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Menti Vagabonde, un nuovo inizio

C’è sempre un presente da reinventare e un domani da progettare.

Eccoci qui, Marinella e Gabriella, alias Cassandra e Sibilla, due amiche legate da un’amicizia nata sui banchi di scuola nei mitici anni ’80.

Per i nostri cinquant’anni ci eravamo regalate un anno ricco e stimolante: una pagina nella quale raccontare le nostre riflessioni, cene, mostre di pittura, un corso di ballo e un viaggio a Londra, il nostro viaggio!

Dopo aver condiviso tante esperienze, momenti allegri e tristi, cosa potevamo fare? Ricordare soltanto o iniziare una nuova avventura, cercando oltre il perimetro delle nostre vite, dandoci nuove possibilità, nuove prospettive? Non potevamo più fermarci, siamo diventate Menti Vagabonde.

Il tempo continua a scorrere, a cambiarci ed ora anche Menti deve guardare oltre e rinnovarsi.

Parleremo ancora di noi, di quello che vediamo e pensiamo, di quello che potremmo essere domani, ma vorremmo condividere il nostro cammino con altre donne, in particolare con chi ha superato i “diversi anta”.

Per questo vi invitiamo a contattarci se desiderate far conoscere il vostro blog, la vostra attività, un vostro nuovo progetto o semplicemente raccontarvi per ispirare le  donne che, come noi, non vogliono arrendersi agli anni che passano (e non desiderano avere un amante!).

Ovviamente non escluderemo giovani donne e sensibili uomini che vorranno confrontarsi con noi.

 

Che piacere leggere Ilaria Corona!

Dice di lei: “Scrivo per dare vita agli universi paralleli della mia mente”

Alcuni mesi fa leggemmo un post di Ilaria Corona, scrittrice sarda, autrice di Come le erbe dei campi e amministratrice di una pagina Facebook che a noi piace tanto!

Ci colpì per l’estrema simpatia e perchè rispecchiava ciò che era nei nostri intenti quando aprimmo il blog, ma che faticavamo a far emergere.

Vogliamo ringraziarla perchè ci ha dato la possibilità di condividere i suoi articoli (sicuramente saranno molti) e abbiamo scelto di iniziare con questo che racconta di un periodo ormai passato, ci riporta in mente cose come

Le calze setificate lucide

Oggi le adolescenti vanno in giro senza vergognarsi, perché oggi seguono la moda ma soprattutto seguono la moda le loro mamme.
A disposizione hanno tanti negozi per fare shopping, hanno anche i negozi on line.
Ai miei tempi nel mio paese c’erano 3 opzioni:

-Postalmarket
-Mercatino
-Stefanel/Benetton

La terza l’ho messa per conoscenza, perché noi i soldi non li avevamo e compravamo al mercatino.
Quindi uscivo con i capelli sulla faccia per non farmi riconoscere, veloce come Forrest Gump e con la testa incavata nelle spalle. Ad un certo punto, verso la fine degli anni 80, se volevi essere qualcuno indossando la gonna, ti dovevi comprare le CALZE SETIFICATE LUCIDE.
Se non le avevi, era meglio che la gonna non te la mettevi. C’era il rischio di apparire in due modi ugualmente pessimi, con i collant comuni: se erano neri velatissimi ottenevi l’effetto VEDOVA in visita al camposanto; se erano color carne ottenevi l’effetto ANZIANA in fila dal medico. Ma con le setificate lucide no, con quelle eri figa. Che poi aveva voglia la San pellegrino di inventarsi le varie tonalità daino, antilope, nude, sun, moka, moro… quando andavo a comprarle nella merceria vicino a casa, la signora mi chiedeva “color carne o nere?” E mi guardava con fare inquisitorio.
Allora io tentavo con “ne…” e lei mi bloccava dicendo “sei piccola, prendi color carne che nere son da donna…mmmh ci siamo capiti”.Quindi per lei la Golden lady avrebbe creato due nuances: nero bottana e carne brava ragazza. “Le ha setificate?” E al pronunciare la parola “setificate” il negozio si riempiva di fiori, le clienti si bloccavano in estasi e la signora apriva un tabernacolo d’oro alle sue spalle, dal quale tirava fuori le calze setificate. “Ecco cara”
Costavano più delle altre e lo so perché mia mamma urlava “non agganciarle che son setificate!!! Piuttosto mettine un paio di quelle quotidiane sopra!!!”
Ora, io ero appena uscita dall’incubo della calzamaglia di lana sotto alla tuta da ginnastica e stavo entrando in quello del doppio collant!!
A scuola erano proibite perché si sfilavano nelle sedie di legno mangiucchiate. Ma a Pasqua finalmente le indossai.

E quella mattina eravamo tutte in piazza di chiesa con le gambe lucenti, tipo il catarifrangente che segnala uno spartitraffico.
E quando la statua della Madonna incontrò quella del Gesù risorto il nuvolone si aprì e i raggi del sole illuminarono tutto. Ma proprio tutto, che con gli spari dei fucili in aria e i riflessi accecanti delle nostre gambe, sembrava una battaglia di Star Wars con le spade laser.


