Leggere in quarantena

Tempi duri, difficili, ostici.

Qualsiasi sia il colore, io vivo nel rosso e mai più indovinato è stato questo colore. Vivace, riconduce alla vita, all’amore, alla passione, ma anche al rischio, al pericolo, alla morte.

Abbiamo già letto e scritto di tutto, ma non ci si può sottrarre al senso di responsabilità che ognuno di noi deve avere o ritrovare, oggi, non possiamo più rinviare, nonostante i cattivi esempi, nonostante i colori politici nei quali ci si riconosce o non ci si riconosce più.

Potremmo provare a guardare da una prospettiva diversa cercando qualcosa che ci regali un breve…ma vitale, sorriso.

“Il tempo che niente può fermare non scorre solo per piangere sulle cose perdute ma anche per ottenere un’infinità di momenti bellissimi, uno dopo l’altro. Ah, questo è un piccolo premio, pensai.”

(Il corpo sa tutto, Banana Yoshimoto)

 

Una bella giornata

Con una zia speciale

Andare per cimiteri, per me, sta diventando un rituale, un passaggio di consegne e il segnale che inesorabilmente il tempo scorre.

Appartengo a famiglie in cui il culto dei morti è sempre stato presente, per cui le festività dei santi erano e sono ancora un momento di riflessione e di ricordo.

Con gli anni le famiglie si sono assottigliate: meno figli, meno nipoti e gli anziani pian piano ci hanno salutato quasi tutti. Ogni nucleo aveva ed ha cura delle proprie tombe, ma vi sono anche tanti zii che non si sono mai sposati e le urne di nonni e bisnonni che attendono una visita. Continua a leggere “Una bella giornata”

Vecchiaia

Ci vediamo sempre giovani?

Ormai tendiamo ad utilizzare poco questo termine in favore di: terza età, età della maturità, età avanzata, età della ragione, anzianità. Si cerca di ingentilire la condizione, di alleggerirla del tono dispregiativo che purtroppo gli diamo. Nei social non si invecchia, si diventa “anta”. Si mitiga una condizione nella quale si fatica a riconoscersi.

Invecchiare è un privilegio

Gli anni che viviamo sono il nostro ciclo biologico e l’arco temporale nel quale ricerchiamo la felicità, la nostra idea di felicità.

Quando riguardo le fotografie delle donne della mia famiglia, alcune poi sono immagini di molti anni fa, vedo volti di chi ha dato alla propria esistenza una considerevole dose di coerenza, scelte concrete non prive di sacrifici, di silenziosa accettazione. Non hanno avuto neanche il tempo di perdersi in sogni e ambizioni. Si prendono e si perdono occasioni, sulla banchina della vita, non ci si può soffermare a lungo, occorre fare quello che sembra la cosa migliore e forse l’unica opzione possibile in quel momento, in quel giorno, in quell’anno.

Oggi le donne si reinventano, dopo aver dedicato gran parte dei propri anni ad una relazione, alla famiglia, ai figli, ai genitori anziani o ad un lavoro spesso poco gratificante. Cercano di far pace con un senso del dovere che a volte è un compagno troppo esigente. Si percepisce che le “anta” sono in costante movimento, in continuo progresso. Quel che è stato è stato, ma quello che deve essere richiede uno sforzo ulteriore, uno spazio che è necessario ampliare, conquistare, perché facilmente si insinua la tentazione di abbandonare, di rientrare nel tran tran quotidiano.

I tempi che stiamo vivendo richiedono maggiore forza, è un diritto arrivarci e vivere questa benedetta vecchiaia. Non deve essere amara e solitaria, anche quando il corpo detta le sue regole e mostra i suoi limiti, anche quando lo specchio rimanda un’immagine che non corrisponde ai propri ricordi, anche quando per la società non c’è un rapporto costi/benefici favorevole. La vecchiaia è tempo di lotta per la vita, è conquista che va portata avanti minuto dopo minuto.

La vecchiaia non è tempo di quiete.

Crostata solare di zucca

Oggi voglio il sole

Fuori non c’è, non so se perché nascosto dalle nuvole o dai pensieri cupi che ultimamente mi accompagnano. Provo a cercarlo nei miei ricordi, nei giorni che ormai sono irrimediabilmente andati, ma non basta.

Allora cerco dei colori allegri, l’arancio e il giallo dell’autunno che rallegrano e scaldano il cuore.

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Difendo gli influencer?

Commenti nei social

In questi giorni mi sono ritrovata a difendere due influencer, anzi mega influencer: Chiara Ferragni e il marito, il cantante Fedez. Oh certamente non hanno bisogno del mio aiuto, i miei commenti sono spariti tra la miriade di quelli che sono arrivati e che immagino stiano arrivando su Facebook e su Instagram.

Non che io segua particolarmente la moda e il mondo dorato di chi lo abita, non sono una fan di un certo tipo di musica, né ho fatto mai un tatuaggio…lo so non c’entra, ma è per ribadire che sono probabilmente lontana anni luce da loro. Guardo al loro bellissimo e simpatico bambino come farebbe una nonna che si perde negli occhioni e nel broncio di un nipotino.

