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Volevo scrivere di viaggi, di aerei, di sorrisi, di gelati, ma intanto la terra ha tremato, gli edifici si sono sbriciolati, donne, uomini, bambini, animali, sono morti, altri sono sopravvissuti.

Ogni giorno al mondo vi sono persone che con la paura e il dolore negli occhi perdono tutto.

Ogni giorno ci sono persone che lucrano sulla vita degli altri.

Ogni giorno ci sono persone che vogliono predominare sugli altri.

Lontane da me le polemiche e la capacità di fare le valutazioni politiche, sociali, economiche ecc. ecc.

Oggi solo un po’ di silenzio e di rispetto.

depositphotos_107055888-Seamless-pattern-of-words-chalkboardCerto cara amica Sibilla che la frase “ti amo” ha un valore enorme, io credo che le parole abbiano un peso, che andrebbero dosate, a dirlo poi io, che sono una chiacchierona di prima categoria poi…

Qualche tempo fa ho ricevuto in regalo un breve saggio scritto dall’abate Dinouart (1716-1786) L’arte di tacereSi deve smettere di tacere solo quando si ha qualche cosa da dire che valga più del silenzio“.

 

(Pensi che dietro a tale omaggio ci fosse un messaggio subliminale sulla mia eloquenza?)

Comunque è stata una lettura piacevole e a tratti illuminante, ricordo che in un passaggio la riflessione riguardava  l’attenzione particolare che bisognerebbe prestare quando si ha qualcosa di importante da dire, il consiglio era di dire questa cosa prima a se stessi e poi di ripetersela, in modo tale da non pentirsene in seguito quando non si è più in grado di trattenerla.

Ritengo questo consiglio utilissimo, soprattutto se si è alle prese della massima espressione di amore. A dir la verità mi sono resa conto che con il trascorrere del tempo ho sempre di più avuto difficoltà a sbandierarla ai quattro venti, mentre oggi, ne convengo con te, si usa, diciamo, senza il minimo pudore dei propri sentimenti. Io sono quella più favorevole ai gesti, alle attenzioni, alla cura che l’oggetto del mio amore credo abbia il diritto di ricevere da me, che siano un compagno, un figlio, un gatto o…un’amica. Per me ha già un grande pregio la frase “ti voglio bene”, ha un grande rilievo, è preziosa, è importante.

Ora però non ho detto che la seconda parte di questo libricino è “L’arte dello scriver poco”, mi tengo in serbo alcune citazioni così da utilizzarle la prossima volta, direi che ne avremmo da…scrivere.

 

Dire “ti amo” è facile. Quello che viene dopo è un po’ più difficile.

SATC_TitleLa mia amica, che mi conosce bene, penserà o che sono impazzita o che, al solito, sono in crisi con la mia dolce metà. No cara, tranquilla, sono solo considerazioni. In questi giorni di forzata inattività, con le vacanze fuori dalla porta, gli amici lontani, cado spesso preda di inquietudine, insofferenza, come diceva una vecchia pubblicità: “voglia di qualcosa di buono”. Assodato che i dolci fanno ingrassare e poi la voglia di qualcosa di buono, nel mio caso, si traduce in “voglia di novità” non mi resta che percorrere due strade: schiantarmi con i film di Jane Austen o schiantarmi con…. Sex and the city. Nella mia fase attuale di vita mi vedrei volentieri a New York, trentenne rampante con una vita sociale sicuramente meno piatta di quella attuale. Per quanto adori i romanzi di Jane Austen, il romanticismo non è esattamente una mia attuale caratteristica dominante… e poi ho la sensazione che il riscaldamento nell’800 non fosse dei migliori nei grandi palazzi e castelli inglesi!