Ilaria Corona –
www.facebook.com/Ilaria-Corona-686662048374490/

Il Computer è donna

Ada Lovelace Byron, la lady del computer

Il computer è uno strumento che genera due tipi di sentimenti: amore od odio. Fortunatamente per Marinella, io faccio parte della prima categoria, così posso compensare quella sua mancata predisposizione allo strumento. Per fortuna mia lei è però dotata di un’inestinguibile fantasia che va a riempire i miei buchi creativi!!

Approfitterò di Menti Vagabonde per parlare di altre donne che in tempi non comuni, hanno aperto la porta all’informatica e al Web.

Inizierò parlando di Ada Byron e già questo cognome a qualcuno ricorderà qualcosa, infatti questa donna, nata nel 1815, era figlia del noto poeta George Byron. Per quanto sua unica figlia, fu allontanata dal padre quando aveva solo un anno, da sua madre. Appassionata di scienze, logica e matematica le studiò utilizzanto una fantasia che forse le derivava dal DNA artistico del padre.

A 17 anni conobbe un uomo molto più vecchio di lei: Charles Babbage. Egli stava lavorando ad un marchingenio meccanico che assomigliava ad un orologio in grado di fare calcoli matematici. Ada, studiando l’idea di Babbage, ne capì le potenzialità: non si trattava di una specie di calcolatrice, ma l’antesignana di qualcosa di più complesso dalle immense potenzialità ed applicazioni. Tra i suoi appunti sulla Macchina Analitica vi è anche un algoritmo studiato per essere utilizzato da una macchina.

Ada Byron, non a torto, viene considerata la prima sviluppatrice di programmi per computer al mondo, infatti il Dipartimento della Difesa americana nel 1979, ha dato il nome ADA ad un linguaggio di programmazione.

Ada Bayron purtroppo morì giovane, a soli 37 anni… se avesse avuto tempo chissà cos’altro avrebbe scoperto o inventato.

 

Grigio è fashion?

Colorazione dei capelli sì o colorazione dei capelli no?

Il problema non si pone per le donne che hanno la fortuna di trovarsi dinanzi a questo quesito soltanto in età matura. Invece io sono tra le elette che già a trent’anni aveva notato dei fili bianchi che facevano capolino tra la fluente chioma, per non parlare della scriminatura bianca che con gli anni è diventata sempre più abbagliante!

In effetti anni e anni di tinture con dentro chissà cosa e non lo voglio neanche sapere procurano una certa dose di ansia e di costi.

Che dolore per le mie finanze!

Ora scelgo una cosmesi naturale e bio anche per i miei capelli, la mia parrucchiera di fiducia si è impegnata ad offrire prodotti che dovrebbero tutelare salute ed ambiente.

Molte donne si “ribellano” alla colorazione ad oltranza e da un paio di anni si parla di rivoluzione grey, di granny look, di grey hair.

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Hedy Lamar: l’attrice scienziata

La “femme fatal” che inventò la connessione wireless

Eccoci nuovamente a parlare di donne e tecnologia… e che donne!!

Hedy Lamar è l’archetipo dell’attrice sensuale degli anni 30. Non solo, fu addirittura la prima ad interpretare una scena di nudo nel film Estasi. Ovviamente la la pellicola fu censurata e in alcuni Paesi tolta dal mercato.

Eppure, la quasi laureata in Ingegneria (rinunciò agli studi per seguire la carriera artistica), non solo fu bella e fatale ma fu anche una ricercatrice e scienziata.

Sempre negli anni ’30 brevettò, con l’amico e compositore George Antheil, un sistema di codifica delle informazioni che avrebbe consentito di comandare a distanza i mezzi navali e addirittura i suluri, suscitando ovviamente l’interesse degli apparati militari.

Di fatto gettò le basi dei sistemi informatici wireless (senza fili) e della telefonia mobile.

Niente male per essere una donna, un’attrice e un sex simbol!

E se scoprissimo che Belen…?

 

Fridays for Future

Oggi sciopero globale degli studenti

La giovane attivista svedese Greta ha risvegliato nei suoi coetanei il desiderio di un futuro diverso, migliore, e la consapevolezza che l’unione e la tenacia sono una grande forza motrice.

Non so se effettivamente nascerà qualcosa di concreto, se effettivamente queste istanze saranno accolte da chi ha il potere decisionale, tuttavia i nostri ragazzi, tutti questi ragazzi, hanno bisogno di sentire che noi adulti, spesso delusi e frustrati nel non essere riusciti a fare la differenza, crediamo nelle loro capacità.

Ora tocca a loro!

 

L’8 marzo per noi

Oggi si sprecheranno le mimose, fiore che comunque ci fa piacere ricevere.

Si sprecheranno le frasi e le poesie che decantato la beltà e la leggiadria femminile. Un po’ ci sono venute a noia.

Ascolteremo messaggi di personaggi vari che elencheranno i loro buoni propositi per tutelare maggiormente le donne in ambito lavorativo e privato. Quanto dobbiamo crederci?

Ieri un’altra donna è stata uccisa dal proprio compagno.

Poi abbiamo riletto le parole di una donna minuta e tenace, dovremmo riconoscerci in queste parole e ascoltare l’esortazione a non arrendersi mai! Continua a leggere “L’8 marzo per noi”