Matisse e il suo tempo…e il nostro…

Eccoci di nuovo pronte per intraprendere un altro viaggio nell’arte.

L’occasione si presenta con la mostra: “Matisse e il suo tempo” a Palazzo Chiablese, nella bellissima Piazzetta Reale di Torino. Come sono belli gli imprevisti…graditi, quelli che danno una connotazione diversa ad una giornata comune. Basta un messaggio, l’occasione di una pausa, un appuntamento mancato, saltare il pranzo per ritagliarsi del tempo. Che dire poi della fortuna di non incorrere nelle code del fine settimana.

Così siamo dentro, c’è poca gente e possiamo soffermarci davanti alle opere senza problemi. Abbiamo l’opportunità di vedere 50 quadri di Matisse e 47 di artisti a lui contemporanei, tra tutti possiamo ammirare opere di Renoir, Picasso, Modigliani, Mirò ed altri, che, ammettiamo non conosciamo. L’esposizione ci accompagna e ci illustra le influenze e le fonti di ispirazione di questi autori, ci incuriosiscono la semplificazione delle forme, l’uso del colore, le marcate linee di contorno, la ricerca di nuove tecniche. Infatti, in una saletta viene proiettato un breve filmato nel quale viene ripreso Henri Matisse mentre dipinge “Ragazza vestita di bianco su fondo rosso”.

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Le immagini vengono proiettati a due velocità: nella prima parte i colpi di pennello sono veloci e decisi, nella seconda parte la proiezione rallentata evidenzia come il pittore, dipingendo nell’aria, compie le prove che gli occorrono per tracciare definitivamente quanto vede e vuole esprimere  È un documentario interessante, per noi che di artistico abbiamo ben poco. A volte si rimane stupiti dalla semplicità di alcuni dipinti, sembrano semplici, chiari, riproducibili. Molti credono di poter dipingere come i veri artisti, forse è possibile, ma in realtà mancherebbe l’idea, quel tocco di estro, di genialità che contraddistinguono i veri maestri. Maestri che hanno saputo guardare lontano, hanno osato rompendo gli schemi, le tradizioni, utilizzando quelle innovazioni di colore, di forme, di materiali, che noi possiamo provare ad imitare…o limitarci ad ammirare.

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Al termine dell’esposizione ci ritroviamo anche qui nello spazio commerciale, compriamo le solite cartoline, più care della mostra precedente! Usciamo e c’è il sole. E sì, un po’ di sole e di colore ce lo hanno già regalato queste opere, ora però ci godiamo quello della città e visto che abbiamo tempo e un piccolo languore allo stomaco – non si vive di sola arte – corriamo a fare uno spuntino veloce alla “Gofreria pièmonteisa”,  così finalmente proviamo i gofri di cui ci hanno tanto parlato.

L’incanto è finito, il dovere ci chiama: lavoro, traffico, supermercato, cena…un’altra occasione di evasione sicuramente si ripresenterà, basta solo guardarsi attorno…

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