Se sprechiamo…imprechiamo

Il 5 febbraio è stata la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare, è stato rilevato che le famiglie italiane gettano circa sette euro di cibo a settimana.

Quante volte sistemando i ripiani del frigorifero ci si  è accorti di aver dimenticato l’avanzo di un pasto, un prodotto in scadenza. Ci si sente in colpa, soprattutto quando in televisione scorrono le immagini di bambini affamati, mentre i nostri figli, viziati, fanno i capricci tra wurstel e merendine. Eppure arriviamo da anni in cui non c’era una così vasta scelta di prodotti.

A merenda si mangiava il pane con lo zucchero, c’erano le polpette e non gli hambuger. Poi, negli anni del benessere, i supermercati e i centri commerciali hanno cambiato il modo di fare la spesa sia per quantità sia per genere. Con l’andare del tempo si è invece avvertito sempre di più il bisogno di cercare un modo di vivere e alimentarsi più sano ed ecosostenibile. Molti ragazzi, le nuove giovani famiglie, ormai nauseati dai fast food, producono in casa pane, pasta, conserve, fanno i loro acquisti nei mercati rionali, dai piccoli produttori, nei negozi bio, alla spina, nei quali vengono venduti i prodotti sfusi, senza imballaggio.

Noi non abbiamo grande idee e proposte innovatrici, crediamo nei piccoli passi, nelle scelte consapevoli, nella curiosità di mettersi alla prova ricercando percorsi che partono dalle tradizioni, ma che possono e devono incrociare possibilità nuove, da capire e copiare, come ricette per riciclare o mescolare cibi alternativi, le nostre mamme sono brave a recuperare ma spesso sono refrattarie a cucinare prodotti che non conoscono. Chissà che non si possa provare noi a proporre qualcosa o ricevere vostri suggerimenti… Intanto ci è tornata in mente una filastrocca di Gianni Rodari, è necessario ritornare alla semplicità, a condividere le risorse che abbiamo, che dobbiamo preservare, soprattutto con coloro che hanno fame, quella che non non sentiamo più veramente.

Il giorno più bello della storia

S’io facessi il fornaio,
vorrei cuocere un pane
cosi grande da sfamare
tutta, tutta la gente
che non ha da mangiare.
Un pane piu grande del sole,
dorato, profumato,
come le viole.
Un pane cosi
verrebbero a mangiarlo
dall’India e dal Chili
i poveri, i bambini;
i vecchietti e gli uccellini.
Sarà una data
da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il piu bel giorno di tutta
la storia.

 

3 pensieri riguardo “Se sprechiamo…imprechiamo

  1. Ho qualche suggerimento. Consiglio prima di tutto di fare spese un po’ più limitate in quantità, eviteremo sprechi e avremo più benefici dal cibo fresco. Naturalmente questa non è una novità, ma io se avanza l’arrosto o il lesso, anche poco, faccio le polpette, aggiungendo, eventualmente, patate lesse passate, più i soliti ingredienti. Con la pasta avanzata del mezzogiorno, alla sera faccio un’ottima frittata e consiglio di recuperare anche il risotto, saltandolo in padella, fino a che forma una bella crosticina. Se mi accorgo che il pane è troppo, lo conservo in frigo in un sacchetto o pellicola per alimenti e lo utilizzo il giorno dopo, dopo averlo fatto “rinvenire” in forno. Infine, dato che tendiamo tutti a ingrassare, consiglio di non mangiare troppo, così all’indomani avremo appetito e non sprecheremo gli avanzi. Sono piccoli accorgimenti che, con l’abitudine, non rubano nemmeno troppo tempo, evitano gli sprechi e fanno risparmiare non poco, alla fine del mese.

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  2. Ottimi consigli! L’esperienza ci insegna a sprecare meno e ad acquistare in modo differente. Con il pane avanzato a fette, ammorbidito con il latte, ricoperto di uovo sbattuto e parmigiano e poi passato in forno a fare una bella crosticina, mangi un piatto povero e sfizioso… per la linea non so eheheh!

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  3. Forse perché fin da piccoli ci hanno abituato a non buttare niente, a preparare giorno per giorno i pasti, che difficilmente qualcosa va disperso. Mia moglie ha sempre cucinato senza mai comprare qualcosa di pronto. Certo serve tempo e voglia cosa che spesso manca alle famiglie di oggi.

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