Parole

Quante volte una chiacchierata tra amiche, tra amici, viene intesa come uno scambio di pensieri banali, un po’ frivoli. Invece, un argomento apparentemente leggero può condurre ad un altro genere di conversazione.

Le parole ci rivelano nel bene e nel male, una frase espressa con noncuranza ci può svelare il nostro interlocutore.

Nel flusso di un discorso verbale si fondono ricordi, percezioni, intuizioni, affinità, perché sentiamo la necessità di comunicare…ma non sempre di ascoltare.  Ecco…ascoltare, accogliere pensieri, un’azione che a molti appare passiva. Trascuriamo quest’arte, diversa dal solo sentire, perché non coinvolge soltanto il nostro sistema uditivo, ma richiede lo sforzo di fermarci e di concentrarci, di fare attenzione per comprendere l’altro, il suo punto di vista. La reale comprensione ci permette di apprezzare e anche di confutare. Continua a leggere “Parole”

Buon compleanno Renato

Renato Zero compie 70 anni.

Per me, e per molti della mia generazione è senza età, è Renato e basta. Anticipatore di temi e di uno stile che non ha eguali, se non pallide imitazioni.

Ricordo di averlo scoperto una domenica pomeriggio del 1976, ospite della trasmissione Piccolo slam con l’indimenticabile Stefania Rotolo e Sammy Barbot. I suoi capelli lunghi, il suo trucco, cantava Madame…Una folgorazione, io che ascoltavo le radio private e che cercavo di registrare le canzoni con il mio mangiacassette, avevo trovato qualcuno che andava fuori dai canoni tradizionali.

Il mio primo concerto di Renato Zero risale alla promozione dell’album EroZero, in tour con un tendone, ecco Zerolandia…

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Al cinema

Nella città di Torino ha sede il Museo Nazionale del Cinema

È allestito all’interno della suggestiva Mole Antonelliana, simbolo della città, e proprio in questo 2020 ricorre il ventesimo anniversario della sua apertura.

Il cinema racconta storie, sogni e vita vera, avventura e introspezione, e regala ricordi che si intrecciano con le vite create sul grande schermo. Purtroppo anche questo mondo ha subito stravolgimenti a causa dell’arrivo della pandemia di Covid19, reale e non frutto della fantasia di qualche sceneggiatore.

In questi giorni mi sono tornati in mente i pomeriggi al cinema con i miei genitori, quando aspettavo con trepidazione i cartoni animati della Walt Disney, rammento ancora i pianti per il mio caro e piccolo Dumbo, tuttora il mio personaggio preferito.

Però dai cartoni animati mi sono poi ritrovata a vedere film decisamente diversi, e mi chiedo come sia stato possibile dato che mia madre è sempre stata una persona alquanto severa e ligia alle regole. Ho visto tre pellicole decisamente non adatte alla mia tenera età, sarà stata una strategia educativa insolita?

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Cosa penso dell’autunno?

Data Ufficiale

Ricordo che quando ero bambina e a scuola veniva assegnato un tema di italiano che riguardava le stagioni, in assenza di idee iniziavo con la data della stagione in questione. Quest’anno avrei sbagliato, perché la forza dell’abitudine non mi rammenta che l’equinozio è mobile e ogni 100 anni bisogna togliere un giorno…ogni quattro bisogna aggiungerne uno. Questo infatti è un anno bisestile…oh non rammentatemelo, perché io lo avevo iniziato positivamente dato che una delle mie figlie è nata in un anno bisesto…ma non mi aspettavo un 2020 del genere!

Torniamo alle cose belle come i colori dai toni caldi, io poi amo la fotografia che non so fare, quindi mi piace scorrere il web e guardare le immagini di chi sa fare suggestivi scatti, che sa comporre il tutto come un quadro o coglie l’attimo di quella foglia, sì proprio quella che sta lentamente cadendo facendo la sua ultima evoluzione nell’aria ormai frizzantina.