In una delle puntate della famosa serie anni ’90, una delle protagoniste dice appunto la frase del titolo. Spesso, negli ultimi anni, mi sono trovata a considerare come “ti amo” sia un’affermazione che sento troppo spesso e soprattutto a sproposito. Fateci caso! Il via l’hanno dato le ragazze dei reality: dopo una settimana di reclusione volontaria nella casa del Grande Fratello, eccole a piangere disperate quando sullo schermo appare la foto, solitamente, del papà, nonno, zio e a urlare grandi “TI AMOOOO!!!!”. Molti di noi hanno figli lontani e mi fa sorridere pensare ai miei “bambini” che vedendoci su Skype, inginocchiati davanti allo schermo del computer iniziassero a strapparsi i capelli e urlare la famosa frase!! Adesso lo scenario si e spostato sui social e non è così inconsueto leggere post rivolti al gatto, cane con grandi affermazioni di amore eterno. A volte i “ti amo” sono rivolti a situazioni e persone che meritano tale affermazione d’amore, spesso tali persone non ci sono più e queste giovani donne (perchè sempre di donne si tratta) sentono il bisogno di urlare al mondo questo amore  per la nonna, lo zio… magari anche verso Gesù.

No Cassandra, non è un mio solito attacco di acidità verso il mondo, e non voglio neppure essere considerata la carampana che si gratifica a criticare le nuove generazioni di ventenni. In realtà mi è stato insegnato che “ti amo” è una frase importante, direi intima che non si deve sprecare e tanto meno ostentare se non addirittura “usare” per dare di sè un’impressione di persona sensibile, che più degli altri soffre, gioisce e AMA. Perchè penso sia vero che dire “ti amo” sia semplice, ma sia prima che dopo bisogna dimostrare la veridicità di tale affermazione. Troppo spesso ho sentito e letto persone dire “ti amo” e nello spazio di un battito di ciglia, dimostrare l’esatto contrario. La sensazione è che a volte, dirlo, è come sciuparlo, è quasi una bestemmia: nel momento che lo dici ha già cominciato ad evaporare, a perdere potenza. Dirlo è prendersi un impegno con chi ti sta di fronte, è un patto segreto, da rendere pubblico quando tutte le parti ne sono convinte!

In un’epoca dove tutto è superficiale, pubblico, dove tutti dicono tutto e il contrario di tutto, penso che “ti amo” sia una forma di amore supremo da custodire come un bene prezioso: se avessi un grande diamante, non andrei a sbandierarlo ai quattro venti…. se poi me lo rubano?

 

Viaggiando viaggiando…in Baviera

rothenburg_th_1217Baviera, per noi italiani è un po’ come arrivare in un mondo disneyano: casette color pastello con i tetti spioventi, finestre traboccanti di fiori, negozi che vendono costumi tradizionali bavaresi…persino per neonati, biciclette lasciate in strada senza alcun tipo di catena e lucchetto, vegetazione rigogliosa, prati all’inglese, castelli di qua e di là, tutto è organizzato, pulito, perfetto.

Per me, alla ricerca costante e illusoria della pianificazione delle giornate, è quasi il paese dei balocchi!

Ma come sono questi bavaresi che fanno giardinaggio (giuro visto!) o vanno a passeggio e naturalmente in birreria con il lederhosen (calzoni corti con le bretelle), secondo me meno rigidi dei berlinesi, molto gentili, disponibili, sorridenti…e la domenica non lavorano. Diciamo che lavorano, eccome, nei servizi e nelle numerose birrerie di una città grande come Monaco, ma se cerchi un negozio di alimentari o un supermercato devi rinunciare, ancor di più se da turista arrivi in un centro più piccolo.

Oppure puoi capitare in un locale dove lavorano degli italiani. Il caso mi ha portato lì, ottimo cibo, cortesia e disponibilità, gelato e torta offerti. Spesso denigriamo noi stessi in quanto italiani, ci riteniamo un  popolo che ha poca voglia di lavorare, che cerca sempre scappatoie. Invece c’è sempre un’altra Italia nel mondo, fatta di persone per bene, oneste, sveglie, che fanno sacrifici, che lavorano nei giorni di festa, che hanno idee, creatività e quell’elasticità mentale che forse è nel nostro DNA.

Viaggiare serve a conoscere, apprezzare e amare altri luoghi, altri popoli, ma anche ad amare un po’ di più noi stessi, ad essere più orgogliosi delle nostre origini.

