San Valentino

Comunicato della direzione

Menti Vagabonde ha deciso di non scrivere alcun articolo sulla festa dell’Amore (non ci siamo messe d’accordo su come impostarlo).

Tendenzialmente le scuole di pensiero sono due:

1) Rose rosse – Intimo sexy – Cena al lume di candela – Ti amo/cuoricini/cuoricini/e di nuovo Ti amooggi ho il ciclo e mi sento in sintonia con la madre terra: tu Tarzan io Jane.

2) Basta con queste feste commerciali – Noi donne meritiamo di essere amate sempre – Oggi i piatti li lavi tu – Oggi ho il ciclo, la ceretta non la faccio più e se mi ami mi accetti come sono perché è un mio diritto e non mi dire “Buon San Valentino”

Il marito di Marinella comprerà i cioccolatini, quello di Gabriella è a fare la settimana bianca.

 

Sono miope, cosa ci posso far…

Urge un mio intervento sul discorso sollevato dall’altra Menti: avere amiche con le lenti a contatto.

Amiche da dieci decimi, che ormai dovete mettere gli occhiali da presbite, avete idea di cosa vuol dire aprire gli occhi sul mondo e vedere che è appannato? Si nasce con gli occhi neri, azzurri, verdi…e a volte miopi. È segnato nel nostro DNA. Io ogni giorno ringrazio di esser nata dopo qualcuno che ha inventato le lenti sottili per gli occhiali, e soprattutto le lenti a contatto (pare che il primo ad aver avuto l’idea sia stato Leonardo da Vinci). Pensate come hanno vissuto coloro che sono nati miopi anni e anni fa! Continua a leggere “Sono miope, cosa ci posso far…”

Quando è giusto che i Social influenzino le tue scelte

Pulire il bagno mi ispira!

E già… chi ha bisogno di un bel tramonto, di isolarsi su uno scoglio o inerpicarsi verso la vetta… a me basta mettere i guanti di plastica e prendere l’immancabile Chante Clair.

Scherzi a parte, questa mattina, mentre svolgevo i miei lavori di casa quotidiani, mi sono trovata a riflettere e a riprendere un ragionamento che già feci qualche settimana fa a proposito della “beauty routine“: come i social influenzino le nostre scelte.

Se in quell’articolo ironizzavo su come io, donna di mezza età, mi fossi fatta trascinare dalle tante Beauty Influencers, qui vorrei porre l’attenzione su come sia fondamentale l’azione dei social parlando di ecosostenibilità.

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Chi ha visto Sanremo?

Io l’ho seguito

mentre lavoravo su menti vagabonde con Gabriella, facendo zapping il venerdì sera perché su un’altra emittente televisiva veniva trasmesso un programma che seguo da tempo, tra una dormita e l’altra sul divano e in differita quando proprio non ne potevo più.

Sanremo è un grande contenitore

di musica, di parole, anche di banalità, ma fa parte della nostra cultura e della nostra storia e anche se puntualmente molti di noi si affrettano a dire che non lo vedranno, accade poi il contrario. Infatti i numeri lo confermano.

Anche a me aveva disturbato l’uscita poco felice di Amadeus, penso che l’intervento in una conferenza stampa vada un minimo preparato, le parole hanno un peso. Prima o poi, ad ognuno di noi, e a maggior ragione a chi deve esprimersi davanti ad una vasta platea, succede che ciò che si ha in testa non venga ben espresso e articolato in modo chiaro. Si suppone che gli altri comprendano ciò che era nelle migliori intenzioni, ma non sempre avviene!

Cosa ricorderò di questo Sanremo 2020?

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Crociera sul Nilo

I momenti speciali della vita.

Sto guardando un programma di viaggi in televisione. L’argomento di oggi è l’Egitto e questo è un luogo che risveglia in me ricordi indimenticabili.

La crociera sul Nilo è stato il mio “viaggio di Nozze”. Trent’anni fa non era così usuale poter fare un viaggio di quel genere per cui ci sentivamo molto fortunati ad organizzarlo e per entrambi rappresentava la prima grande esperienza fuori Italia e la prima volta in aereo.

Inutile dire che fu indimenticabile: se gli Stati Uniti mi hanno sbalordita per la grandiosità della natura, l’Egitto lascia senza parole per l’enormità del genio umano in un epoca in cui gli strumenti erano molto diversi da quelli attuali. Continua a leggere “Crociera sul Nilo”

Il cibo non si butta

Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare

È il messaggio che oggi dovrebbe esortarci ad un consumo consapevole.

Come vengono utilizzate e conservate le risorse alimentari?

In Italia si quantifica lo spreco in 15 miliardi di euro, 13 miliardi riguardano proprio l’ambito quotidiano.

Quante volte sistemando i ripiani del frigorifero scopriamo l’avanzo di un pasto, un alimento scaduto. Ci si sente in colpa, soprattutto quando in televisione scorrono le immagini di bambini denutriti, mentre i nostri figli, viziati, fanno i capricci tra wurstel e merendine. Il tutto dura soltanto fino alla spesa successiva, quando tra gli scaffali di un supermercato veniamo attratti da un nuovo prodotto appena pubblicizzato. Facciamo scorte di alimentari in promozione pensando di risparmiare, invece ci ritroviamo con articoli che non avremmo neanche dovuto acquistare.