Non voglio però vedere nei vari tg nazionali le riprese di chi ancora si sdraia su spiagge assolate, perché l’invidia non la terrò a bada, lo sento. Ora sono qui davanti a miei amati sandali abbandonati e vorrei diventare una barefooter, che non è una parola a doppio senso, state lì fermi, ma un termine che indica uno stile di vita, quello di non indossare calzature. Sono davanti ad un armadio che necessita dell’odiato cambio di stagione, con la sensazione che il “ricominciamento” e i buoni propositi li chiuderei dentro uno zainetto per scappare verso altri lidi, voglio inseguire il sole e che tutto il resto vada a farsi benedire. Magari mi porto Gabriella.

Lo scrivo perché sono di cattivo umore? Giammai! È utile essere positivi e dire sempre tutto con il sorriso, soprattutto per non fare scappare i follower. Eheheh! Facile a dirsi più che a farsi, perché un po’ acidi bisogna esserlo, d’altronde nel menu di questo blog è presente Acidementi. Ce ne sarebbe da assere acide: stufa di leggere notizie tragiche, stufa del giornalismo becero, stufa della politica urlata, stufa del negazionismo che salta fuori per questo o quello, stufa dell’aggressività e dell’ignoranza delle persone che vivono con la laurea in tuttologia in tasca…stufa anche del Covid che si è ormai insinuato nelle nostre vite.

Oh bene, ora che mi sono lamentata con voi – sappiate che mi fanno venire l’orticaria le persone che si lamentano sempre – vado a recuperare un po’ di pomata antistaminica, cerco anche due foglie, castagne e zucche e vediamo cosa si può fare per affrontare questo autunno. Si salvi chi può!

Il cammino di una vita

Camminava lungo la battigia, non voleva bagnarsi le scarpe e il bordo dei pantaloni, per questo faceva attenzione ad ogni passo.

I passi costano fatica ma portano lontano, pensava, come le onde che arrivano e si ritirano, così il tempo arriva e poi si sottrae. Gli piaceva quell’ora, ancora silenziosa e non calda, anche i raggi del sole erano come quelle onde, arrivavano ma ancora si disperdevano. Non aveva caldo e la camicia non gli dava fastidio, l’avrebbe tolta più tardi. Guardò indietro e vide le sue orme, sarebbero rimaste ancora per poco, poi si sarebbero cancellate, tracce labili del suo passaggio.

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Amicizia senza tempo

Un’estate particolare, inconsueta, inaspettata.

Ci siamo ritrovate vicine e…lontane, con alterni giorni di vacanza, chilometri che aumentavano e diminuivano, Wi-Fi che ci sosteneva e ci abbandonava. Una forma di distanziamento e avvicinamento che pareva una sorta di elastico, perché si ha sempre bisogno di tendersi verso l’altrove per ritornare poi indietro.

Spesso guardiamo verso punti diversi, distanti tra loro, eppure si ricongiungono, siamo le mine di due matite che collegano i punti sul foglio della vita.

Non sappiamo ancora verso cosa guarderemo questo autunno che sembra voglia farsi attendere, approfittiamo di queste giornate all’aperto e dell’aria e del sole. Su sponde opposte cominciamo a cercare lontano e dentro di noi…

Siamo diventate amiche tanti anni fa, perché già sapevamo chi saremmo state oggi.

Caffè time

Il caffè è una cosa seria!

Sono di origine napoletana, quindi deve avere le tre C, anzi le quattro C. Sapete di cosa si tratta? E si deve bere tranquillamente, non bisogna buttarlo giù nel gargarozzo come uno shottino o ancor peggio come uno sciroppo che sa di antibiotico.

Guardo il fondo della tazzina non conoscendo l’arte divinatoria della caffeomanzia, neppure mi chiedo se crederci o no. Però sto con me, in quei pochi minuti mi concedo una sospensione del tempo, un’assenza dal mio piccolo mondo che voglio mettere in discussione o che progetto di cambiare. Una tregua piacevole con lo sguardo perso tra ciò che mi offre il cielo dietro ai vetri della finestra e lo schermo della tv, mentre l’udito in pausa non sceglie ancora cosa ascoltare.