Dovremmo guardare con occhi più ammirati ciò che ci circonda, il bello da noi non è fatto di ordine, non è solo fatto di logica, di sequenza cromatica, ma è lo stupore di ciò che non ci aspettiamo e che spesso gli altri hanno copiato, che contempliamo estasiati con il naso all’insù……con un occhio rivolto alla nostra bici, da noi te la smontano in cinque minuti…ve l’avevo detto che noi abbiamo inventiva!

A che età si deve smettere di vedere la bellezza?

Alcuni giorni fa ci siamo imbattute in questo post, pubblicato da un ragazzo e condiviso da una ragazza

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Da qui hanno avuto inizio una serie di considerazioni tra noi Menti Vagabonde.

Gabri, con l’ironia che la contraddistingue risponde alla giovane donna che ha condiviso se non il pensiero, almeno il post:

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La ragazza piccata fa notare d’aver voluto semplicemente  scherzare, ma offesa dalla poca fiducia dimostrata sulla sua capacità ai fornelli ribadisce di aver già acquistato un Bimby con cui si esercita regolarmente. Anche Gabri fa notare l’ironia del suo post e il tutto finisce a tarallucci e vino.

Mary decide di dire la sua e…

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Gabri però non è completamente d’accordo e ribatte:

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Mari:

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Il discorso tra Mari e Gabri potrebbe proseguire per ore, ma la domanda rimasta in sospeso è se c’è un confine, invalicabile, che divide ciò che può fare e dire una persona adulta rispetto ad una giovane. Se sì, a quale età va posizionato tale confine?  E poi, è giusto che la facoltà di vedere e apprezzare il bello (che trascende dall’opera d’arte) sia ad appannaggio degli under “anta”? Ma come dice Mary:

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Wonder woman va in vacanza

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Affranta, abbattuta, sfinita, distrutta, stremata… quasi schifata, guardo tenda, materassino, sacco a pelo, zaino, scarpe, tutto è ormai nella mia stessa condizione, anche le scarpe mi paiono affrante, abbattute, sfinite, distrutte, stremate. Quando i figli fanno i camperisti balordi ad un festival musicale, come dico io, si divertono come matti: bivaccano, bevono, ridono, ballano, non dormono, probabilmente fanno all’amore e poi tornano stanchi ma sicuri che la mamma ricomporrà la massa informe dei loro bagagli. Quando poi i figli tornano all’ovile dopo aver studiato in un’altra città, riportano oggetti, abbigliamento, lenzuola, asciugamani, anch’essi in cerca di asilo e di un riparo tranquillo e quindi amorevolmente tocca prendere tutta queste cose e pigiarle in lavatrice ad alte temperature con tutti quei disinfettanti, smacchianti, profumanti che si hanno in casa, mettendo a tacere il rimorso di inquinare e consumare acqua, ma non è possibile fare altrimenti.

Affranta, abbattuta, sfinita, distrutta, stremata…ma si anche un po’ schifata lavo, stendo, stiro, piego, tiro fuori dai cassetti maglie e magliette, abbigliamento per il sole, per la pioggia, corro a comprare prodotti per l’igiene della persona e per il sole, dopo sole, senza sole e mi invento ricette per azzerare il contenuto del frigo e della dispensa onde evitare vari ospiti volanti e striscianti. Quindi aspiro, lavo, riordino…

…tutto per andare in ferie tranquilla. Eh già! Mi sono guadagnata le vacanze, con tutta l’allegra famigliola, che è stressata a fare le valigie, che si incasina a fare due commissioni perché fa caldo…

…io no…sto benissimo…sono solo affr…….no, basta, sono solo schifata, ho bisogno di una doccia, anche quest’anno ce l’ho fatta, mi sento wonder woman, se qualcuno ancora si azzarda a dire che sto invecchiando e perdo i colpi…lo lavo e…no lo stiro e bon. Ciao ciao!

…Accidenti…non ho ancora preparato i miei bagagli!

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