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Lettera al figlio “tecnologico”

Ricorda che ti ho insegnato ad usare il cucchiaino

Ho deciso di scrivere questa lettera a mio figlio, rivolgendomi, in realtà, a tutti quei giovani che spesso perdono la pazienza con i loro genitori perché non capiscono subito…

“Chi come te ha meno di quarant’anni, sicuramente sa usare la tecnologia meglio di quanto sappia fare sua madre, suo zio o suo nonno.

Quando abitavi ancora con noi, capitava spesso che qualche attempato (secondo il tuo metodo di valutazione) parente o amico ti sottoponesse qualche quesito “tecnologico”… io lo faccio spesso!

Probabilmente la domanda ti sarà apparsa stupida ma parti dal presupposto che c’è stato un tempo in cui qualcuno ti ha insegnato ad allacciare le scarpe.

Gli adulti che si avvicinano al computer sono come al primo giorno di scuola: aiutali a superare le loro paure e ad apprezzare le enormi potenzialità di internet.

Ecco cosa ho imparato IO con il tempo e l’esperienza.

  • La pazienza è fondamentale: la persona che stai aiutando solitamente trova complicatissima la logica del computer. Se saprai aiutarla a comprendere, un giorno ti guarderà e ti dirà: “Ho sbagliato perché…” oppure “Ma se questa funzione è valida in questa situazione, allora lo è anche quando…”. Ti assicuro che ti sentirai estremamente orgoglioso di te stesso!!!
  • Cerca di usare al minimo le parole in inglese, limitati solo a quelle indispensabili, traducile e fai in modo che le pronunci nel modo giusto: per un adulto è imbarazzante essere preso in giro perché storpia un termine!
  • In generale usa parole semplici e chiare: deve capire cosa sta facendo e perché: il “fai così e non ti preoccupare” con noi non funziona.
  • Evita per quanto possibile la teoria e lascia che sia la persona stessa ad utilizzare lo strumento: noi adulti non amiamo sentirci inferiori…
  • Prova a motivarla esponendole i benefici concreti nell’utilizzare il dispositivo: segui le sue esigenze personali e mostrale siti che possono apparirle utili e o interessanti.
  • Spiegale l’importanza della comunicazione con applicazioni che permettono videochiamate o messaggeria e chat: sempre più spesso noi adulti abbiamo figli e nipoti all’estero o anche lontani parenti.
  • La condivisione è ormai una pratica fondamentale: aiutala a capire che ciò che sente in televisione è il lato negativo di una pratica che invece può aiutarla a passare momenti spensierati e utili. Entrare a far parte di una comunità online vuol dire confrontarsi con altri su temi, informazioni e pensieri: si impara e si combatte anche la solitudine. Inoltre Facebook, Twitter, Instagram sono una buona palestra per migliorare le proprie capacità.

Ci può volere del tempo, ma i risultati arriveranno e potrebbero stupirti.

 

 

 

 

Il salotto delle lettrici

Parlare di libri tra amiche

Qualche anno fa, su Facebook, decisi di fondare un piccolo gruppo: “Il salotto delle lettrici”, motivata dal fatto che io ed alcune amiche spesso ci ritrovavamo a chiacchierare di libri.

Era qualcosa di semplice, di rilassante, anche perché i vari gruppi di lettura nei quali avevo tentato di sopravvivere, mi venivano puntualmente a noia, quando non mi provocavano una certa irritazione! Tutti i partecipanti facevano elenchi interminabili di titoli e autori decisamente impegnativi. Tutti leggevano, a loro dire, in brevissimo tempo, quindi commentavano con malcelata sufficienza il solitario romanzo che qualcuno citava.

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Il primo ciclo – Ilaria Corona

… della serie: “non illudetele”

Frequentando con una certa assiduità Instagram, nell’ultimo anno in particolare, io e Marinella abbiamo notato, e non senza fastidio, come le nuove generazioni di femministe siano molto concentrate sul tema “mestruazione”.

Chi ne rivendica il diritto, chi rivendica il diritto di non nascondersi anzi di ostentarle passeggiando senza assorbente (addirittura gareggiando), chi “in quei giorni” (speriamo che le donne emancipate mi perdonino la terminologia inappropiata) si sentono più vicine a Dio!

Noi condividiamo appieno le riflessioni della bravissima Ilaria Corona! Leggendo il suo racconto siamo tornati indietro di…. (vi piacerebbe!!!).

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Rompiscatole

Mi piacciono le buone maniere

Quando racconto che ho avuto un battibecco con un’impiegata scortese dell’ufficio postale, al telefono con un interlocutore cafone, con un automobilista che ha fermato l’auto proprio sulle strisce pedonali…i miei familiari fanno tutti un sorrisetto come a dire: te pareva!

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