Davanti ad un caffè, bevanda scioglilingua, consolatrice, motrice di confidenze, riflessioni ed idee, le amicizie si ritrovano e con l’autunno dietro l’angolo, denso e forse scuro come il colore di questa calda bevanda, tengo pronta la moka, perché se anche i miracoli non sono di questo mondo, un caffè al momento giusto un piccolo prodigio può sempre regalarlo. Continua a leggere “Caffè time”

Chissà!

Ed ora che siamo ritornati quasi tutti?

Chissà se si ripresenterà l’occasione di rivedere i luoghi che abbiamo visitato e se incontreremo ancora le persone che abbiamo conosciuto. Quanti di noi avranno preso l’impegno, probabilmente neanche così convinti, di mantenere vivi i contatti

Chissà se tornando un’altra volta, tra un anno e forse più, ritroveremo ciò che avevamo lasciato.

Chissà se il sentirsi finalmente a casa, tra le proprie sicurezze e…insicurezze ci darà conferme o ci porrà nuove domande.

Chissà se sarà tutto uguale o avremo ormai noi sguardi differenti. 

“Non c’è niente come tornare in un luogo che non è cambiato, per rendersi conto di quanto sei cambiato.”
(Nelson Mandela)

Un viaggio non è un viaggio senza Autogrill

Ognuno sogna a modo suo

Sarà che da bambina in vacanza ci andavo poco e sarà che per un semplice trasferimento a Genova toccava alzarsi alle 5 per non trovare traffico ed essere i primi davanti alla saracinesca della panetteria di Voltri dove, dopo spasmodica annuale attesa ci potevamo strafogare di focaccia ligure, ho ricordi indelebili di quella settimana trascorsa dagli zii.

C’è però un rito a cui ancora oggi, se posso, non rinuncio: la sosta all’Autogrill, possibilmente quello grande che attraversa le due corsie dell’autostrada.

Che meraviglia! Mi sembra di essere Pinocchio nel paese dei balocchi, o uno dei bambini di quella trasmissione che guardavo una vita fa, dove la squadra che vinceva poteva abbuffarsi di tutti i dolci messi in esposizione sui vassoi.

Quando entro mi soffermo sempre a guardare le focacce e i panini dai nomi esotici o regionali (chi non conosce il Camogli?), ma la vera goduria per i miei occhi è la merce in esposizione confezionata sempre in versione extralarge o introvabile in qualunque altro negozio del mondo… neppure dai cinesi!

E così mi perdo tra i fustini tondi simili a quelli di un noto detersivo, ripieni però di patatine e popcorn, scatole di pasta variopinta, tubi lunghi un metro di biscotti o cioccolatini, lecca lecca giganti e sacchi sorpresa talmente grandi che poi li potresti usare per riporre gli abiti invernali!

Guardo, tocco e mi riprometto di tornare per fare i regali natalizi: ho sempre pensato che sia l’unico luogo dove trovare idee tanto originali quanto inutili.

Trascorro una mezz’ora di gioia infantile infischiandomene dei richiami dei grandi, mio marito, che vorrebbero ripartire e giungere a destinazione.

Poi felice ed appagata ordino un caffè ed esco.

Luoghi per sognare

Alla scoperta del Piemonte

In questa estate così particolare, ho provato a fare la turista nella mia regione, terra che amo, anche se ha un piccolo difetto…non ha il mare! Prossimamente qualcuno di mia conoscenza mi rintuzzerà con qualche rimprovero.

Dopo tanti anni sono ritornata sulla sponda piemontese del lago Maggiore. Con marito e amici avevamo programmato di fare qualche gita e visitare un paio di isole, in particolare l’Isola Bella e l’Isola dei Pescatori.

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