Discorsi al semaforo

Come al solito io non cammino, corro, quasi mai riesco a mantenere un’andatura da “passeggio”.

Ovviamente mi fermo ai semafori e mentre aspetto il verde, talvolta mi ritrovo ad ascoltare stralci di discorsi altrui.

L’ultima volta due signore di una certa età che avrebbero potuto avere gli anni della mia mamma, si lamentavano della mancanza di rispetto nei confronti degli anziani da parte delle giovani generazioni; erano appena scese da un tram, reputo quindi che nessuno si fosse preoccupato di cedere loro un posto a sedere. Si lamentavano del fatto che loro che avevano vissuto una guerra, che non avevano potuto studiare e non avevano avuto molto, erano state ragazze più educate dei ragazzi di oggi, che studiano e hanno tutto.

Una volta scattato il verde, ognuno di noi aveva poi ripreso la propria strada. Correndo mi sono ritrovata a fare le mie considerazioni su quanto avevo appena ascoltato. Nulla di nuovo certo, quando ero una ragazzina avevo sentito, in certe circostanze, commenti del genere. Come mamma anche io in alcune discussioni con le mie figlie, ho ripetuto gli stessi ragionamenti che in genere tutti coloro che fanno parte di una generazione più vecchia fanno alle nuove generazioni.

Tendo sempre a difendere i giovani, a me piacciono, logicamente non tutti, a volte neanche le mie figlie! Purtroppo sono troppi quelli che scaldano il banco, che si perdono dietro a smartphone, gruppi su whatsapp, foto su facebook, che non leggono neanche un libro all’anno; ma sono tanti anche quelli che studiano con profitto e hanno molteplici interessi.

Ultimamente ho letto cose molto belle su pagine di facebook e su blog creati da ragazze e ragazzi, trovo siano molto bravi ad utilizzare il web come un loro mezzo di espressione, di comunicazione.

Mi sono quindi posta in posizione critica verso le generazioni passate: in cosa hanno sbagliato? Perché i loro figli sono i genitori dei ragazzi che oggi vengono ritenuti troppo viziati.

Il lassismo di oggi è una conseguenza di regole troppo rigide?

Noi, figli di un relativo benessere, abbiamo troppo spesso pensato che dovevamo dare ai figli più libertà e più denaro.

Concessioni e opportunità fatte per amore, ma abbiamo dimenticato di dire dei no e di chiedere dei grazie. Abbiamo dimenticato che l’educazione non va demandata solo alle istituzioni ovvero alla scuola, alla chiesa e magari all’istruttore del corso di nuoto.

In questi anni ognuno di noi ha mancato in qualcosa, l’esempio siamo noi, spesso troppo impegnati a voler pateticamente apparire e vivere come i giovani e l’esempio è il mondo esterno: un mondo che “vende” corpi perfetti, che commercializza qualsiasi cosa,  i cui centri di potere politico e finanziario sono in mano a persone direi di una certa età che spesso, a sentire la cronaca, non costituiscono un modello di rettitudine

La gioventù è una bellissima stagione, ricca di contraddizioni, di insicurezze e di arroganza, ma è appunto una stagione, non sono così sicura che l’importante sia sentirsi  giovani dentro, io direi che è importante essere consapevoli del tempo che si sta vivendo.

Quando sarò una nonnina, sicuramente avrò da ridire dei giovani, perché quando un periodo della nostra vita è ormai lontano, i contorni dei ricordi si fanno sfumati e il passato sembra migliore del presente, ma io ho un caratterino non facile, sarò sicuramente una vecchietta bisbetica e credo che o volere o volare il posto a sedere me lo farò dare…o sì!

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