Ecco, dopo questo lungo preambolo ribadisco che al di là del mio modo di essere, apprezzo questa giovane coppia. La vita è impegno, responsabilità, lavoro serio, ma nel contempo è divertimento, leggerezza, e per chi se lo può permettere viaggi e case da sogno, lusso. Chi ha denaro e visibilità dovrebbe fare la propria parte su questo pianeta, contribuire ad iniziative volte a sensibilizzare il prossimo su alcune tematiche importanti. In quale modo e in che ambito partecipare è una questione di interessi, di passioni, anche di possibilità economiche. Per questo ho apprezzato come si sono mossi durante il lockdown della scorsa primavera e naturalmente oggi, in quanto è stato chiesto loro di sensibilizzare i giovani, i loro follower, all’uso della mascherina per contrastare la diffusione del virus Covid19.

Apriti cielo! Continua a leggere “Difendo gli influencer?”

I libri che tornano

In quest’ultimo periodo sono in difficoltà.

Non riesco ad appassionarmi ad un romanzo, in bilico tra qualcosa di impegnativo e qualcosa di leggero. Poi la seconda opzione non mi piace, mi sembra una mancanza, un appuntamento al quale mi sottraggo, uno spreco di tempo. Per questo lascio per casa più di un libro aperto, passo da una pagina all’altra, da un capitolo all’altro sperando che un singolo paragrafo mi conquisti…finalmente. Non voglio cedere, anche se ora ignoro i sensi di colpa quando abbandono, almeno per un certo periodo di tempo, ciò che sul momento non riesco a comprendere. Prima o poi farò un nuovo tentativo, almeno uno, perché lo devo all’autore, al suo lavoro.

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Komplotto!

Il settimo giorno

È domenica, il settimo giorno, quello che dovrebbe essere dedicato all’agognato riposo. Non bisognerebbe pensare a cose tristi o noiose, ma fare qualcosa di rilassante, magari divertente.

Sui social il messaggio dovrebbe essere positivo, propositivo…

Però oggi non riesco a seguire questo consiglio, anche quello di non usare “parolacce”. Piacciono troppo le teorie complottiste e la parola libertà viene usata e abusata. C’è sempre un potere oscuro, qualcuno che tira le fila dall’alto, che muove gli ingranaggi, che sta in una fantomatica stanza dei bottoni, dietro le quinte, sotto il letto, sopra l’armadio, in cantina… Continua a leggere “Komplotto!”

Parole

Parlare e ascoltare

Quante volte una chiacchierata tra amiche, tra amici, viene intesa come uno scambio di pensieri banali, un po’ frivoli. Invece, un argomento apparentemente leggero può condurre ad un altro genere di conversazione.

Le parole ci rivelano nel bene e nel male, una frase espressa con noncuranza ci può svelare il nostro interlocutore.

Nel flusso di un discorso verbale si fondono ricordi, percezioni, intuizioni, affinità, perché sentiamo la necessità di comunicare…ma non sempre di ascoltare.  Ecco…ascoltare, accogliere pensieri, un’azione che a molti appare passiva. Trascuriamo quest’arte, diversa dal solo sentire, perché non coinvolge soltanto il nostro sistema uditivo, ma richiede lo sforzo di fermarci e di concentrarci, di fare attenzione per comprendere l’altro, il suo punto di vista. La reale comprensione ci permette di apprezzare e anche di confutare. Continua a leggere “Parole”

Buon compleanno Renato

Renato Zero compie 70 anni.

Per me, e per molti della mia generazione è senza età, è Renato e basta. Anticipatore di temi e di uno stile che non ha eguali, se non pallide imitazioni.

Ricordo di averlo scoperto una domenica pomeriggio del 1976, ospite della trasmissione Piccolo slam con l’indimenticabile Stefania Rotolo e Sammy Barbot. I suoi capelli lunghi, il suo trucco, cantava Madame…Una folgorazione, io che ascoltavo le radio private e che cercavo di registrare le canzoni con il mio mangiacassette, avevo trovato qualcuno che andava fuori dai canoni tradizionali.

Il mio primo concerto di Renato Zero risale alla promozione dell’album EroZero, in tour con un tendone, ecco Zerolandia…

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Al cinema

Nella città di Torino ha sede il Museo Nazionale del Cinema

È allestito all’interno della suggestiva Mole Antonelliana, simbolo della città, e proprio in questo 2020 ricorre il ventesimo anniversario della sua apertura.

Il cinema racconta storie, sogni e vita vera, avventura e introspezione, e regala ricordi che si intrecciano con le vite create sul grande schermo. Purtroppo anche questo mondo ha subito stravolgimenti a causa dell’arrivo della pandemia di Covid19, reale e non frutto della fantasia di qualche sceneggiatore.

In questi giorni mi sono tornati in mente i pomeriggi al cinema con i miei genitori, quando aspettavo con trepidazione i cartoni animati della Walt Disney, rammento ancora i pianti per il mio caro e piccolo Dumbo, tuttora il mio personaggio preferito.

Però dai cartoni animati mi sono poi ritrovata a vedere film decisamente diversi, e mi chiedo come sia stato possibile dato che mia madre è sempre stata una persona alquanto severa e ligia alle regole. Ho visto tre pellicole decisamente non adatte alla mia tenera età, sarà stata una strategia educativa insolita?

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