluto creare un qualcosa che unisse le nostre predisposizioni: Cassandra ama le materie umanistiche, io quelle scientifiche, lei è sempre stata brava con le parole (vi assicuro che parla tanto!!!) io ho sempre adorato l’informatica (tenete conto che non siamo ragazzine e quindi ho cominciato da autodidatta con un vecchio Windows 95). Bene, un blog poteva unire queste due nostre sfaccettature! Infine, l’idea di ampliare le nostre conoscenze, intese come persone, anche se solo virtualmente e il confrontarci con altri ci stuzzicava: in fondo se la finalità fosse stata solo quella di scambiare opinioni tra di noi, con il cellulare sarebbe stato più comodo!

Scrivere in un blog ci aiuta a ritagliare un piccolo spazio nostro, ci sprona ad informaci, a concentrarci su ciò che vogliamo comunicare, ma soprattutto ad evitare che gli anni che passano e le generazioni che ci surclassano facciano di noi delle rassegnate donne di mezz’età!


Per fortuna nostra non siamo scrittrici, per cui viviamo questa esperienza con entusiasmo, ma anche con serenità. Cassandra mi ha appena scritto che “più cerchi qualcosa di speciale e più pensi di non trovarlo” (è l’abito per il matrimonio di mio figlio!): credo sia una grande verità in ogni campo della vita. Per quanto riguarda i blogger scrittori o aspiranti tali, penso che in tutte le arti, purtroppo, siano pochi quelli che emergono e non sempre sono i migliori, specialmente in questa società dove il fattore “C” è molto importante e dove entrano in campo presupposti che nulla hanno a che fare con l’arte stessa. Poi, la solitudine del blogger che consulta spesso con ansia e timore la pagina delle statistiche e fa la conta dei “like”, non mi pare  tanto diversa da quella dello scrittore di un secolo fa che correva ogni giorno alla buca delle lettere per verificare se ci fosse qualcosa per lui: cambiano i tempi e i sistemi ma non cambia la sostanza.
Sibilla

Cuore di mamma

 

Cuore di figlia

Molte volte, ormai,  io, madre di ragazze che vedo e sento e vorrei piccole e mie, mi sento madre di mia madre, che ancora giovanile e bella, rivela ai miei occhi quella fragilità che in parte alimentano gli anni e che in parte c’è sempre stata.

Io figlia, che non vedevo oltre alla madre una donna che sin da giovane aveva dovuto affrontare da sola varie difficoltà, negli anni ho scoperta la necessità di esserle compagna, di essere questa volta io un appoggio. Quasi con pudore ci siamo sempre scambiate pochi abbracci e pochi baci, che invece io madre non lesino alle mie figlie.

Oggi, che mi ha fatto il suo regalo per il mio prossimo compleanno, lei sempre così generosa e attenta alle esigenze altrui, mi sono ritrovata ragazza. Commossa ho baciato la sua giovane, fresca e senza rughe guancia.  Lei direbbe che il suo segreto è una nota marca cosmetica…io penso sia la sua ferrea ostinazione ad essere lei, con tutte le sue contraddizioni sempre lei. Continua a leggere “Cuore di mamma”

Amicizia e social

Continuiamo a ripensare a vecchie riflessioni, sempre attuali, che possono essere utili per far conoscere noi Menti vagabonde 😉

Menti Vagabonde

13002594_10207963105749953_2155102621729392225_oQualche anno fa la mia compagna di blog mi propose di iscrivermi a Facebook, lei, in tutto ciò che riguarda il web, è sempre informata e come si suol dire…più avanti. Io invece che ero refrattaria ai cambiamenti portati dal mondo virtuale, da sempre favorevole alla comunicazione vis à vis, temevo che Facebook avrebbe snaturato il nostro rapporto di amicizia, con il rischio di ridurlo a messaggi e post pubblicati su di una bacheca. Ma come in tutte le cose, il senso della misura può essere di aiuto. Ci ho pensato l’altro giorno, mentre sfogliavo un piccolo libro stampato che raccoglie una serie di riflessioni e consigli che io e lei in questi ultimi anni ci siamo scambiate. Noi che non abbiamo problemi a fare lunghe e varie chiacchierate, che non abbiamo abbandonato il piacere di vederci e di mettere a posto il nostro mondo davanti ad una tazza di caffè, abbiamo riscoperto il piacere dello scrivere. Le ultime lettere su carta…

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